✕

Terry Gilliam presenta il suo Don Chisciotte: "Come lui non capisco più il mondo"

Dopo 25 anni di peripezie il film dell'ex Monthy Python finalmente nelle sale italiane dal 27 settembre. I protagonisti sono Adam Driver e Jonathan Pryce e potrebbe essere anche il suo ultimo film
2 minuti di lettura
La storia è da film e non è un modo di dire. I venticinque anni di "fare e a disfare", come dice lo stesso Terry Gilliam in un cartello a inizio film, L'uomo che uccise Don Chisciotte, sono diventati un documentario, Lost in La Mancha, realizzato da alcuni collaboratori del regista. Ma si fermava dopo aver raccontato del produttore che si ritira dal progetto, di Jean Rochefort (che doveva interpretare Don Chisciotte) che si sente male e arriva tardi sul set, di rumori di aerei che passavano sopra i luoghi delle riprese, persino di un nubifragio che distrusse le scenografie. La storia del film invece è proseguita con altre vicissitudini: una causa legale col produttore portoghese Paulo Branco, la scelta di Cannes di metterlo in chiusura del festival senza che ci fosse ancora l'autorizzazione a proiettarlo nei cinema francesi, Gilliam che si sente male e infine l'happy ending.


L'uomo che uccise Don Chisciotte arriva ora anche nelle sale i…
La storia è da film e non è un modo di dire. I venticinque anni di "fare e a disfare", come dice lo stesso Terry Gilliam in un cartello a inizio film, L'uomo che uccise Don Chisciotte, sono diventati un documentario, Lost in La Mancha, realizzato da alcuni collaboratori del regista. Ma si fermava dopo aver raccontato del produttore che si ritira dal progetto, di Jean Rochefort (che doveva interpretare Don Chisciotte) che si sente male e arriva tardi sul set, di rumori di aerei che passavano sopra i luoghi delle riprese, persino di un nubifragio che distrusse le scenografie. La storia del film invece è proseguita con altre vicissitudini: una causa legale col produttore portoghese Paulo Branco, la scelta di Cannes di metterlo in chiusura del festival senza che ci fosse ancora l'autorizzazione a proiettarlo nei cinema francesi, Gilliam che si sente male e infine l'happy ending.


L'uomo che uccise Don Chisciotte arriva ora anche nelle sale italiane, dal 27 settembre distribuito da M2 Pictures, e il suo regista - classe 1940 -  non potrebbe essere più contento. "Sono molto fortunato, ho una pessima memoria - dice - Per cui ho dimenticato tutto quello che di negativo c’è stato in questo film e oggi sono solo felice che sia finito. E soprattutto che il film mi piaccia, perché ero veramente preoccupato dal fatto che alla fine non mi sarebbe più piaciuto. Invece sì. Io credo di capire il mondo, ma invece è chiaro che non lo capisco affatto, lo fraintendo. Proprio come Don Chisciotte. Mi appare una visione: 'questo è il mondo' e poi quando ci entro capisco che mi sono sbagliato e ricomincio. Più di tutto credo di essere Sisifo, molto più che Don Chisciotte".


Il ruolo di Don Chisciotte nel tempo è passato da Jean Rochefort a Robert Duvall, Michael Palin e John Hurt, alla memoria del primo e dell'ultimo interprete è dedicato il film. Nella versione finale è Jonathan Pryce a interpretare il cavaliere errante e Adam Driver il suo scudiero Sancho Panza, ma l'identità dei personaggi cambia in tutto il corso del film. Che inizia con le immagini di un Don Chisciotte che lotta con un mulino a vento, ma altro non è che uno spot commerciale che il regista di fama mondiale Toby Grisoni (Driver) sta girando nella campagna spagnola. Mentre il set è in preda al caos e i vari assistenti discutono su come realizzare gli effetti speciali Toby ritrova per caso un vecchio suo film, L'uomo che ha ucciso Don Chisciotte, realizzato dieci anni prima insieme a degli amici come saggio della scuola di cinema.


Tornando nel piccolo paesino dove aveva girato il suo filmino in bianco e nero, Toby ritroverà alcuni di quelli che erano apparsi nel suo "progetto del cuore", se chi faceva Sancho è morto per cirrosi, Javier il ciabattino "con una bella faccia" ha invece perso il senno e vive ai margini del paese interpretando il suo show per i turisti. Toby suo malgrado finirà in una serie di avventure rincorrendo Javier - Don Chisciotte, entrando e uscendo dalla realtà, in una sorta di andirivieni tra il passato, la sua ricostruzione in forma di spettacolo e il presente, fatto di produttori alla continua ricerca di clienti (Stellan Skarsgård), magnati della vodka russa (Jordi Mollà) e donne del boss (Olga Kurylenko). Toby ritroverà anche la ragazzina che aveva fatto debuttare quindicenne nel suo film amatoriale, Angelica e che oggi è una donna vittima della prepotenza di un uomo potente.Felice, rilassato, ma comunque un po' in crisi. Forse il suo film "maledetto", quello che ha impiegato un quarto di secolo a concludere, potrebbe anche essere l'ultima storia del regista di Brazil e di Paura e delirio a Las Vegas. "Per me il cinema è la cosa che ho vissuto fin da ragazzo: entrare in una grande sala buia e vedere cose fantastiche che erano meglio della mia vita, cose magnifiche e totalmente nuove per me. Questo era quello che mi piaceva del cinema, esiste ancora? Non lo so" dice Gilliam. E qual è la storia che vorrebbe raccontare oggi? "Non lo so, questo è il mio grande problema. Non ho storie che vorrei raccontare. Sto continuando a cercare, leggo di tutto alla ricerca di ispirazione. Sono confuso: il mondo è molto cambiato. Forse non ho più storie da raccontare".