'Apocalypse Now - Final cut', il capolavoro di Francis Ford Coppola restaurato
Oggi, a 40 anni dall'uscita del lungometraggio nelle sale statunitensi - il 15 agosto 1979 - Coppola porta in sala, il 27 agosto, Apocalypse Now - Final Cut, la versione di 183 minuti, contro i 153 dell'originale e dei 202 di Redux, forse troppi, come ha spiegato recentemente Coppola di passaggio a Bologna per presentare "il migliore Apocalypse Now possibile", almeno nella visione del suo autore. Protagonista di una masterclass nell'ambito del festival Il Cinema Ritrovato, dove il lungometraggio è stato proiettato in versione restaurata, il regista ha parlato davanti a centinaia di studenti della settima arte, dove ha parlato non solo del suo tormentatissimo capolavoro, che uscirà in autunno nelle sale italiane distribuito dalla Cineteca di Bologna, ma di cosa serve per fare cinema.
Francis Ford Coppola a Bologna per il restauro di 'Apocalypse Now' nella sua versione definitiva
Il premio Oscar Francis Ford Coppola è ospite a Bologna per presentare il suo capolavoro 'Apocalypse Now'. Quarant'anni dopo la Palma d'oro a Cannes e l'uscita nelle sale torna nella versione restaurata l'epopea del Colonnello Kurz, ovvero Marlon Brando nelle paludi del Vietnam. Il regista è protagonista di una lezione di cinema a cui segue la presentazione a piazza Maggiore del suo capolavoro. In autunno la versione "final cut" che è quella che il regista ha deciso essere la versione definitiva, che è una via di mezzo tra quella uscita all'epoca e Apocalypse Now Redux. Dice il regista: "Mi capitava spesso di pensare che l'originale del 1979 fosse stato accorciato troppo brutalmente e che Redux fosse troppo lungo, così mi sono deciso a favore di quella che mi sembrava la versione perfetta, che è intitolata 'Apocalypse Now – Final Cut'
Alla domanda se sia necessario essere diffidenti, e non fidarsi della prima versione di un film quando lo si vede scorrere davanti agli occhi, Coppola ha spiegato: "Apocalypse Now è un viaggio strano e surreale, molto più di quanto pensassi quando ho iniziato a girarlo. Più prendeva forma più veniva fuori qualcosa di assurdo, dovevamo finirlo ma sembrava un’impresa impossibile. Era talmente strano che non poteva chiudersi con la classica battaglia finale. Prima che il film uscisse vennero pubblicati diversi articoli che denigravano Apocalypse Now, dicendo che era un disastro. Io ero parecchio frustrato quindi a Cannes nel 1979 ho deciso di portarlo non finito ma nella versione work in progress. La Palma d’Oro in ex aequo è stata una sorpresa, a quel punto abbiamo deciso di concluderlo. I distributori però volevano che lo tagliassi e togliessi tutte le parti più strane e così ho fatto, ho tolto tantissimo. Fortunatamente al pubblico è piaciuto", ha raccontato.
E ancora: "Due anni dopo mi trovavo in Inghilterra, stavano trasmettendo Apocalypse Now in tv. L’ho visto tutto ed è incredibile come cambiano le cose in due anni: improvvisamente non sembrava più così strano. I distributori allora mi hanno contattato dicendo di raggiungere le parti tagliate: il risultato, Apocalypse Now Redux è un film di 54 minuti più lungo. Per il quarantesimo anniversario del film ho cercato la lunghezza perfetta, un po’ di più dell’originale ma un po’ meno della versione Redux. Ho lasciato quindi quelle che credo siano le sequenze essenziali che rendono il film migliore. E poi in tutto, qualità del suono, delle musiche, delle immagini, Apocalypse Now - Final Cut sarà sorprendente".
Vittorio Storaro presenta la copia speciale di 'Apocalypse Now' a Bologna
Il 30 giugno, all'interno della manifestazione 'Il cinema ritrovato' e 'Cinema sotto le stelle', la Cineteca Nazionale propone la proiezione di Apocalypse Now, il celebre viaggio lisergico e disperato di Francis Coppola dentro al Cuore di tenebra, opera fondamentale per l’intera storia del cinema. L'evento sarà introdotto dal direttore della fotografia Vittorio Storaro che per questo lavoro ha ottenuto il Premio Oscar. “È stato nella realizzazione uno dei film più lunghi, complessi e costosi, pieno di sfide e periodi critici per Coppola prima di tutti ha raccontato Storaro - All’inizio, quando ricevetti la proposta, pensai di rifiutare. Non capivo cosa c’entrassi con un film di guerra, io che venivo dai film di Bertolucci, per citare solo uno dei miei autori. Ma Francis mi spiegò che non era un film sulla guerra quanto invece sul concetto di civilizzazione perché quando si sovrappongono civiltà diverse è facile che si generi la violenza. E mi suggerì di leggere 'Cuore di tenebra' di Joseph Conrad nel quale effettivamente veniva descritto magnificamente questo clash di civiltà”. Lo stesso Storaro, a proposito di questa versione in programma il 30 giugno a Bologna, aggiunge che “nel ’99, a 20 anni dalla prima uscita del film nelle sale, dalla Palma d’oro a Cannes e dai due Oscar, fu deciso di realizzare una versione completa con l’aggiunta di 49’ messi da parte nel montaggio della precedente versione. Tornai per la seconda volta alla società Zoetrope di Coppola a San Francisco. Il negativo dal quale si doveva stampare era però in fading, termine tecnico per dire non in ottime condizioni. Alla Technicolor di Los Angeles si pensò allora di adottare per la stampa una particolare tecnica degli anni 30 che permettesse di leggere nel negativo la densità del colore e tutte le sfumature cromatiche più di quanto si possa fare nel positivo”. Questa copia speciale che Storaro ha voluto affidare alla custodia di CSC-Cineteca Nazionale – di cui il maestro è stato un allievo diplomatosi nel 1961 - è stata presentata per la prima volta a Cannes nel 2000 (foto Storaro Collection)
A Cannes, quando nel 2001 venne presentata la versione Redux. "Non è un'operazione commerciale. Semplicemente era necessario ridare a questo film quello che gli era stato tolto indebitamente. Il fatto che la mia produzione abbia deciso di farlo uscire di nuovo su grande schermo e non solo il dvd mi riempie di orgoglio. Lo considero un premio". Coppola era stato piuttosto duro con i presenti in sala, come se l'idea alla base del suo film, quel film, non lo avesse mai abbandonato: "Non parla del Vietnam", si era difeso in conferenza stampa, respingendo al mittente domande inopportune, "il mio film è il Vietnam. La sua traiettoria riflette quella degli Stati Uniti in Vietnam. Eravamo nella giungla, eravamo troppi, con molti soldi e mezzi a disposizione e poco a poco siamo impazziti". Ora, quella pazzia è al culmine: condensata in 183 minuti di folle umanità.