Spettacoli

Wes Anderson racconta Fellini: "Il più musicale di tutti i registi"

L'autore americano racconta l'influenza del maestro italiano e lo stupore di fronte a suoi capolavori nel documentario di Sky Arte 'Fantastic Mr. Fellini'

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Wes Anderson, il regista di film come I Tenenbaum, Le avventure acquatiche di Steve Zissou, Grand Budapest Hotel o Moonrise Kingdom, sette volte candidato agli Oscar e vincitore di un Golden Globe, in una delle sue rarissime interviste racconta Federico Fellini, l'influenza del maestro italiano sul suo cinema e lo stupore di fronte ai capolavori del regista.

DOPPIO REGISTA
Forse lui non la penserebbe allo stesso modo, ma penso ci siano due Fellini: uno più neorealista e poi, partendo da Amarcord o forse anche poco prima, uno più marcatamente originale, più chiaramente influenzato dai suoi disegni, fortemente immaginifico. Anche in Amarcord ci parla di Rimini, in realtà è una reinvenzione totale. In Satyricon noi siamo sul mare ma anche qui ci  rendiamo subito conto che è il frutto della sua visione personale. Prima di essere un regista è stato uno scrittore, disegnava fumetti, poi uno sceneggiatore e alla fine è arrivato alla regia. Nei suoi primi si coglie il lavoro di un vero scrittore ed è sorprendente vedere come i film successivi, con il loro carico visivo, siano più il frutto di un regista che di uno scrittore. Questo però ti ricorda che non sono dei cartoni e nel loro essere così elaborati e fantastici hanno sempre una profondità in cui si mescolano le sue passate esperienze, i suoi ricordi e i suoi sentimenti.

I PERSONAGGI
Fellini disegnava probabilmente per comunicare con se stesso. Sono certo che la sua mano aveva una parte fondamentale nella genesi dei suoi film soprattutto a aprtire dagli anni 70. Un film come Roma avrebbe potuto avere una sceneggiatura tutta fatta di disegni, con note a margine che spiegassero cosa sarebbe successo. In Amarcord ogni personaggio potrebbe partire da, e forse lo fece davvero, una caricatura, un disegno. Quei personaggi sono inventati a partire dagli attori, anche se sono certo fossero ispirati da persone reali. Sono delle caricature che però diventano delle persone reali, per le quali provi dei sentimenti. La dolce vita non penso sia basato su disegni ma su un vero e proprio reportage

'Fantastic Mr Fellini', l'omaggio di Wes Anderson al maestro


LE COMPARSE
Spesso le comparse nei film vengono scelte e portate su un set e sono l'ultimo elemento di cui ci si occupa. Vengono vestite e preparate ma non esistono fino al momento in cui le utilizzi. Poi c'è un altro modo di lavorare. Posso chiedere a un mio collaboratore di andare nella cittadina francese dove ho girato il mio ultimo film e chiedere di incontrare ogni abitante e di mandarmi le loro foto. Abbiamo lavorato così nel film ed era un modello totalmente ispirato da Fellini. Si chiede alle comparse di essere parte integrante del film e di trarne giovamento. Bisogna lavorarci moltissimo.

CREATIVITA'
Quando Fellini dice di sentirsi attaccato dalla creatività mi chiedo se intenda quando ritenga di dover fare un certo film oppure momento dopo momento mentre fa il film. Sicuramente dipende dal tuo carattere, però penso che l'unico motivo. Che porta le persone ad accettare la tortura di fare un film è l'eventuale sofferenza maggiore che provocherebbe il non farlo. Per cui nel suo caso penso  che l'unica soluzione per non sentirsi "attaccato", la sua unica difesa è fare il film ma in realtà forse Fellini si è solo divertito tutto il tempo. Nel mio caso mi sono sempre divertito, ma nel complesso non è mai così piacevole fare un film. E' troppo stressante. Se non ci si sentisse di dover fare un film , io suggerirei sempre di non farlo.

Wes Anderson 

MUSICA
C'è un certo tipo di musica pop, che ha qualcosa di jazz ma che è specificamente italiana nei 50 e alla fine dei 60, una musica fatta di arpe, organi e suoni particolari, melodie curiose che è davvero diversa da qualsiasi altra musica di quegli anni. Nino Rota rappresenta la più alta espressione di questa musica. Puoi notarne l'evoluzione nei film di Fellini ed è uno quei casi in cui un regista si lega indissolubilmente a determinate musiche. C'è un'identità artistica inequivocabile che si viene a formare e che riconosci in un attimo. Forse Fellini è il più musicale di tutti i registi, c'è qualcosa di astratto e ritmico nei suoi film, sono quasi dei musical anche quando non lo sono ma sembrano sempre esserlo. Forse lo definirei così.

8 e 1/2 


LA DOLCE VITA
Non è mai stato il mio preferito tra i suoi film. Amo quel film ma non è nella lista ristretta dei favoriti. Quello che viene descritto nella Dolce vita per moltissime persone all'epoca fu totalmente esotico, così pieno di glamour,  oscuro, misterioso e ricco di stile. Però ha catturato e reinventato qualcosa che stava accadendo davvero, Roma all'epoca era il centro del pianeta per un certo tipo di persone, una vera e propria Mecca e Cinecittà divenne qualcosa di speciale e unico. C'era qualcosa di particolare nella cultura della Via Veneto di quel periodo, qualcosa che non sarebbe durato a lungo, un momento unico nella storia di Roma. E il film mette tutto ciò al centro e lo rielabora mentre sta ancora accadendo. C'è un elemento di unicità e di fortuna nel riuscire a catturare un momento così eccitante. Sembrerà folle ma se dovessi scegliere una scena del film penso a quella in cui Mastroianni va a incontrare quel suo amico che poi si sarebbe suicidato, il professor Steiner. E poi quando lui cammina su quelle assi e c'è acqua tutto intorno, quella sequenza ha qualcosa di particolare per me, è la meno ironica ma mi è sempre rimasta impressa.
 
CHAPLIN
Puoi vedere Chaplin in Fellini, la figura di Chaplin è incarnata da Giulietta Masina.

Giulietta degli spiriti 

AMARCORD
E' uno di quei film che più li studi con attenzione e meno li comprendi perché è come un film di Bunuel. Passa continuamente da una cosa che vuole condividere con te a un'altra. Il tutto è collegato dalla città di Rimini e da un gruppo di personaggi con al centro una famiglia. Ma lui non fa altro che saltare da un ricordo all'altro. C'è Mussolini che aleggia insieme ad una nuvola sinistra e la maniera in cui si relaziona al tutto è quella di un giovane studente che reagisce alla realtà fascista. E' un film misterioso perché è molto divertente e impressionista ed è diverso da tutti gli altri. Se tu provassi a scrivere uno script e ti chiedessi cosa accade dopo 12 minuti di Amarcord non ti aiuterebbe nel costruire la tua storia. E' uno di quei film che funziona benissimo semplicemente perché è concepito alla perfezione, a un livello tale che Fellini può fare ciò che vuole

Testo raccolto da Francesco Zippel per 'Fantastic Mr. Fellini - Intervista con Wes Anderson', in onda su Sky Arte da lunedì 19 gennaio