Modigliani, un docufilm al cinema per i cento anni dalla morte
Dal 30 marzo al 1 aprile in sala il lungometraggio che racconta la vita tormentata e le opere del genio livornese
Nell'occasione delle celebrazioni per il centenario della morte di Amedeo Modigliani, arriva al cinema per tre giorni (dal 30 marzo al 1 aprile per la stagione 2020 della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital) il docufilm "Maledetto Modigliani", diretto da Valeria Parisi e scritto con Arianna Marelli su soggetto di Didi Gnocchi. Il docufilm racconta la vita e la produzione del genio livornese da un punto di vista insolito: quello di Jeanne Hébuterne, l'ultima giovane compagna dell'artista, suicidatasi due giorni dopo la morte dell'amato, avvenuta all'Hôpital de la Charité di Parigi il 24 gennaio del 1920: all'epoca Jeanne era incinta e lasciava una figlia di un anno.
Per la realizzazione del video, le autrici hanno preso ispirazione dalla mostra "Modigliani - Picasso. The Primitivist Revolution" curata da Marc Restellini e in programma all'Albertina di Vienna nel settembre del 2020, attingendo alle immagini delle ope…
Per la realizzazione del video, le autrici hanno preso ispirazione dalla mostra "Modigliani - Picasso. The Primitivist Revolution" curata da Marc Restellini e in programma all'Albertina di Vienna nel settembre del 2020, attingendo alle immagini delle ope…
Nell'occasione delle celebrazioni per il centenario della morte di Amedeo Modigliani, arriva al cinema per tre giorni (dal 30 marzo al 1 aprile per la stagione 2020 della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital) il docufilm "Maledetto Modigliani", diretto da Valeria Parisi e scritto con Arianna Marelli su soggetto di Didi Gnocchi. Il docufilm racconta la vita e la produzione del genio livornese da un punto di vista insolito: quello di Jeanne Hébuterne, l'ultima giovane compagna dell'artista, suicidatasi due giorni dopo la morte dell'amato, avvenuta all'Hôpital de la Charité di Parigi il 24 gennaio del 1920: all'epoca Jeanne era incinta e lasciava una figlia di un anno.
Per la realizzazione del video, le autrici hanno preso ispirazione dalla mostra "Modigliani - Picasso. The Primitivist Revolution" curata da Marc Restellini e in programma all'Albertina di Vienna nel settembre del 2020, attingendo alle immagini delle opere esposte anche alla National Gallery of Art di Washington, nei musei e nelle collezioni di Parigi e nella grande mostra "Modigliani e l'avventura di Montparnasse" del Museo della Città di Livorno.
LEGGI Tra dipinti, disegni e sculture Modigliani ricordato nella sua Livorno
Alternando riprese contemporanee con filmati d'archivio in bianco e nero, la voce narrante di Jeanne racconta la Parigi di inizio secolo: la ville lumière, la metropoli, il centro della modernità, già mercato d'arte e polo d'attrazione per pittori e scultori da tutta Europa.Tra gli interventi del docu-film, oltre a quelli dello storico dell'arte e specialista di Amedeo Modigliani Marc Restellini, quelli di Ann L. Ardis, professoressa e Dean al College of Humanities and Social Sciences della George Mason University, esperta di letteratura modernista inglese; Chloe Aridjis, scrittrice e studiosa di poesia francese dell'Ottocento; Harry Bellet, giornalista di Le Monde, studioso e critico d'arte; Giovanni Bertazzoni, Co-Chairman Impressionist and Modern Art Department Christiès; Laura Dinelli, responsabile Musei Civici di Livorno; Pier Francesco Ferrucci, Direttore Unità di Bioterapia dei Tumori, IEO che da studente è stato tra gli autori della famosa "beffa delle teste" del 1984 a Livorno; l'ebraista Paolo Edoardo Fornaciari; lo scrittori Simone Lenzi, attualmente assessore alla Cultura del Comune di Livorno; il gallerista David Lévy; la pittrice Mira Maodus; lo stilista, costumista e artista Antonio Marras; la pittrice Isabelle Muller; la curatrice del Musée d'Art Moderne de Paris Jacqueline Munck; l'artista John Myatt che grazie al suo talento per l'imitazione, tra il 1986 e il 1995 ha falsificato e collocato sul mercato - insieme al suo complice John Drewe - 200 opere di maestri moderni; il collezionista Gérard Netter; l'artista Jan Olsson; la curatrice del Musée Picasso Paris Emilia Philippot; il Direttore Generale dell'Albertina di Vienna Klaus Albrecht Schröder; il vicepresidente della Comunità Ebraica di Livorno, Guido Servi e il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico Paolo Virzì.
Per la realizzazione del video, le autrici hanno preso ispirazione dalla mostra "Modigliani - Picasso. The Primitivist Revolution" curata da Marc Restellini e in programma all'Albertina di Vienna nel settembre del 2020, attingendo alle immagini delle opere esposte anche alla National Gallery of Art di Washington, nei musei e nelle collezioni di Parigi e nella grande mostra "Modigliani e l'avventura di Montparnasse" del Museo della Città di Livorno.
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Alternando riprese contemporanee con filmati d'archivio in bianco e nero, la voce narrante di Jeanne racconta la Parigi di inizio secolo: la ville lumière, la metropoli, il centro della modernità, già mercato d'arte e polo d'attrazione per pittori e scultori da tutta Europa.Tra gli interventi del docu-film, oltre a quelli dello storico dell'arte e specialista di Amedeo Modigliani Marc Restellini, quelli di Ann L. Ardis, professoressa e Dean al College of Humanities and Social Sciences della George Mason University, esperta di letteratura modernista inglese; Chloe Aridjis, scrittrice e studiosa di poesia francese dell'Ottocento; Harry Bellet, giornalista di Le Monde, studioso e critico d'arte; Giovanni Bertazzoni, Co-Chairman Impressionist and Modern Art Department Christiès; Laura Dinelli, responsabile Musei Civici di Livorno; Pier Francesco Ferrucci, Direttore Unità di Bioterapia dei Tumori, IEO che da studente è stato tra gli autori della famosa "beffa delle teste" del 1984 a Livorno; l'ebraista Paolo Edoardo Fornaciari; lo scrittori Simone Lenzi, attualmente assessore alla Cultura del Comune di Livorno; il gallerista David Lévy; la pittrice Mira Maodus; lo stilista, costumista e artista Antonio Marras; la pittrice Isabelle Muller; la curatrice del Musée d'Art Moderne de Paris Jacqueline Munck; l'artista John Myatt che grazie al suo talento per l'imitazione, tra il 1986 e il 1995 ha falsificato e collocato sul mercato - insieme al suo complice John Drewe - 200 opere di maestri moderni; il collezionista Gérard Netter; l'artista Jan Olsson; la curatrice del Musée Picasso Paris Emilia Philippot; il Direttore Generale dell'Albertina di Vienna Klaus Albrecht Schröder; il vicepresidente della Comunità Ebraica di Livorno, Guido Servi e il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico Paolo Virzì.