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'Il re leone' è il film più visto dell'anno. Il mago degli effetti speciali: "Né cartoon, né live action, è un genere nuovo"

Intervista con Rob Legato, tre volte premio Oscar per 'Titanic', 'Hugo Cabret' e 'Il libro della giungla'. " Per tutta la mia carriera ho rincorso questo effetto fotografico realistico, un approccio tecnico e creativo che ha un risvolto emozionale"

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Nella sua lunghissima carriera (ha iniziato a metà degli anni Ottanta sulla serie tv Ai confine della realtà) ha lavorato a film che sono entrati a far parte della storia del cinema: Apollo 13, Armageddon, Cast Away, il primo Harry Potter, moltissimi film di Martin Scorsese da The Aviator a The Wolf of Wall Street. Rob Legato, tre volte premio Oscar, è il mago degli effetti speciali che sta dietro allo straordinario lavoro fatto per Il re leone di Jon Favreau, il film più visto dell'anno nelle sale italiane. Con il suo incasso da 5,5 milioni di biglietti per 37,5 milioni di euro d'incasso, si è aggiudicato il biglietto d'oro e ora arriva in versione digitale e homevideo. Legato, che si è aggiudicato l'Academy Award per Titanic, Hugo Cabret e Il libro della giungla, ha buone probabilità di essere candidato agli Oscar 2020.

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In cosa il lavoro per Il re leone è stato diverso da tutti film a cui ha lavorato in passato?
"Si tratta di un lavoro diverso da tutto quello che avevo fatto prima, ma va anche detto che tutti i film a cui ho partecipato mi hanno portato a questo: alla realizzazione di un'immagine fotografica che dà l'illusione della realtà anche se non è vera. Aver fatto Il libro della giungla con Favreau prima del Re leone è stato molto importante, mi ha permesso di migliorare le tecniche degli effetti e mescolare modi di lavorare diversi. Per tutta la mia carriera ho rincorso questo effetto fotografico realistico, un approccio tecnico e creativo che però ha un effetto anche emozionale. Ci sono scene che, se non fosse perché gli animali parlano, sembrerebbero girate dal vero. Il pubblico ama credere alle storie che si racconta loro, tutti i film - chi più chi meno - lavorano sulla sospensione della credibilità; gli spettatori smettono di pensare che si tratti di un attore che indossa un costume, in un set creato artificialmente, e cominciano a credere ai personaggi. Quindi se da un certo punto di vista sembra che io abbia fatto qui qualcosa di totalmente diverso, alla fine poi non è così tanto diverso".

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Il re leone è attualmente il film d'animazione con il maggiore incasso ma non è quello che noi consideriamo solitamente un cartoon. Qual è il significato per lei di questo risultato?
"In qualche modo con il nostro film abbiamo creato un genere nuovo: un tipo di film che utilizza gli stessi strumenti dell'animazione ma ottenendo un aspetto totalmente diverso che dipende da come lo abbiamo girato. In un cartoon non c'è nulla di strano nel vedere animali che parlano o cantano mentre è strano vederlo in un film live action. Non potevamo sfruttare tutte quelle forme di esagerazione, di espressività tipiche dei cartoon, noi abbiamo fatto qualcosa di diverso che non ha ancora una sua etichetta. Forse potremmo chiamarla 'animazione realistica' ma in realtà io non la vedo così, lo abbiamo trattato come un film live action ed è questo che lo differenzia dal cartoon del 1994. I miei figli sono cresciuti con quel film, lo adorano, è uno dei loro cartoon preferiti, lo hanno visto a oltranza, ma i miei nipoti sono cresciuti con un altro tipo di animazione, quella tridimensionale, e sono meno interessati ai cartoon e molto di più al cinema live action. I nostri animatori hanno fatto un lavoro spettacolare per far comportare e recitare quei leoni come se fossero veri e anche gli attori sono stati bravi a dar loro le voci giuste perché non fosse una recitazione da cartoon ma con un tono drammatico".

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Il primo Oscar lo ha vinto con gli effetti speciali di 'Titanic', trentadue anni dopo qual è la sfida tecnica più alta che ha affrontato con quel film?
"All'epoca abbiamo inventato molto, se si pensa a tutto quello che siamo riusciti a fare con l'acqua, ovviamente oggi siamo arrivati a un grado di maestria molto più elevato: oggi con la tecnologia si può fare quasi qualunque cosa si voglia. Ma allora, quando abbiamo cominciato a riprendere sott'acqua, abbiamo iniziato a girare con i modellini tradizionali, ma volevamo fare qualcosa di unico nel mostrare il Titanic che affonda. Sono contento della fotografia, della composizione dell'inquadratura e ci sono aspetti del film che non sono invecchiati, ma per ogni film che fai passano due settimane e ti viene in mente qualcosa che avresti potuto fare, è normale".


E quale il suo più grande rimpianto di non aver avuto la tecnologia che abbiamo oggi?
"Il mio rimpianto è che allora non siamo riusciti a realizzare quel mondo sott'acqua con quella nave che sprofonda in modo veramente credibile, cosa che invece oggi sarebbe possibile. Però se riguardo quel film sono soddisfatto, penso che abbiamo fatto il meglio che si poteva fare allora, ci sono un paio di sequenze di cui sono proprio fiero che mi emozionano ancora. Ci abbiamo messo così tanto, il lavoro al computer per realizzare i rendering era così complicato che certo qualcosa avrebbe potuto essere migliorato, se potessi tornare indietro e cambiare qualcosa forse aggiusterei qualche aspetto, una parte del lavoro fatto con la computer graphic come animare esseri umani era qualcosa che non si era mai fatto prima in quel modo almeno, prima si utilizzavano principalmente manichini, certo niente a che vedere con l'oggi".

Ha fatto molti film con Martin Scorsese da 'The Departed' a 'Shutter Island' passando per 'Hugo Cabret'. Come nasce la vostra collaborazione?
"Martin è una forza straordinaria di questo nostro mondo del cinema. È uno dei maestri del cinema americano come John Ford e David Lean, la nostra è stata una collaborazione improntata alla verità e alla sincerità perché Martin è aperto e incoraggiante e ti sprona sempre a dare il meglio. La sua approvazione è il riconoscimento che cercano le persone che lavorano con lui, i film che realizza sono grandiosi e tutta la sua troupe fa di tutto per essere al suo livello. È di grande ispirazione e molto entusiasmante lavorare con lui".