'Magic Alps', Giovanni Storti e la capretta del migrante - trailer
Magic Alps racconta la storia vera del primo migrante arrivato in Italia con un animale, nel 2011. Said (Hassan El Aouni) è un pastore afgano che vuole portare la sua capretta, Salima, sulle magiche Alpi, appunto, per ritrovare la neve e il paesaggio delle montagne afgane sulle quali anche lei è nata. Per questo, dalla Grecia, il primo Paese europeo toccato dai due, Said e Salima hanno camminato per due mesi: il loro viaggio però è stato interrotto nel centro di accoglienza italiano, dove a prendere le loro generalità c'è il funzionario interpretato da Giovanni Storti. A mettere tutti in difficoltà è proprio l'animale sul cui destino è Roma, il ministero degli Interni e quello dell'Agricoltura, a decidere.
'Magic Alps', la vera storia del primo migrante arrivato in Italia con una capra
Per quattordici minuti Giovanni Storti ha lasciato i suoi sodali Aldo e Giacomo e si è dedicato al cortometraggio Magic Alps, film diretto da Marco Scotuzzi e Andrea Brusa in concorso alla ventunesima edizione di Cervino Cine Mountain, il festival di cinema di montagna che si svolge a Cervinia fino al 12 agosto. Lasciando il suo trio, ha anche messo da parte i soliti ruoli ironici e buffi per interpretare un funzionario di un centro accoglienza migranti che si trova a decidere del destino di una capretta, arrivata al confine del nostro Paese con il suo proprietario, un pastore afgano richiedente asilo. Il film racconta la storia vera del primo migrante arrivato in Italia con un animale, caso che ha messo in difficoltà non solo i lavoratori del centro di accoglienza, ma lo stesso ministero dell’Interno e quello dell’Agricoltura che, nel 2011, presero la soluzione drammatica di abbattere l’animale. Giovanni Storti, appassionato di corsa e montagna, presenterà il film al pubblico della rassegna giovedì 9, arrivando a Cervinia a piedi, attraverso un percorso che lo porterà da un estremo all’altro della Valtournenche e che lo impegnerà per sessanta chilometri
Se Magic Alps tratta di un tema drammaticamente attuale, il punto di vista che i suoi registi hanno scelto di adottare è nuovo: non ci sono molte altre storie che ci hanno portato dentro un centro di accoglienza. "È anche questo uno dei motivi che mi hanno spinto ad accettare il ruolo per me insolito: un punto di vista spostato, particolare. Non c'è la cattiveria con la quale spesso ci si accanisce su queste discussioni né, d'altra parte, leggerezza o finto buonismo. Questo cortometraggio è un'opera di realismo". Anche per questo, Giovanni Storti dice di non essersi preparato più di tanto per il ruolo: "Mi sono affidato ai registi che sapevano molto bene cosa volevano ottenere. Certo, per come sono fatto io mi venivano in mente tanti esiti buffi da mettere dentro, ma chiaramente non si poteva e io per primo lo facevo solo per gioco. L'unico problema che è sorto fin da subito è stato recitare in inglese, perché sono un disastro. Per quello devo dire che ho fatto parecchia fatica".
Per sua fortuna però, i dialoghi in Magic Alps sono davvero ridotti all'osso. Molto più spazio viene riservato ai silenzi e alle espressioni del volto (anche con la scelta dei registi di girare in 4:3, per stringere il più possibile l'inquadratura sul viso dei personaggi). Quelli dell'altro protagonista, soprattutto. Hassan El Aouni non è un attore, questo corto è la sua prima prova cinematografica. Hassan porta però la sua esperienza diretta di migrante sul set: "Ha avuto una vita simile a quella degli uomini e delle donne che vediamo nel film - racconta Giovanni Storti - la sua è stata pure una storia di migrazione. Adesso Hassan lavora in un centro di accoglienza, ha a che fare con la burocrazia perché richieste di altri migranti vengano accolte".