Se l'amore lotta contro la malattia: 'A un metro da te', il fenomeno che ha conquistato il web
giulia echites
Il film strappalacrime di Justin Baldoni, con protagonisti due adolescenti innamorati che non possono avere contatti fisici a causa di una grave patologia, ha scatenato commenti e discussioni online: spingendo la commedia sentimentale ai vertici, tra hashtag e trending topic
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A cinquant’anni di distanza da Love Storyil successo di A un metro da te racconta che storie di amore e malattia, a maggior ragione se i protagonisti sono coppie molto giovani, riescono ancora a provocare una reazione forte anche nel pubblico a prima vista più indurito. Riuscendo non solo a risvegliare l’apparentemente sopita sensibilità di una generazione che ha imparato a lasciarsi intrattenere più da storie fantastiche che non da quelle vicine alla realtà, ma anche a farlo in modo originale. Così A un metro da te è diventato un vero e proprio fenomeno rompendo la regola secondo cui il film deve arrivare in sala anche anni dopo l’uscita del libro da cui trae la storia: in questo caso pellicola e romanzo sono infatti nati contemporaneamente.
ll libro, scritto da Rachael Lippincott con Mikki Daughtry e Tobias Iaconis, i due sceneggiatori del film omonimo diretto da Justin Baldoni, è attualmente non solo un 'blockbuster' tra i commenti social ma anche in cima alla classifica di vendita dei libri, addirittura al quinto posto, zona altissima in cui il volume ormai gravita da svariate settimane. Uscito il 20 novembre dello scorso anno, in pochi mesi ha già venduto la consistente cifra di 30.000 copie, restando nella top ten delle storie più lette in Italia acquistato sia nelle librerie fisiche che in quelle online come su altre piattaforme, mentre il teen drama con protagonisti Haley Lu Richardson e Cole Sprouse è stato un successo al box office.
Il 21 marzo, giorno in cui è uscito il film, l’hashtag #AunMetroDaTe è divenuto subito trending topic su Twitter e nei primi dieci giorni di programmazione il film è rimasto il più visto di tutti, superando anche il blockbuster Captain Marvel. A un mese di distanza, sabato 20 aprile, il film era ancora tra i dieci più visti in Italia e ad oggi l’incasso totale nel nostro Paese è di 4 milioni e 900 mila euro.
In A un metro da te il problema i due diciassettenni protagonisti di libro e film si scelgono ma non possono avvicinarsi, sfiorarsi. La peggiore delle condanne per due innamorati, nel caso specifico due adolescenti con i quali la vita non era già stata troppo generosa: il motivo per cui Stella e Will devono rimanere alla distanza di sicurezza di “almeno un metro” (sarebbero due secondo le regole) è che entrambi soffrono di una malattia genetica grave, la fibrosi cistica. Qualsiasi contatto, anche minimo, comporterebbe il rischio di scambiarsi batteri e, per chi ha un’attività polmonare al 35%, questo significa il rischio di perdere la vita.
'A un metro da te' - L'amore senza sfiorarsi
Il tema dell’amore che va oltre la malattia, introdotto dal film del 1970 di Arthur Hiller e recentemente ripreso da altre commedie romantiche di successo, Tutta colpa delle stelle (con Shailene Woodley e Ansel Elgort, malati di cancro), Il sole a mezzanotte (con Bella Thorne e Patrick Schwarzenegger, su una ragazza confinata in casa per via di una rara malattia che le impedisce di esporsi direttamente al sole), Noi siamo tutto (anche qui la protagonista relegata in casa per una malattia grave si innamora del nuovo vicino), ha appassionato i ragazzi di oggi, svelando tutta la loro capacità di provare compassione.
Sui social, le pagine ufficiali dedicate a A un metro da te sono stracolme di commenti e discussioni nate non solo tra chi ha amato l’opera ma anche tra chi ha voluto condividere l’esperienza vissuta in prima persona con la stessa malattia, elogiando la veridicità con cui libro e film, usciti contemporaneamente, raccontano la quotidianità di una persona affetta da fibrosi cistica, senza perdersi in sentimentalismi eccessivi. Fin dalle prime pagine del libro ci si ritrova in uno dei due protagonisti, caratterialmente opposti uno all’altra e proprio per questo motivo in grado di fare da specchio e abbracciare tipologie umane diverse. Stella è sempre entusiasta, è estremamente attenta nel seguire la terapia e anche allo strenuo delle forze trova il coraggio per regalare un sorriso ai genitori quando sembrano più sofferenti di lei. Incontra Will nell’ospedale dove entrambi sono ricoverati e la loro prima conversazione avviene sul terrazzo del settimo piano perché Will sta quasi pensando di buttarsi giù. Il ragazzo non vorrebbe curarsi e aspetta solo di compiere 18 anni perché non sia più sua mamma a decidere per lui.
“Il film rispecchia in toto la vita di un vero malato di fibrosi cistica, quindi per quanto potrà essere strappa lacrime, sappiate che questa è la nostra vita di tutti i giorni. Capitene il significato, capirete la nostra malattia”, scrive Cecilia su Facebook e non è la sola ad essersi aperta a raccontare una parte di vita: “Un metro da te ...non potevate scegliere titolo migliore! Io vedevo mia sorella due volte all’anno e se nei giorni in cui la vedevo avevo anche un banale raffreddore non potevo abbracciarla” ricorda Gina. Per chi invece ha la fortuna di non convivere direttamente o indirettamente con la fibrosi cistica, il messaggio più forte lasciato dalla storia di Stella e Will è questo: “A volte diamo per scontato il fatto di poter abbracciare le persone che amiamo, non si pensa mai che alcuni non hanno questa possibilità”, come scrive Veronica. Su YouTube c’è addirittura una pagina, creata in collaborazione con Notorious Pictures che distribuisce il film, per la lettura di alcuni estratti del libro. Anche qui i commenti sono solo di utenti entusiasti che chiedono nuovi video.