Keira Knightley è Colette ai tempi del #MeToo: "Cent'anni dopo sempre attuale"
Silvia Bizio
L'attrice inglese interpreta la scrittrice che per anni scrisse per il marito, lo scrittore libertino Willy, prima di rivendicare il suo ruolo di autrice e le sue scelte di identità sessuale. In sala a dicembre
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Dopo aver combattutto i pirati e l'orgoglio e il pregiudizio di Jane Austen, Keira Knightley oggi è Colette, protagonista del film omonimo diretto e scritto (insieme a Richard Glatzer) dall'inglese Wash Westmoreland, narra le vicende di Sidonie-Gabrielle Colette, che dalla campagna francese si trasferisce nell'intellettuale e artistica Parigi fin de siècle, quando il marito Willy (Domic West) la convince a scrivere un romanzo col nome di lui. Colette scrive il semiautobiografico Claudine, che diventa subito un fenomeno letterario da cui scaturirono seguiti. Colette (nata nel 1873 e morta nel 1954) inizia a combattere per la "proprietà creativa" del suo lavoro e si batte contro i pregiudizi di genere e le costrizioni della norma sociale che guardava con sospetto alle scrittrici donne. Il film affronta la rottura con codici e pregiudizi, sia letterari che di moda e costume, e la possibilità di una libera espressione sessuale. Colette non solo romanziera, ma femminista e militante Lgbt ante litteram. Ed è questo che piaciuto molto alla protagonista del film, Keira Knightley.
'Colette', le battaglie femministe di una scrittrice coraggiosa
Arriva nelle sale italiane il 6 dicembre 'Colette' che racconta la storia della scrittrice francese che, dopo aver scritto al posto del marito, rivendica la sua identità e creatività in un mondo maschilista e retrogrado della Francia di inizio Novecento. La interpreta Keira Knightley
Grande successo allo scorso festival di Sundance, a fine gennaio, Colette negli Stati Uniti questa settimana e in Italia il 6 dicembre. Ne abbiamo parlato a Los Angeles con la Knightley, 33 anni, che fin dai tempi di Sognando Beckham in cui era una giovanissima giocatrice di calcio è una delle più acclamate attrici britanniche. Sposata all'attore inglese James Righton, la Knightley è diventata madre della piccola Edie nel 2015.
Keira Knightley è Colette: "Ha lottato per la sua libertà senza vergogna"
Keira, 'Colette' è un film d'epoca ma quanto mai attuale, non solo un biopic ma una riflessione sulla parità tra i sessi e la libertà di espressione
"Verissimo, e trovo curioso che una storia di cent'anni fa esca proprio nel momento del #MeToo e sia dunque così attuale. Se pensiamo alle vicissitudini di Colette nel mondo letterario e alla difficoltà di venir accetata come donna, ci fa capire che di strada ce n'è da fare ancora tanta. È una donna che combatte contro le restrizioni sociali per essere una donna. E' anche la storia di un matrimonio essenzialmente eterossessuale ma che tocca tutte le corde e le lettere del LGTBQ.
L'attrazione di Colette nei confronti di Missy, interpretata da Denise Gough, che oggi verrebbe considerata una transgender ci interroga sull'oggi
"Certamente la trans-identità di Missy è quello che aveva attratto Colette nei suoi confronti. Il film è un omaggio a gente come Missy e Colette, persone molto coraggiose capaci di vivere le proprie vite in modo autentico, senza temere giudizi e censure. A mia figlia voglio insegnare di essere coraggiosa nelle scelte di vita".
Non è la prima volta che lei affronta ruoli di donne inclini a abbattere barriere sociali, da Beckham in poi. Una coincidenza?
"Penso che il genere sessuale si rifletta in tutto quello che faccio: anche il mio personaggio in Pirati dei Caraibi, in apparenza la classica donzella in pericolo, è una che non solo sa difendersi, ma contrattacca. Di Colette si diceva che era androgina, ma quando la società ancora ti costringeva a indossare abiti lunghi, guai a portare i pantaloni – cosa che all'epoca era illegale – come fai a far vedere la vera natura? Per questo abbiamo lavorato tanto sul suo modo di muoversi. Del resto la recitazione per me è prima di tutto movimento. Le parole vengono dopo".
Difficile per lei risultare credibile come androgina?
"Guardi, quando ero bambina, e anche adolescente, molti mi scambiavano per un maschio, ero alta, dinoccolata, i capelli quasi sempre corti, la mascella forte... confesso che che fino a un certo punto della crescita pensavo che sarei diventata un uomo, ma non sessualmente, piuttosto perché se guardavo la società adulta vedevo solo maschi nei ruoli di potere".
Se potesse, tornerebbe a vivere come uomo?
"Assolutamente no! I maschi hanno tutto il mondo ai loro piedi. È molto più interessante lottare per averlo!"
Com'è cambiato il suo modo di vedere mondo ora che è madre?
"Quando diventi genitore prendi il dovuto più sul serio, ma non con discernimento. Se prima la sorte di un mio film era di fondamentale importanza, ora ti dici: va bene, non è la fine del mondo... cominci a capire cosa è importante. Non che non prenda sul serio il mio lavoro, lo faccio sempre con impegno, ma non do' fuori di testa se qualcuno parla male di me o di un mio film".
Lei ha letto Colette, prima di questo film ovviamente?
"Premetto che vengo da una famiglia di letterati. Ho letto Cheri a 22 anni, lo ricordo perché il mio ragazzo di allora stava recitando in un film tratto dal romanzo. Mia madre era ossessionata da Colette, ma io non la conoscevo, fino ad allora. Mi piaceva il musical Gigi, tratto dalla sua ultima raccolta di racconti. Poi ho letto i vari Claudine, ma senza l'ossessione di mia madre. Ma io sono una che tende a tenere a bada le ossessioni".