'Giochi di potere', Ben Kingsley e Theo James sullo scandalo Oil for food
Il danese Michael Soussan aveva solo 24 anni quando, abbandonando l'ipotesi di una carriera di investitore finanziario, fece domanda all'Onu per seguire le orme del padre diplomatico, e divenne coordinatore del programma "Oil for Food", che auspicava avrebbe portato aiuto umanitario in Paesi disastrati da guerre e carestie. Dopo la rivelazione, si è dato al giornalismo d'indagine e al reportage (Cnn e il Wall Street Journal tra le sue varie collaborazioni). "Il mio libro racconta questa storia con umorismo - dice Soussan al telefono da un'isoletta vicina a Oslo, dove è in vacanza con la famiglia - All'Onu molte cose rimangono non dette. Allora ero giovane e non capivo questa dinamica, meno che mai quanto fosse pericoloso spifferare il non detto. Il programma Oil for Food era una buona idea inizialmente. Volevamo salvare il popolo iracheno dalle sanzioni che noi stessi avevamo imposto loro. L'Onu aveva autorizzato una guerra e posto sanzioni che non avrebbe rimosso fin quando Saddam Hussein fosse stato eliminato. Ma in quella guerra non eliminarono Saddam, e lasciarono l'Iraq senza acqua potabile, senza elettricità, senza cibo, con ospedali dove si operava senza anestesia, perché l'Iraq era al tempo un Paese che importava tutto, tranne il petrolio. E intanto Saddam e il suo governo continuavano a vivere in palazzi dorati. Una contraddizione tremenda. L'Onu diceva che la guerra non era contro il popolo iracheno, ma fu solo il popolo a pagare le conseguenze".
"Quando iniziammo il programma - continua Soussan - in buona fede, petrolio in cambio di cibo e altre forniture necessarie, il regime iracheno cercò di trarre profitto in qualsiasi modo. Non eravamo preparati alla malizia e alle arti manipolatorie di quel governo, di quella cultura. Abbiamo peccato di ingenuità". Alla fine, precisa Soussan, 2.300 compagnie in giro per il mondo, dalla Siemens alla Volvo e Mercedes, oltre a innumerevoli compagnie farmaceutiche, cercarono a loro volta di sfruttare la situazione, coinvolgendo nomi come il futuro segretario di Stato Condoleezza Rice e il vice-presidente Usa Dick Cheney, allora alla Texaco.
'Giochi di potere', Kingsley e James e lo scandalo di "Oil for food"
Un giovane talentuoso e pieno di ideali (Theo James) ottiene finalmente il lavoro dei suoi sogni alle Nazioni Unite. Ma a volte i sogni nascondono una cruda e sconfortante realtà. Tacere o raccontare quello che non avrebbe mai dovuto scoprire, mettendo a repentaglio tutto, persino la propria vita e quella della donna che ama? Ispirato all'autobiografia di Michael Soussan, 'Giochi di potere' racconta l’inquietante dietro le quinte del programma Oil-for-food (letteralmente petrolio in cambio di cibo), attivato dalle Nazioni Unite dal 1995 al 2003. Uno scandalo che coinvolse moltissimi Paesi, Italia compresa, proprio per le tangenti pagate al governo iracheno di Saddam Hussein in cambio di milioni di barili di greggio. Nel cast anche il premio Oscar Ben Kingsley e l'affascinante Jacqueline Bisset. Il film arriverà nelle sale italiane l'11 luglio distribuito da M2 Pictures
"È importante oggi capire questo, perché la Primavera araba iniziò in parte come ribellione contro la corruzione, e quello che successe fu l'escalation di gruppi terroristici". Come se lo spiega? "Questi giovani ragionavano sul fatto che a loro veniva negato il lavoro, perché l'occidente e i loro dittatori territoriali designati facevano comunella e corrompevano il mondo intero" risponde Soussan, che è scampato per miracolo a due attacchi esplosivi (di ignoti) all'epoca del suo impegno con l'Onu. Studiare quello che é successo con Food-for-Oil, avverte Soussan, è importante oggi più che mai: "Dobbiamo stare attenti all'odio nei confronti dell'occidente, e pensare al fatto che abbiamo più profughi in Europa che al tempo della II Guerra Mondiale,” conclude. “C'è più schiavitù oggi nel mondo rispetto a cento o duecento anni fa; e tutto per colpa di compagnie ombra che fanno affari via Panama e così via. Per non parlare della Svizzera, da dove tutto passa".