Ita O'Brien, consulente d'intimità sul set: "Anche un bacio può essere un trauma se è il primo"
giulia echites
Ex ballerina professionista, poi per dodici anni come direttore di movimento per gli attorisi è inventata una professione che nella Hollywood di #MeToo e Time’s Up sembra proprio quello che ci voleva
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Ita O’Brien di mestiere fa la "intimacy coordinator", che potremmo cercare di tradurre con "consulente di intimità", un lavoro che si è più o meno inventata ma che nella Hollywood di #MeToo e Time’s Up sembra proprio quello che ci voleva. Il suo compito infatti, che O’Brien svolge in giro per il mondo, è quello di assistere registi, produttori e soprattutto attori, nel momento in cui si deve girare una scena di sesso o comunque che implica il contatto fisico. Per questo Ita O’Brien tiene dei workshop durante i quali simula i momenti sul set e prepara i protagonisti di un film alle scene intime perché “tutti si sentano sicuri” e in più ha sviluppato una serie di linee guida con gli aspetti che secondo lei la produzione di un film dovrebbe tenere bene a mente per evitare, ad esempio, ciò che successe alla diciannovenne Maria Schneider sul set di Ultimo tango a Parigi.
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Uno degli incarichi di Ita O’Brien è stato proprio con la squadra di Sex Education, per la prima stagione della serie tv Netflix su adolescenti e sessualità: "trattandosi di attori molto giovani ho voluto che prima parlassero apertamente delle scene di nudo e contatto fisico che avrebbero girato", ha raccontato la coordinatrice di intimità. Molti registi non si rendono conto che "anche dare un bacio per un attore giovanissimo, che magari non l'ha mai fatto prima in vita sua, può risultare traumatico", se la prima volta è davanti a un pubblico. Tornata da un corso che l’ha impegnata per sei settimane tra Australia e Nuova Zelanda, Ita O’Brien partirà per Berlino, poi Svezia e Norvegia e dice: "collaborare con una produzione italiana sarebbe bellissimo". Il suo lavoro è sempre più richiesto, basta pensare che lo scorso ottobre anche l’emittente televisiva Hbo ha stabilito che tutte le future produzioni che prevedranno scene di sesso dovranno avere un coordinatore d’intimità sul set.
Dalla sua esperienza prima come ballerina professionista di teatro, poi per dodici anni come direttore di movimento per gli attori e ora, naturalmente, come intimacy coordinator, O'Brien racconta che nell'industria da sempre ci sono stati casi di abusi e "le vittime sono tanto le donne quanto gli uomini". In Australia, ad esempio, un Paese scosso dalle accuse di molestia contro il suo attore premio Oscar Geoffrey Rush e recentemente messo all’indice dalle associazioni di tutela per essere un Paese che poco fa per cambiare lo status quo, Ita O’Brien ha tenuto corsi nei quali gli attori più traumatizzati da esperienze di violenza erano uomini: "due attori di mezza età che facevano fatica a superare l’esperienza di abuso subita da giovani". È quasi "col desiderio di vendicare le vittime di molestie nell’industria" che il lavoro di direttore di movimento di Ita O’Brien si è evoluto in quello di intimacy coordinator. Prima O'Brien ha iniziato a stendere le linee guida e poi è stata contattata da scuole di teatro e produzioni cinematografiche per tenere corsi. Le sue linee guida si rivolgono ai produttori perché, per opere che prevedono scene di sesso, mettano in conto mezzi, dalle cabine per spogliarsi a indumenti che coprano gli organi genitali, e un budget per un coordinatore d'intimità. Ai registi, perché informino gli attori della presenza di scene di nudo o intime e chiedano la loro disponibilità a girarle già durante le audizioni. Agli attori, perché diano chiaramente il loro consenso a girare scene intime e perché si preparino prima stabilendo quali parti del loro corpo scoprire o farsi toccare e una volta sul set nessuna scena di sesso sia girata senza la presenza di una parte terza che faccia da testimone.
“Le linee guida – spiega O’Brien – fanno sì che tutti pensino alla questione del contatto fisico fin dall’inizio, come a una parte integrante del film. I workshop invece servono agli attori per simulare la scena e fare sì che arrivino sul set d’accordo sui movimenti da fare e le parti del corpo da toccare. Essendosi già parlati con chiarezza e trasparenza, gli interpreti non si troveranno in imbarazzo”. Ogni corso tenuto da Ita O'Brien inizia con il racconto da parte dei partecipanti delle proprie esperienze: "quasi tutti hanno avuto esperienze negative più o meno violente. Spesso, ad esempio, non si pensa che può essere traumatica anche una recita scolastica, se sei un adolescente e non hai mai baciato nessuno. Il regista inizia a incalzare i giovani attori dicendo "dai, avanti baciatevi" e anche quella diventa una violenza". La differenza tra prima e dopo la diffusione di #MeToo "sta nel fatto che ora sono tutti consapevoli che nell’industria casi di molestie e di violenza ci sono stati e ci sono ancora, quindi le produzioni cinematografiche per prime sanno di dover fare qualcosa e si chiedono come affrontare al meglio scene delicate". E allora si rivolgono all’intimacy coordinator.