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Iwagami a Hollywood: "Volevo essere Watanabe, lotto per i diritti degli attori asiatici"

Giapponese appassionato di cinema, ha tentato la fortuna in America. L'incontro col mondo hollywoodiano, però, è stato traumatico. Così, il 33enne attore è tornato a Tokyo per fondare Kaiju Inc., un'agenzia che si batte contro il "whitewashing"

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Hollywood e in particolare i film su Indiana Jones lo hanno fatto innamorare del cinema, trasferire dalla sua Tokyo negli Stati Uniti per studiare all’Università di Arte e Design di Santa Fe, in New Mexico. Ko Iwagami era deciso a diventare un attore. Poi però, come quando finisce l’incantesimo dell’innamoramento e si torna a vedere le cose con razionalità, Ko Iwagami ha pure capito che Hollywood non era propriamente una mamma dal seno accogliente e che per gli asiatici come lui trovare spazio e ruoli sul grande schermo era più difficile che per i bianchi.

“Era appena uscito L’Ultimo Samurai – racconta Ko Iwagami a JapanTimes – pensavo che sarei potuto diventare come Ken Watanabe. Studiando negli Stati Uniti il mio inglese era migliorato e durante i corsi all’Università le mie prove di recitazione erano valutate sempre bene”. Insomma, Ko ci credeva che sarebbe riuscito a realizzare il suo sogno. Tuttavia, in più di due anni, quello che aveva ottenuto era solo una parte in uno spot pubblicitario. “Era come tentare di vincere la lotteria”.
Così Ko torna a casa con tutta un’altra idea e una missione: fondare un’agenzia a Tokyo, una 'Asiancy', che seleziona i migliori attori asiatici e si batte per aumentare e migliorare la loro rappresentazione sul grande schermo, facendo da tramite con le produzioni hollywoodiane. Per questo è nata Kaiju Inc., che mutua il suo nome dal mostro tipico della fantascienza giapponese. “Ci sono delle fasi attraverso le quali un attore asiatico deve passare – spiega Ko Iwagami – prima i ruoli muti, poi gli stereotipi, ma alla fine sono sicuro che anche noi saremo scritturati per ruoli da esseri umani”.
È decisamente cambiata la visione che ha del cinema da quando, da bambino, nella casa di sua nonna, a nord di Tokyo, le videocassette di suo zio catturavano la sua attenzione: “Mi domandavo, come fanno? Lì avevo deciso di voler diventare un attore”. All’Università, a Santa Fe, era l’unico asiatico della sua classe il che, in quella circostanza, per le produzioni dei suoi colleghi studenti, voleva dire un gran lavorare: “Ho addirittura interpretato il ruolo di una geisha – ricorda Ko – tutti mi cercavano e io mi sentivo la star giapponese”. Al cinema uscivano film come L’Ultimo Samurai, Memorie di una geisha, Babel e tutto questo contribuiva a creare aspettative in Ko.

La realtà, però, gli si rivelò ben presto diversa: “Facevo audizioni su audizioni e niente”. Fino al momento in cui la sua scuola inizia a offrire agli studenti la possibilità di fare tirocini per le grandi produzioni di Hollywood: Ko Iwagami lavora prima sul set di Brothers, il film del 2005 di Jim Sheridan e poi, nel 2007, su quello di Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen. Naturalmente non più davanti, ma dietro la macchina da presa. Dopo la laurea ottiene un lavoro come assistente alla produzione nel film Parto col folle di Todd Phillips con Robert Downey Jr. e Zach Galifianakis e ha modo di vedere il direttore dei casting in azione: “Era come se dovesse risolvere un puzzle con gli attori” ricorda Ko. Lavora poi ai casting di altri film e telefilm tra cui Breaking Bad ed è a quel punto che decide di aprire la sua agenzia specializzata per attori asiatici.

La sua Kaiju Inc. è ora famosa in tutto il Giappone e già diverse produzioni hollywoodiane vi hanno fatto ricorso: la troupe di Equals, ad esempio, il film di fantascienza-romantico interpretato da Nicholas Hoult e Kristen Stewart. Nel 2016 la Paramount per Tartarughe Ninja - Fuori dall'ombra o la produzione del film horror Jukai - La foresta dei suicidi con Natalie Dormer. Recentemente, anche Netflix si è rivolta a Ko Iwagami per uno dei suoi film: The Outsider con Jared Leto protagonista che interpreta la parte di un soldato americano uscito di prigione in Giappone che entra a far parte della yakuza, l'organizzazione criminale giapponese. Ko, che oggi ha 33 anni, cerca personalmente nuovi talenti da aggiungere alla sua agenzia, crea contatti e organizza casting anche attraverso i social network. Poi, ogni volta che riceve una telefonata da qualcuno che gli comunica che uno dei suoi attori è stato scelto per un ruolo, si sente “come se fossi io stesso ad avere ottenuto la parte. È una sensazione bellissima, per questo non voglio smettere di fare casting”.

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Ko conferma che sono stati fatti del progressi dal punto di vista della rappresentanza degli attori asiatici sul grande schermo, tuttavia gli stereotipi sono ancora tanti e pochi sono i ruoli da protagonisti a loro riservati. Del resto, Hollywood si è trovata a far fronte a più di una accusa di "whitewashing", ogni volta che ha scelto un attore bianco per interpretare un personaggio di un’altra etnia. È successo, ad esempio, con Natalie Portman nel film, uscito su Netflix, Annientamento, in cui l’attrice americana è la discendente di una famiglia asiatica. O con Scarlett Johansson in Ghost in the Shell, film tratto dall’omonimo manga, poi adattato in una serie di anime, in cui la protagonista Motoko Kusanagi, che guida una squadra di cyber-criminali, diventa inspiegabilmente il Maggiore Motoko Kusanagi, donna occidentale. E poi Tilda Swinton, lei scozzese nella parte del tibetano Antico in Doctor Strange, fino a Jasmine, la principessa Disney che nella versione in carne e ossa di Aladdin alla quale sta lavorando Guy Ritchie, avrà il volto di Naomi Scott, attrice inglese con mamma indiana di origine ugandese, quindi non araba.

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Quest’estate però potrebbe accadere qualcosa, o almeno la speranza è quella con l’uscita di Crazy & Rich, adattamento cinematografico del romanzo scritto da Kevin Kwan, Crazy Rich Asians. La commedia romantica diretta da Jon M. Chu avrà, infatti, un cast interamente composto da attori asiatici. Il pensiero va facilmente a Black Panther e il desiderio è che il successo di film e cast che ha avuto la storia del supereroe nero sia lo stesso per questo film tutto orientale.