'The Farewell - Una bugia buona', un film perfetto per Natale
Chiara Ugolini
Esce il 24 dicembre il film della regista cinese Lulu Wang con la rapper Awkwafina. È la storia di una giovane che, cresciuta a New York, torna in Cina per il matrimonio del cugino, ma è solo una scusa per riunire la famiglia e salutare la nonna molto malata
2 minuti di lettura
Se alla vigilia di Natale già non ne potete più dei vostri parenti, degli interminabili pranzi di famiglia e di nonne, affettuose ma un po' invadenti, che non riescono a trattenersi nel darvi una marea di consigli: "Occorre trovare un buon compagno, ma essere anche indipendenti". E nel tempestarvi di domande: "Come va il lavoro? Hai avuto notizie della borsa di studio?". Ecco se state così potete scappare dalla vostra famiglia per entrare a far parte di quella di Billi, nata in Cina ma emigrata a New York. Billi è un'artista che aspetta con ansia di sapere se avrà l'agognata borsa di studio, indietro con l'affitto e in conflitto con i genitori, ma ecco che dalla Cina arriva la notizia che la sua amata Nai Nai (nonna in mandarino) ha un tumore in fase avanzata. La famiglia ha deciso però di non dirle la verità e ha organizzato in fretta e furia il matrimonio del cugino perché tutti i parenti, sparsi per il globo, abbiano la scusa per andare a salutarla.
'The Farewell - Una bugia buona', il film perfetto per il weekend di Natale
Candidato ai Golden Globe, come miglior film straniero, arriva nelle sale italiane il 24 dicembre The Farewell - Una bugia buona, della regista Lulu Wang (nome d'arte per Wang Ziyi) nata a Pechino, cresciuta a Miami e che ha studiato a Boston, e che nel film con protagonista la rapper Awkwafina (già in Crazy & Rich) ha raccontato la sua storia. Ispirato a una bugia vera (quella che la sua famiglia ha detto alla nonna malata) il film non doveva "avere la classica struttura dei film sui segreti di famiglia dove un segreto a un certo punto viene rivelato con conseguente catarsi" ha detto la regista a Roma (dove il film è stato presentato a ottobre) "a me interessava raccontare la battaglia tra il desiderio di rivelare il segreto e quello di rispettare il volere della famiglia". Sì perché Billi quando arriva in Cina fa di tutto per convincere il padre, lo zio, la prozia (che nel film è interpretata dalla vera prozia della regista) che sia importante rivelare alla nonna quello che sta vivendo, ma tutti (persino un giovane medico che ha studiato a Londra) cercano di convincerla del fatto che non raccontare la malattia sia in fondo una bugia buona.
Così tra pranzi di famiglia, sessioni fotografiche con gli sposi, sopralluoghi della sala per il banchetto e visite sulla tomba del nonno, tutto accompagnato da una serie di situazioni al limite della gag, i giorni scorrono e Billi continua a chiedersi cosa sia la cosa giusta da fare. Intanto però il soggiorno cinese è l'occasione per lei per riallacciare i legami con il Paese che ha lasciato quando aveva 6 anni, per ritrovare la complicità con la nonna Nai Nai, e per capire quanto della cultura e della tradizione della sua famiglia sia ancora radicata in lei. "Il film di fatto racconta la storia della mia famiglia - ha raccontato Lulu Wang a Roma - mentre scrivevo la sceneggiatura ho riflettuto se fosse necessario drammatizzare alcuni aspetti di questa vicenda, ma poi ho scelto di raccontarla come era andata. Ho pensato che fosse più interessante interrogarsi sul fatto se in questo caso dire la verità sarebbe stato un atto di egoismo e una vero diritto di mia nonna". Un altro tema molto importante per la regista era "quella sensazione di 'pesce fuor d'acqua' che molti immigrati provano quando tornano nel loro Paese e provano la sensazione di non appartenere a quel posto, quel posto che hanno idealizzato perché hanno un ricordo romantico di un luogo, della propria famiglia. Anche se hai la possibilità di tornare nella tua vecchia casa non troverai più quello che cerchi, perché di fatto sei tu che sei cambiata". Il film non si può inserire in un genere, perché nonostante il tema ci sono moltissimi momenti di leggerezza e comicità, "in certi momenti volevo che sembrasse un thriller" ha detto la regista, fino al bellissimo finale.