Spettacoli

Kim Rossi Stuart, il Freddo dalla faccia d'angelo: "Io sex symbol? Per carità, siamo seri"

L'attore, regista e scrittore compie 50 anni. Ex bambino prodigio, raggiunge il successo con 'Fantaghirò' poi al cinema si fa notare in 'Senza pelle', lavora in 'Romanzo criminale' e Vallanzasca, dirige 'Anche libero va bene' e Tommaso' da uno dei suoi racconti

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Quando nel 1991 appare nella serie Fantaghirò, Kim Rossi Stuart faccia d'angelo fa innamorare milioni di spettatrici. Il nome esotico in onore del romanzo di Kipling, physique du rôle da principe azzurro, il 31 ottobre compie 50 anni. L'ex bambino prodigio, attore, regista e anche scrittore, negli anni ha costruito una carriera perfetta. Anche se il padre Giacomo fa l'attore, Kim preferisce giocare e correre nella campagna vicino a Roma Ma il cinema è scritto nel destino, ragazzino fa l'autostop e si ferma Pietro Valsecchi (produttore di serie di successo e dei film di Checco Zalone), che gli consiglia di fare un provino: "Hai una faccia da attore".

Kim Rossi Stuart un medley tra cinema e tv


Da adolescente ama lo sport e non è disciplinato, ma Marcello Aliprandi lo sceglie come protagonista della serie I ragazzi della valle misteriosa (1984). Tre anni dopo gira Il ragazzo dal kimono d'oro di Fabrizio De Angelis. Con Fantaghirò di Lamberto Bava, in cui interpreta Romualdo, conquista la popolarità e il successo. Quello travolgente, popolare, che intimorisce: se Kim passeggia si ferma il traffico. Col grande successo arriva il momento delle scelte.


Nel 1994 lascia la serie. La svolta è sul grande schermo. Fa il provino per Senza pelle con Alessandro D'Alatri, che gli affida il ruolo di un ragazzo fragile e problematico, che lo impone a pubblico e critica: il principe azzurro è un attore di talento. Raccontava: "I produttori non volevano uno che veniva dalla televisione ma alla fine accettarono, a malincuore, questo spilungone che veniva dalla tv". Lo stesso anno gira Cuore cattivo di Umberto Marino, in cui è un rapinatore vittima della tv sensazionalistica che cinicamente sfrutta tutto.

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Colleziona film d'autore da Al di là delle nuvole di Michelangelo Antonioni e Wim Wenders a Le chiavi di casa di Gianni Amelio, è il Freddo di Romanzo criminale e il protagonista di Vallanzasca - Gli angeli del male, entrambi diretti da Michele Placido. Roberto Benigni gli affida il ruolo di Lucignolo in Pinocchio. Lavora, tra gli altri, con i fratelli Taviani, Francesca Archibugi, Daniele Luchetti e Carlo Mazzacurati, poi debutta nella regia con Anche libero va bene. Fa il bis con Tommaso in cui esplora i rapporti con le donne. Ed è nel cast del nuovo film di Gabriele Muccino I migliori anni, in sala a febbraio 2020.

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Confessa che la timidezza lo ha accompagnato per anni, spiega che dopo aver coltivato la solitudine ha imparato la gioia di condividere. Riservato, sposato con Ilaria Spada, due figli, oggi Rossi Stuart è un uomo consapevole che continua a indagare su se stesso e sulla vita: lo ha fatto scrivendo la raccolta di racconti Le guarigioni (La nave di Teseo). "In realtà avevo sempre scritto per il cinema, ma a un certo punto mi ha sedotto il piacere di scrivere con meno vincoli. L'esperimento di essere, nel bene e nel male, totalmente padrone del risultato finale senza dipendere da tutte le figure che nel cinema si frappongono tra te e quello che vuoi ottenere, mi ha soddisfatto. Questo senza nulla togliere alla voglia di fare film". Nel libro analizza il tema della guarigione, spiega che in ognuno dei personaggi c'è un po' di se stesso.

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Intanto la carriera è costellata di premi: il David di Donatello, tre Nastri d'argento, due Globi d'oro, tre Ciak d'oro e tre premi Flaiano, il premio De Sica. Attore rigoroso, è tornato in tv con il ruolo del commissario Maltese. "Sono abituato a ponderare le cose fino alla noia. In questo caso, invece, con Carlo Degli Esposti ci siamo accordati subito su un'idea di massima: il modello doveva essere La piovra. L'ho rivista e ancora oggi è un capolavoro. Dopo due anni ho letto la sceneggiatura e ho trovato un essere umano stupendo". La tv - con Il rosso e il nero, Uno bianca, Il tunnel della libertà - gli ha offerto altri ruoli importanti. Vorrebbe tornare in teatro: nel 1994 quando recitava Re Lear con la regia di Luca Ronconi, le fan lo inseguivano e non le fermava nessuno. Era accecato dai flash in scena. "Ero un ragazzino in conflitto col mondo e con me stesso, non mi davano tregua e non ero felice di niente. Facevano le copertine e impazzivo dalla rabbia: come possono farle quando non voglio?".


Continua a coltivare la riservatezza, quando al parco, dove va a giocare col piccolo Ettore, le mamme gli fanno notare che è 'anche' simpatico, sorride. "Perché stando per conto mio, posso dare un'impressione sbagliata". Kim faccia d'angelo è ironico e autoironico, ride quando gli dicono che è un sex symbol: "Per carità, siamo seri. Mi ci vedete come Casanova?". Chissà. Intanto per il produttore di Montalbano Degli Esposti sarebbe un perfetto conte di Montecristo, in uno dei grandi progetti internazionali annunciati dalla Rai.