Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer per 'Maleficent': "Suocere cattive sì, ma con il cuore"
Chiara Ugolini , di CHIARA UGOLINIA Roma, per la preapertura di Alice nella città, le due attrici parlano dei temi del fantasy: "Accoglienza, diversità, ambientalismo, famiglie di sangue e famiglie di elezione". In sala il 17 ottobre il seguito del film con Elle Fanning nel ruolo di Aurora
Con le sue corna ricurve, gli occhi verdi penetranti e soprattutto le ritrovate ali piumate corvine Malefica è tornata. Cinque anni (e 758 milioni di dollari al botteghino) dopo, Angelina Jolie torna a incarnare la fata caduta, la creatura magica che l'amore per un uomo e il dolore per il suo tradimento avevano trasformato in una strega crudela, capace di gettare il maleficio del sonno simile a morte su una neonata innocente, ma anche di trasformarsi in una madrina amorosa per quella ragazza. Maleficent - Signora del male, nelle sale il 17 ottobre e presentato oggi a Roma come evento di preapertura di Alice nella città, ritrova Aurora (Elle Fanning) ormai cresciuta, regina della Brughiera e di tutte le creature fatate che la abitano. È lontano il tempo in cui il bacio del principe Filippo non sortiva l'effetto sperato, oggi i due giovani si amano di vero amore e sarebbero pronti a unire i loro cuori e i loro regni, peccato che ci siano le suocere di mezzo.…
Con le sue corna ricurve, gli occhi verdi penetranti e soprattutto le ritrovate ali piumate corvine Malefica è tornata. Cinque anni (e 758 milioni di dollari al botteghino) dopo, Angelina Jolie torna a incarnare la fata caduta, la creatura magica che l'amore per un uomo e il dolore per il suo tradimento avevano trasformato in una strega crudela, capace di gettare il maleficio del sonno simile a morte su una neonata innocente, ma anche di trasformarsi in una madrina amorosa per quella ragazza. Maleficent - Signora del male, nelle sale il 17 ottobre e presentato oggi a Roma come evento di preapertura di Alice nella città, ritrova Aurora (Elle Fanning) ormai cresciuta, regina della Brughiera e di tutte le creature fatate che la abitano. È lontano il tempo in cui il bacio del principe Filippo non sortiva l'effetto sperato, oggi i due giovani si amano di vero amore e sarebbero pronti a unire i loro cuori e i loro regni, peccato che ci siano le suocere di mezzo.
Famiglie di sangue e famiglie di elezione
Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer incarnano due diversissime cattive perché se Malefica ha trovato l'amore di una figlia, la sua rabbia e la sua disillusione nei confronti degli esseri umani non si sono dissolte. Quando in una sequenza memorabile modello Ti presento i miei in versione horror, la madrina incontra la madre di Filippo, ovvero la regina Ingrith (Michelle Pfeiffer), una cena al castello per festeggiare il fidanzamento si trasforma in una tragedia dove la consuocera mostrerà il suo lato peggiore. A Roma Jolie e Pfeiffer, una accanto all'altra, durante l'incontro con la stampa si spalleggiano, due generazioni diverse di attrici, ma con molto in comune a partire da una certa idea della maternità. "Malefica arriva alla maternità in un modo particolare - ha spiegato Jolie che è sei volte mamma (di tre figli biologici e tre adottivi con l'ex marito Brad Pitt) - io anche da giovane non avrei mai immaginato di poter essere una buona madre. Mia mamma sosteneva che era il modo migliore probabilmente di avvicinarmici visto che me ne facevo un problema. Anche Malefica si pone delle domande perché non crede di esserne all'altezza, invece esser madre le ha dato equilibrio, in qualche modo l'ha salvata". Le fa eco Michelle Pfeiffer, che ha in comune con Jolie la scelta dell'adozione, "si prova molto dolore quando qualcuno chiede: è questa la tua vera madre, è questo il tuo vero figlio?". "Credo che la famiglia non dipenda dal sangue - conclude Jolie - sono stata così fortunata ad avere la famiglia che ho e ad aver imparato così tanto dai miei figli. Questi temi di certo toccano delle corde profonde sia per me che per Michelle, l'abbiamo fatto intenzionalmente, sapevamo di poterci spingere su quel terreno perché è qualcosa che abbiamo in comune".