Elefanti, adolescenti musulmane e una serie di Octavia Spencer. Apple sbarca al festival
Arianna Finos , dalla nostra inviata ARIANNA FINOSAl Taormina Film Fest la casa di Cupertino approda con la sua proposta tra serie e cinema. Lo streaming ora si combatte a colpi di anteprime
Octavia Spencer arriva a far da testimonial per Apple al Taormina film festival. Mentre la relazione burrascosa tra Netflix e Cannes teneva banco sui media di tutto il mondo, le piattaforme hanno iniziato a corteggiare i festival, scegliendone qualcuno su cui puntare. È il caso della casa di Cupertino, che ha scelto la rassegna siciliana per lanciare per la prima volta i loro contenuti. Un assaggio della serie di cui l'attrice premio Oscar (per The help) è produttrice esecutiva e interprete. Si tratta di Are you sleeping, adattamento del romanzo di Kahtleen Barber (pubblicata in itlia con il titolo Il bivio), e due film acquisiti da Apple, Hala della giovane Minhal Baig e lo spettacolare documentario The elephant queen, firmato da Victoria Stone e Bark Deeble. Non si sa ancora se i film avranno una distribuzione in sala "amo il cinema, ma qualunque piattaforma è la benvenuta", dice la regista americana Minhal Baig, mentre la coppia di documentar…
Octavia Spencer arriva a far da testimonial per Apple al Taormina film festival. Mentre la relazione burrascosa tra Netflix e Cannes teneva banco sui media di tutto il mondo, le piattaforme hanno iniziato a corteggiare i festival, scegliendone qualcuno su cui puntare. È il caso della casa di Cupertino, che ha scelto la rassegna siciliana per lanciare per la prima volta i loro contenuti. Un assaggio della serie di cui l'attrice premio Oscar (per The help) è produttrice esecutiva e interprete. Si tratta di Are you sleeping, adattamento del romanzo di Kahtleen Barber (pubblicata in itlia con il titolo Il bivio), e due film acquisiti da Apple, Hala della giovane Minhal Baig e lo spettacolare documentario The elephant queen, firmato da Victoria Stone e Bark Deeble. Non si sa ancora se i film avranno una distribuzione in sala "amo il cinema, ma qualunque piattaforma è la benvenuta", dice la regista americana Minhal Baig, mentre la coppia di documentaristi sottolinea "a noi preme far arrivare il messaggio di amore delle persone verso gli elefanti che si stanno estinguendo: è un bene che questo arrivi a più persone nel mondo e nel modo più veloce possibile". Tra le produzioni Apple in preparazione, Wolfwalkers, un documentario sul disagio mentale in cui è coinvolta Oprah Winfrey, una serie firmata da Damien Chazelle (il regista di La La land e The first man) e il film On the rock di Sofia Coppola.
Mark Deeble e Victoria Stone hanno presentato al Teatro Antico il loro documentario titanico: otto anni di preparazione, quattro di riprese condensate in un'ora e mezza potente e commovente. Victoria: "I quattro anni delle riprese sono stati vissuti in loco, in Kenya, in tenda. Una piccola troupe fissa per undici mesi l'anno, seguendo la vita e i movimenti di una famiglia di elefanti". Il film è stato preso al Festival di Toronto, e qui l'ha scoperto la Apple. Spiega Mark: "Da trent’anni facciamo film in Africa. Abbiamo incontrato gli elefanti sempre di passaggio nelle nostre altre storie e abbiamo accumulato una vera biblioteca su di loro, compreso il rapporto con gli altri animali, compresi quelli piccoli come i pesci. Nel 2009 c’è stata una grande ondata di siccità e la elefantessa ha perso il suo cucciolo, il suo dolore e il suo rapporto con il branco è commovente e incredibile. Ci sembra un film sulla famiglia, una lettera d’amore verso gli elefanti". Rispetto ai documentari che si vedono in circolazione in questo, dice Victoria "volevamo la storia di una sola famiglia, che fosse coinvolgente dall’inizio e per tutto il film. Tanto che alla fine lo spettatore non pensa di aver vissuto una storia di animali ma di persone. Ovviamente conoscevamo l’arco della storia, ma dentro ci sono finite tutte le scoperte irripetibili della vita quotidiana. Non giravamo molto, siamo abituati alla pellicola quindi sprechiamo poco, ma abbiamo imparato a cogliere l’attimo imprerdibile e unico. E al montaggio, che pure ha richiesto due anni, sapevamo quello su cui volevamo puntare”. Victoria naturalista, Mark uno zoologo. Ci spiega come hanno scelto la famiglia di elefanti “C’è voluto un anno e mezzo per trovarla, nel parco nazionale dove eravamo tutto era pericoloso anche per via dei bracconieri. Poi qualcuno ci ha avvertito che c’era una famiglia di elefanti proprio dietro il nostro campo. La mamma era bellissima, con zanne meravigliose. Ci abbiamo mesi ad avvicinarci e abbiamo capito che ci aveva accettato quando ha permesso che la figlia passasse davanti alla nostra macchina per andare da lei. Da quel momento siamo stati sempre vicini”.