Spettacoli

Woody Harrelson si racconta a Giffoni: "Sarò un ammiraglio, un supercattivo e poi uno zombie"

Primo ospite internazionale del festival, l'attore incontra i giovani giurati e annuncia i prossimi film da protagonista, 'Midway' di Emmerich, il cattivo in 'Venom 2' e 'Zombieland 2'. Poi confessa che vorrebbe girare un film con Paolo Sorrentino: "Uno dei più grandi registi viventi"
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Woody Harrelson di bianco vestito, panama compreso, è felice di incontrare i ragazzi di Giffoni. Compie 58 anni tra tre giorni ed è accompagnato al Festival dalla moglie minuta e dal trittico di figlie che menziona spesso durante gli incontri pubblici. "Finora adoro questo festival, so che Truffaut disse di Giffoni che era il Festival più necessario, io aggiungo che è il più divertente". Parla un po' di tutto, dall'allunaggio di cinquant'anni fa, ai venticinque anni di Assassini Nati, dalla passione per il tennis a quella per la moglie (raccontata nel film da regista Lost in London). Dispensa consigli e battute ai giovani giurati. Ripercorrere la sua lunga carriera non è facile, ma se deve trovare due film fondamentali, sono Chi non salta bianco è: "Fu una grande occasione di lancio. E poi Assassini nati, 25 anni fa, non so se sia stato un bel film o meno, ma allora causò grande clamore, molte polemiche". Dello sbarco sulla luna cinquant'anni fa dice: "Lo ricordo molto bene, ero seduto con mia nonna e la mia bisnonna a seguirlo in tv e ricordo la paura che emergeva dalle mie nonne che qualcosa di brutto potesse succedere agli astronauti durante l'allunaggio".
 

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Da ammiraglio a supercattivo, passando per gli Zombie. Tanti film diversi lo vedono protagonista. Midway segna il ritorno sul set con Roland Emmerich (dieci anni fa girarono 2012: "È bello quando un regista continua a chiamarti, si stabilisce un bel rapporto") in un film di guerra in cui recitano anche Luke Evans, Aaron Eckhart, Dennis Quaid. Racconta la storia degli aviatori e dei marinai che combatterono durante la battaglia delle Midway nell'oceano Pacifico "una storia importante da raccontare, una battaglia fondamentale. Io interpreto l'ammiraglio Chester Nimitz, che guidava la flotta americana. Se i giapponesi avessero avuto dalla loro parte uno come lui forse il conflitto mondiale avrebbe avuto un esito diverso". E poi c'è il ritorno di Venom: "Stavolta sono il cattivo protagonista, molto folle", ride. Il suo personaggio è il minacciosissimo Carnage, intravisto nei titoli di coda del film precedente. E poi Zombieland 2: "Negli anni ho continuato a ricevere sceneggiature diverse ma nessuna andava bene, stavolta ne hanno trovata una strepitosa. Il set è stato fantastico, non ho visto anora il film ma è uno dei gruppi di lavoro con cui mi sono trovato meglio".
 

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Da regista c'è un progetto, una storia che ha scritto da qualche anno, Le disavventure del signor Fitz. "È una storia d'amore, una commedia. Mi piaccono le commedie slapstick. È ambientata in Irlanda, il mio secondo Paese favorito dopo l'Italia". La sua base italiana è a Ravello "Ho così tanti amici, un luogo favoloso. Ci abitava Gore Vidal e ora forse è venuto il tempo che ci si stabilisca un altro ribelle". A proposito di cinema italiano Harrelson, che ha girato con Gabriele Muccino Sette anime, confessa che vorrebbe girare un film con Paolo Sorrentino che definisce "uno dei più grandi registi viventi". E tra le serie preferite, lui che è stato co-protagonista di True Detective ed è un divoratore di tv ("le cose più interessanti degli ultimi anni vengono da lì, io lavoro volentieri sia in cinema che in tv"), cita "la meravigliosa la maratona per The young pope". Tra gli altri registi con cui lavorerebbe volentieri c'è Paul Thomas Anderson "siamo molto amici da tanto tempo, però non mi ha mai scelto per un film. Strano eh? Speriamo". La passione sportiva è tutta per il tennis, l'attore è stato avvistato a Wimbledon (protagonista anche di un buffo siparietto sui social, era evidentemente uscito e non riusciva a rientrare nel palchetto d'onore), ora racconta "adoro il tennis, adoro Wimbledon e, impegni di lavoro permettendo, non intendo perderne uno nei prossimi anni".
 
Scherza sul personaggio che vorrebbe interpretare "Oprah Wimphrey, sarebbe una bella sfida con me stesso", glissa su Kevin Spacey, le accuse e la esclusione da Hollywood. "So che in America chiunque è innocente fino a prova contraria, almeno in teoria, per me bisogna aspettare che la giustizia faccia il suo corso. Non sono un esperto in materia ma posso dire che per tutti, non solo Hollywood, bisogna aspettare prima di giudicare. Non vorrei dire altro, sul punto". Che consiglio darebbe a un giovane aspirante attore oggi? "Gli direi buona fortuna, è un bizzarro periodo storico quello che stiamo vivendo, ci sono persone che vogliono diventare famose solo per il gusto di essere famose. Se vuoi diventare attrice o attore ti consiglio di restare concentrato, perché durante la vita e la carriera riceverai un sacco di no".

Sul suo essere un esempio per i giovani, in quanto parte di Hollywood dice: "Non mi sento parte di Hollywood. E anche se sei sotto i riflettori non credo che tu debba per forza essere un modello di comportamento a cui guardare, devi esserlo per la tua famigia, io cerco di esserlo per i miei ragazzi". Nel suo film da regista presentato a Giffoni, Lost in London, una commedia (il primo film "in diretta" nel senso che è stato girato e trasmesso nelllo stesso tempo al cinema) regala un finale lieto: "Perché per me c'è stato un lieto fine - indica la moglie tra il pubblico - è la parte più bella del viaggio intrapreso insieme e sta ancora con me inspiegabilmente". Quanto è stato difficile mostrare nel film da regista scene che ha vissuto nella vita reale? Il film è ispirato alla notte in cui, nel 2002, l'attore fu arrestato a Londra dopo aver litigato con un tassista ed essere stato inseguito dallo stesso tassista e dalla polizia: "Bizzarra esperienza, non è esattamente quel che è successo quella notte, nella realtà la cosa è stata drammatica, non c'era proprio niente da ridere. Ma quello che conta nella vita reale è che Laura e i bimbi siano ancora con me, e questa è la cosa strepitosa. Il film gioca molto sulla mia paura di perdere Laura e i ragazzi e poi abbiamo avuto una terza figlia che è qui, questo è il senso principale della storia".

Nuovo progetto da regista? "Quando rivedo questo film, girato in un'unica sequenza, penso a tutte le cose che avrei cambiato, fatto in modo diverso. Ma non si può. Non sono sicuro che farò una cosa del genere mai più, intendo in una sola ripresa". Nella sceneggiatura di Lost in London ci sono molte battute su Hollywood, essere una star rende più liberi? "Non so. A volte dico cose che non dovrei e la mia agente deve poi gestire le conseguenze". Sul lavoro da regista: "Quel che ho imparato dietro la macchina da presa, beh fanno un lavoro duro, non voglio più causare loro problemi, quindi lavoro per essere un attore migliore che non sia un portatore di problemi a chi dirige".