Spettacoli

Gene Hackman, 90 anni da antagonista: ma il 'più cattivo di tutti' è anche ironico

Il 30 gennaio Eugene Allen fa cifra tonda. Ritiratosi nel 2004, ha alle spalle grandi interpretazioni (da 'Gangster Story' a 'Il braccio violento della legge' a 'Lo spaventapasseri' fino a 'I Tenenbaum') due Oscar e un Golden Globe alla carriera. Con quel ruolo dell'eremita cieco in 'Frankenstein Junior' entrato nel mito delle risate

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Quando, all’inizio degli anni Sessanta, Gene Hackman si affacciò al mondo del cinema, le parti da interpretare seguivano un rigido protocollo: se eri bello facevi l’eroe (Robert Redford, Paul Newman, Warren Beatty…); se eri grande e grosso, ma non particolarmente avvenente, ti toccava il ruolo dell’antagonista; nel migliore dei casi, quello del poliziotto dai modi spicci e dalle mani pesanti.


Eugene Allen, nato a San Bernardino, California, nel 1930, apparteneva alla seconda categoria. Eppure fu lui, col suo carisma, a trasformare un potenziale type casting in una delle star più popolari di Hollywood. Dopo aver prestato servizio nei Marines, studiato giornalismo e produzione televisiva, Gene decise di diventare attore: non un cattivo tra i tanti, però, ma il miglior cattivo di tutti. Tanto che i tipacci interpretati lo promossero al livello di primattore, facendogli vincere una quantità di premi tra cui due Oscar.


La sua seconda apparizione sullo schermo era già in un film importante: il dramma erotico-psichiatrico Lilith la dea dell’amore di Robert Rossen (protagonista il bel Warren Beatty). Ancora con Beatty, nella parte di suo fratello, il criminale Buck Barrow, comparve in Gangster Story (1968), che gli fruttò una candidatura come miglior attore non protagonista. Seguirà non meno di una settantina di film, dove Gene farà il militare (molte volte) e l’avvocato, l’astronauta e il cowboy, il prete, il poliziotto, il supercattivo dei fumetti e perfino il Presidente americano.


Gli anni settanta sono quelli della sua massima popolarità: interpreta film di successo e diventa sempre più bravo. L’elenco è un autentico medagliere: Il braccio violento della legge (1971) lo incorona di Oscar al miglior attore protagonista per il cinico poliziotto antidroga 'Popeye' Doyle; nell’Avventura del Poseidon (1972), disaster movie tra i più popolari, è il coraggioso reverendo Scott, che guida i superstiti di una nave verso la salvezza; nello Lo spaventapasseri (1973), uno dei cult della new Hollywood, è il manesco ma protettivo Max. Con questi ultimi film, e con l’inquietante La conversazione (1974) di Francis Coppola, Hackman si è conquistato parti di indiscusso protagonista, contribuendo a mandare in pensione la regola dell’eroe bello e del brutto-cattivo (da allora anche Charles Bronson e Lee Marvin, per anni fuorilegge ammazzati da Randolph Scott o Audie Murphy, conquistarono il primo nome in cartellone).


Benché lo esercitasse di rado, Gene possedeva anche un talento comico. Lo dimostrò nella lunga scena-cammeo di Frankenstein Jr, la parodia di Mel Brooks dove è l’eremita cieco che versa la minestra bollente addosso al povero Mostro. Lo avrebbe confermato in qualche altra occasione: interpretando un bigotto senatore repubblicano nella commedia gay Piume di struzzo (1996) o l’irresistibile capofamiglia Royal, acchiappasottane e bugiardo croni co, ne I Tenenbaum di Wes Anderson (che gli fece vincere un Golden Globe).


Nel frattempo, l’attore fornì varie declinazioni dei suoi personaggi 'seri' in molti film di qualità: western (Stringi i denti e vai!, 1975; Gli spietati, 1992, del suo amico Clint Eastwood, Oscar come miglior attore non protagonista per la parte del sadico sceriffo Little Bill Daggett; Pronti a morire, 1995, di Sam Raimi), legal-thriller tratti dai romanzi di John Grisham (Il socio, La giuria), kolossal storici (Reds), action thriller (Allarme rosso), drammi razziali (Mississippi Burning - Le radici dell’odio, 1988), per cui fu candidato all’Oscar e premiato a Berlino. Ma anche avventure esotiche (La bandera marcia o muori, dove è il maggiore della Legione Straniera che tormenta il nostro Terence Hill) e perfino un film di Woody Allen, Un’altra donna (1988), nella parte di un uomo riservato che ama la protagonista Gena Rowlands.


Per decenni subissato di offerte da parte dei produttori, Hackman si concesse alcune scelte bizzarre: l’arcinemico di Superman Lex Luthor in tre film intitolati all’Uomo d’acciaio; Alan Richmond, il peggiore dei presidenti americani coinvolto nell’omicidio della propria amante in Potere assoluto di Eastwood. A molti progetti, invece, preferì rinunciare. Decisioni non sempre ispirate: come quando rifiutò le parti di protagonista in Qualcuno volò sul nido del cuculo e Incontri ravvicinati del terzo tipo. Pur sofferente da tempo di cuore (nel 1990 dovette sottoporsi a un intervento), Gene continuò a recitare fino al 2004. Anno in cui, durante un programma del conduttore americano Larry King, annunciò il suo definitivo ritiro dalle scene. Nel 2003 gli era stato consegnato il Golden Globe onorario per i quarant’anni di carriera.