CINEMA

'Giornate degli Autori', sul ring del cinema ci sono le donne

Dal 29 agosto all'8 settembre la rassegna parallela alla Mostra del cinema con una fitta presenza femminile e il ritorno di Valerio Mieli in concorso con 'Ricordi?'

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Un guantone rosso e una donna sul ring, è nel segno del femminile (sei autrici su dodici) la quindicesima edizione della Giornate degli autori 2018 (29 agosto - 8 settembre) che prevedono anche un omaggio speciale al Leone d'oro Alexander Kluge e il programma speciale Women's Tales in collaborazione con il creative partner Miu Miu.


Per l'Italia un film in concorso, Ricordi? di Valerio Mieli con Luca Marinelli e Linda Caridi e un evento speciale: Il bene mio di Pippo Mezzapesa. Il film con Marinelli e Caridi segna il ritorno del regista di Dieci inverni, a nove anni dalla sua opera prima. Ancora una volta il regista classe 1978 sceglie il racconto di un amore attraverso i ricordi, falsati dagli stati d'animo, dal tempo, dalle differenze di punto vista dei giovani protagonisti. Nel corso del film lui scopre che è possibile un amore che dura, lei impara invece la nostalgia. Ma anche i loro ricordi cambiano col tempo: sbiadiscono, o invece si saturano di gioia, in un presente che scivola via per farsi subito memoria.

'Ricordi?', alle Giornate degli Autori Marinelli innamorato


"È straordinariamente forte quest'anno la presenza femminile nella nostra selezione: 6 film su 12 (compresa la chiusura dell'8 settembre) sono firmati da autrici e in tutti i film i personaggi femminili giocano un ruolo cruciale, sintomo di un tempo in cui al centro della ricerca c'é sempre più spesso il nucleo originale della società: una famiglia scomposta, disgregata, riaggregata, messa in discussione dal ruolo che la donna porta con se", ha detto Gosetti.


L'apertura è con il film cambogiano Les tombeaux sans noms di Rithy Panh, che prende il titolo dall'espressione del bisogno di ritrovare la pace, che racconta la storia di un uomo cresciuto sotto il regime dei Khmer rossi, che va alla ricerca delle tombe dei suoi familiari. Sempre in apertura C'est ça l'amour della regista francese Claire Burger che debutta in solitaria dopo che nel 2014 vinse la Caméra d'or con il collettivo Party Girl.
In corsa anche il western al femminile Continuer di Joachim Lafosse. Dalla Palestina arriva poi in prima mondiale al Lido Mafak di Bassam Jarbawi che racconta il conflitto tra Israele e Palestina  anche attraverso la prigione, la tortura e la perdita di identità.  Fuori concorso ancora un film italiano. Si tratta di Goodbye Marilyn film di animazione di Maria Di Razza, intervista immaginaria con una novantenne rediviva Monroe, mentre è un cartoon in bianco e nero un altro titolo in concorso, Ville Neuve del canadese Félix Dufour-Laperrière ambientato durante un'estate sulla costa atlantica del Québec nei giorni che precedono il referendum sull’indipendenza del 1995.


Ma alla Villa degli Autori quest'anno anche Notti veneziane, serate tra storie, immagini, ricordi e racconti. Tra gli interventi quello di Stefano Savona, autore di Samouni Road, che ripercorre la strada che lo ha portato a Gaza, dialoga con gli autori sul senso del mestiere e sulla natura del "cinema del reale", mostra e commenta immagini inedite del suo lavoro, di ieri e di oggi. Ci sarà anche Il teatro al lavoro di Massimiliano Pacifico con l'avventura umana e artistica della creazione di Elvira, lo spettacolo di Toni Servillo prodotto insieme al Piccolo Teatro di Milano, tratto dalle lezioni di Louis Jouvet al Conservatorio d'Arte drammatica di Parigi nel 1940. Infine, I villani di Daniele De Michele (Don Pasta), ovvero un viaggio nella cucina popolare italiana che sta morendo, Nord e Sud, uomini e donne, giovani e anziane; agricoltura, pesca, allevamento, formaggi e cucina famigliare.
Un'immagine di 'I villani' di Don Pasta