Il Re Leone ruggisce a Giffoni, trionfo tra i ragazzi per Timon e Pumbaa
Arianna Finos
Première al festival per il film Disney che, nonostante le critiche non tutte positive, sta incassando in tutto il mondo. In Italia arriva il 21 agosto, Stefano Fresi ed Edoardo Leo tra i doppiatori
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Il ruggito del leone sull'estate 2019. A rappresentare la nuova versione del kolossal Disney Il re leone fimata da Jon Favreau, presentato in anteprima al Festival di Giffoni, ci sono i doppiatori dei personaggi più buffi e iconici, Timon e Pumbaa, rispettivamente Edoardo Leo e Stefano Fresi. Un bel modo di festeggiare il clamoroso successo di pubblico in America; malgrado sia stato marchiato da recensioni a dir poco divisive che hanno totalizzato sul sito rilevatore Rotten Tomatoes un grandimento del 52 per cento (Aladdin di Guy Ritchie, per dire, ha raggiunto il 56), il kolossal si è preso la sua grande rivincita nel gradimento del pubblico con un debutto da 191 milioni di dollari nel primo fine settimana, il secondo più grande del 2019 - secondo solo ad Avengers: Endgame e il settimo più grande di tutti i tempi.
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Zampata musicale, tra novità e tradizione. Tra le cose riuscite del nuovo re leone la colonna sonora, che miscola tradizione e novità. I brani originali del cartone animato composti da Hans Zimmer e e altri nuovi: Elton John ha composto un nuovo singolo, oltre il suo iconico Can you feel lhe love tonight (si chiama Never too late) e Beyoncé, voce di Nala che in Italia è quella di Elisa, ha preparato un nuovo singolo esclusivo proprio per il film, Spirit. Nella versione originale, le voci di Nala e Simba sono affidate rispettivamente a Beyoncé e Donald Glover, mentre nel doppiaggio italiano, le voci sono appunto di Elisa e Marco Mengoni. C’è anche la versione di Sarò re cantata da Massimo Popolizio, Il leone si è addormentato cantata da Edoardo Leo e Stefano Fresi.
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Il Leone re del parco: Il re leone è anche la grande attrazione di Disneyland Paris, che fino a settembre propone una stagione intitolata Festival del Re Leone e della giungla e propone un’immersione nella magia del Libro della Giungla e del film il Re Leone insieme ai personaggi del film, come Timon e Pumbaa o ancora l’Orso Baloo. Esperienze immersive nella giungla lussureggiante, al ritmo degli irresistibili tam tam già marchio di fabbrica di Adventureland. Con tanto di parata pomeridiana che attraversa tutta Main Street passando sotto al Castello della Bella Addormentata.
Pumbaa e Timon, idoli dei piccoli giurati. Fresi e Leo sono accolti con grande calore a Giffoni "ci sono attori come noi che fanno questo mestiere per momenti come questi", scherza Fresi. "in un momento del paese in cui parlare di cultura sembra evocare qualcosa di noioso trovare un festival con ragazzi appassionati e pieni di curiosità è rincuorante e ti fa sentire responsabile: ogni cosa che diciamo è importante e va scelto attentamente". Fresi spiega spiega "Il re leone è il film della mia adolescenza – l'ho rivisto con mio figlio, ed è stato emozionante dare la voce a Pumbaa e anche il fatto di poter duettare con Edoardo Leo con cui avevo lavorato in altri film ha fatto crescere l’affiatamento". Quanto all'essere popolare grazie ai film dei bimbi, sottolinea Fresi che non sempre succede: “Ho fatto il cattivo nella Befana vien di notte con Paola Cortellesi e per questo ora sto sulle scatole a molti figli degli amici...". Dare la voce a un animale vero e non a un cartone disegnato, "significa fare un lavoro pieno di sperimentazione - racconta Edoardo Leo - abbiamo dovuto andare per tentativi per trovare la strada giusta. Nell'animazione pura puoi permetterti un grado di artificio molto alto, stavolta, essendo animali che sembrano veri ma parlano, abbiamo trovato una linea che funzionasse. Non pensavo sarebbe stato così grande il lavoro di introspezione per trovare il tipo di voce giusta".
(agf)
Fresi "con l’animazione vera e propria puoi andare sopra le righe anche nel disegno, ma qui essendo digitale non si poteva. E quindi quell’intenzione che è stata tolta nel disegno devi metterls tu nella voce". Alla domanda su quale sia il cartone preferito, Fresi risponde: "Fantasia è il film che mi ha segnato e mi ha legato alla musica, il rapporto tra musica e immagini mi ha sempre colpito, ho iniziato a suonare che avevo 5 anni….". Leo: "Non c’è stato un cartone del cuore, da ragazzino ho saltato l'animazione e a sei anni mi sono innamorato di un film di Verdone. Ma ricordo Lupin, in tv, quello mi ha affascinato moltissimo". Il confronto con i doppiatori originali? Spiega Leo: "Quando doppiamo il riferimento è quella del doppiatore americano che dobbiamo rispettare, nelle linee principali, ma per gli appoggi vocali abbiamo dovuto fare modifiche e adattamenti". Fresi ha lavorato con Leo, attore e regista "quando faceva anche il regista l'ho compatito, era molto difficile recitare e dirigere insieme. Una fatica stressante. Ma dal punto di vista egoistico sapere di essere diretti da un attore è confortante, perchè chi è davanti conosce limiti ed esigenze. Lavorarci solo come attore è stato davvero divertente". Cantare Hakuna Matata, canzone che è anche stile di vita non è servita ad allentare la tensione del lavoro: "C’è una parte innegabile di divertimento ma il professionismo significa sentire la responsabilità per un prodotto che esce in tutto il mondo. Una volta c'era una frase dal copione che volevo mandare a un mio amico, mi hanno subito ricordato quanto avrei dovuto pagare di penale se avessi diffuso qualunque materiale. Anche cantare è stato estenuante e difficile, canzoni che sembrano semplici non lo sono". Fresi: "Soprattutto quando devi cantare con Marco Mengoni, quando ha attaccato Senza pensieri ho pensato, è meglio che noi due ce ne andiamo subito". Sulla colonna sonora di Hans Zimmer viene interprellato Stefano Fresi, che è un compositore. "Le colonne sonore rappresentano gran parte della mia formazione musicale, questa la musica che mi ha avvicinato al teatro, le musiche di scena e poi le colonne sonore. I riferimenti sono Nino Rota, Ennio Morricone, ma per la commedia anche Rustichelli. Poi oltre al cinema c’è chi ha fatto anche il teatro tra cui Armando Trovajoli. Sul fronte straniero Williams e Zimmer che è partito come fruitore di elettronica e ora è tornato alla grande orchesta se pensiamo al Gladiatore e al Re leone, una grandissima evoluzione. Per ora mi sto dedicando alle musiche di uno spettacolo di teatro che si chiamerà Il Lavavetri". Cosa aggiunge il doppiaggio alla vita di un attore? Leo: "Aggiunge tanto. Penso a colleghi che lo hanno fatto, da Paola Cortellesi e Luca Zingaretti. Anche io aspettavo l’occasione giusta".