'The Book Club', da Jane Fonda a Diane Keaton: "Hollywood? Piena di primedonne, noi antidive"
Silvia Bizio
Con Candice Burgen e Mary Steenburgen per la commedia di Bill Holderman: un viaggio nelle vite (noiose) di quattro amiche. Almeno finché nelle loro mani finirà il discusso best seller 'Cinquanta sfumature di grigio'. E si troveranno faccia a faccia con Don Johnson, Andy Garcia, J.T. Nelson e Richard Dreyfuss...
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Una squadra all star, le Avengers della terza età: Jane Fonda, Diane Keaton, Candice Bergen e Mary Steenburgen tutte insieme per The Book Club - Tutto può succedere (esce il 4 aprile in Italia). Quattro amiche da sempre che frequentano mensilmente un gruppo di lettura che si ritrovano alle prese con niente meno che 50 sfumature di grigio: prima provano scandalo, poi un certo solletico e nuove suggestioni vitalistiche. Grandi attrici con dozzine di Oscar, Golden Globe, Emmy e premi Tony (teatro): la storia di Hollywood degli ultimi 50 anni racchiusa nelle loro vite. "Per fortuna che nessuna di noi fa la diva sul set, perché avere a che fare con primedonne stronze, e ce ne sono tante da queste parti, sarebbe stato un disastro", dice ridendo Jane Fonda, 81 anni portati scandalosamente bene, nel nostro incontro accanto alle sue colleghe per il lancio del film scritto e diretto da Bill Holderman (alla sua prima regia). "Invece ce la siamo spassata noi quattro, e alla fine della giornata andavamo in camerino a chiacchierare e bere: io vodka, Candice tequila, Diane vino rosso con ghiaccio, Mary delizioso vino banco. Se non ti rilassi – e sbronzi – un pochino, adesso, quando?".
'The Book Club - Tutto può succedere', 50 sfumature di Fonda, Keaton, Burgen e Steenburgen
Il senso dell'umorismo e la voglia di vivere che trasuda da queste donne è perfetta rappresentazione del film, The Book Club, che costato 10 milioni di dollari (poco per gli standard americani) ne ha incassati quasi cento nel mondo: ovvero un solido successo commerciale. La vita di queste simpatiche signore cambia con la lettura di 50 sfumature di grigio, il bestseller da 100 milioni di copie: è una sorta di sveglia che le spinge a uscire ed espandere le loro esistenze, rincorrere piaceri finora in apparenza sfuggenti, prendere dei rischi che non avevano mai osato prima. Perché no, c'è sempre tempo. "Guardate me - dice ancora l'iperattiva Fonda, - ho due anche finte ma sto benissimo: voglio dire che i progressi della medicina e della tecnologia ci aiutano a sgambettare anche a 80 anni. Mai dire mai!".
Nel film Diane (Keaton) è diventata di recente vedova dopo 40 anni di matrimonio, mentre Vivian (Fonda) si gode le sue relazioni, Sharon (Bergen) è ancora alle prese con un divorzio decennale, e il matrimonio della più giovane Carol (Steenburgen), sessantenne, va a rotoli da ben 35 anni. C'è anche un cast di maschi all star: Don Johnson, Andy Garcia, J.T. Nelson e l'instancabile Richard Dreyfuss, che sta vivendo, come attore, una seconda giovinezza. Ma qui sono le donne che la fanno da padrone. Il successo di The Book Club segnala anche una tendenza opposta alla comune vulgata a Hollywood, ovvero che non ci sarebbe spazio né pubblico per film, commedie o drammi, centrate e recitate da attori senior, meno che mai donne. Si pensi al primo Mamma Mia!, centrato sulle peripezie di Meryl Streep e di due sue amiche coetanee (sessantenni), o alla serie di successo Grace and Jackie, con la stessa Fonda e l'altra grande signora delle scene americane Lily Tomlin, una strana coppia al femminile, a Malibu; si pensi all'Oscar mancato di un soffio dalla settuagenaria Glenn Close, grandissima nel lodato The Wife, o al successo di Marigold Hotel e seguito (Judy Dench leader di un cast di splendidi anziani). Il messaggio sotteso di The Book Club è che – a parte l'affermazione della vitalità, dell'appetito sessuale in età avanzata – chiunque si senta in una fase stagnante, non importa in che fase della vita, ha l'opportunità di scuotersi e rimettersi in gioco, se non in pista.
Dice Mary Steenburgen, 66 anni: "È una commedia sull'amicizia realizzata con tono leggero che aspira a confortare la vecchia generazione mentre rassicura i più giovani che la vita non finisce a 50 anni... E poi la verità è che le donne della nostra età non si vedono quasi mai in un film insieme, come capito più spesso ai maschi, penso a Last Vegas o più di recente The Kominski Method... a meno che non siano la zia zitella di qualcuno o la vecchia parente che combina casini al matrimonio della nipote". Continua Steenburgen: "Non so cosa la società si aspetti dalle donne della mia età. Quando avevo 30 anni ero convinta che presto non avrei più trovato lavoro, dando per scontato che è così che Hollywood opera. Non c'erano molti esempi di attrici con una carriera longeva. Ma le cose sono decisamente cambiate: mi emozionò molto vedere Jessica Tandy a 82 anni vincere l'Oscar per A spasso con Daisy, secondo me una svolta. E poi prendiamo l'esempio di Meryl Streep: a 70 anni fa un film dopo l'altro. Il cinema si è accorto di noi, e scopre che il pubblico ha voglia di storie belle, a dispetto dell'età dei suoi protagonisti".
Jane Fonda riflette su questo tema: non occorre più avere 20 anni per venir prese in considerazione, a Hollywood come nella vita: "Come ho spesso detto, noi donne anziane siamo la fascia demografica in più rapida espansione nel mondo! E viviamo una media di cinque anni più a lungo rispetto ai maschi. Quindi il mercato, cinema e televisione, inizia a capire che esiste spazio per noi. Che c'è un'offerta e una domanda. E poi c'è il movimento delle donne, il movimento #TimesUp per la parità di diritti, salari e trattamento sul lavoro, il #MeToo, tante cose che messe insieme creano una sorta di Golden Era per le donne e per le vecchiette in gamba come me e le mie amiche qui presenti".
Ma c'è anche il fatto che troppo a lungo la narrativa femminile è stata lasciata fuori dall'equazione, "e fa male sia alle donne che agli uomini, perché metà narrazione è una non narrazione" aggiunge la sempre intellettualmente vivace Fonda, epitome – fin da giovane – della donna indipendente, autonoma, che dice la sua, anticonformista. "Insomma, vedremo storie di donne sempre più presenti al cinema e in tv, e vedremo anche il sesso per la terza età. Ho scritto un libro sull'argomento, ho intervistato donne di 90 anni, anche una coppia centenaria. Quando sei più vecchio il sesso è differente, ovviamente, ma non smette di essere sesso. Perdi spontaneità, ma acquisti in profondità. E come dico spesso, può pure darsi che il sesso a 80 anni scemi, a me ad esempio interessa sempre meno: ma non perché me lo dice la società ma perché è una mia scelta!". Interviene la Keaton, a cui chiediamo se i "70 sono i nuovi 40". Dice ridendo: "Mah! Non esageriamo, al limite sono i nuovi 55! Credo che questo nostro film dica che non c'è data di scadenza, che bisogna rimanere sempre aperti a ogni avventura. E soprattutto saper far perno sull'amicizia tra donne perché è quello che di dà più brio sul viale del tramonto, quando la strada non è più tanto trafficata e c'è ancora una bellissima luce".