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Alcune scene di 'Suspiria' sono copiate, gli eredi dell'artista Ana Mendieta fanno causa ad Amazon

Gli Studios che hanno prodotto il film di Luca Guadagnino, remake del classico horror di Dario Argento, sono stati denunciati da Raquelin Mendieta e Raquel Cecilia Mendieta, sorella e nipote dell'artista cubana morta nel 1985
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Suspiria, il remake del classico horror di Dario Argento diretto da Luca Guadagnino e presentato all’ultimo festival del Cinema di Venezia, le cui musiche firmate da Thom Yorke sono state premiate, conterrebbe immagini prese illegittimamente da performance dell’artista cubana Ana Mendieta. Con questa accusa, gli eredi di Mendieta hanno denunciato Amazon Studios, casa di produzione del film.

'Suspiria', Guadagnino rilegge Dario Argento - trailer


L’accusa fa riferimento al primo trailer del film, pubblicato a giugno di quest’anno: secondo chi gestisce i diritti d’immagine sulle esibizioni dell’artista, la sorella Raquelin Mendieta e la nipote Raquel Cecilia Mendieta, quel video promozionale conterrebbe due scene tratte da due pièce realizzate da Ana Mendieta negli anni Settanta, Rape Scene e Untitled (Silueta Series, Mexico). In particolare, le immagini delle mani di una donna legate con una corda a un tavolo bianco sarebbero state prese da Rape Scene, mentre la sagoma di un corpo su un lenzuolo sarebbe la stessa che si vede in Silueta Series.

Alcuni autoritratti di Ana Mendieta 

A luglio, quindi, gli eredi di Ana Mendieta hanno inviato  una lettera ad Amazon perché fossero eliminate quelle scene dal film e effettivamente, nel secondo trailer diffuso ad agosto le immagini in questione erano scomparse. Amazon poi, a inizio settembre, dopo la presentazione del film a Venezia, ha proiettato il film a un rappresentante degli eredi, il quale ha confermato che le due scene contestate erano state eliminate, tuttavia ne ha individuate altre otto eccessivamente simili ai lavori di Ana Mendieta. Allora, con la denuncia presentata giovedì a una corte federale di Seattle, gli eredi dell’artista chiedono un risarcimento danni e un ordine di restringimento nei confronti di Amazon perché non attinga più alla produzione dell’artista.


Ana Mendieta è stata una ballerina, pittrice, video artist cubana, arrivata negli Stati Uniti nel 1961 con lo status di rifugiata. Nei suoi lavori ha affrontato spesso il tema della violenza contro le donne e del legame tra essere umano e la natura, sostenendo, nelle sue performance, di riuscire a trasformare il suo corpo in pura estensione dell’ambiente naturale. È morta a 36 anni, cadendo dalla torre di un palazzo di New York nel 1985. Suo marito, lo scultore Carl Andre, è stato processato per omicidio e assolto. Gli eredi ora acconsentono che le produzioni di Ana Mendieta siano usate per finalità educative ma non per uso commerciale.

Luca Guadagnino, lo scorso febbraio raccontando del suo film, aveva citato proprio il lavoro delle artiste femministe degli anni Settanta come Gina Pane, Francesca Woodman, Judy Chicago e Ana Mendieta, come fonte d’ispirazione per le protagoniste del suo remake, definendo già il film di Dario Argento del 1977 “intriso dell’idea di arte femminista”.