Spettacoli

Il meglio di Wim Wenders, da 'Paris, Texas' a 'Lisbon Story', le rivoluzionari opere del regista tedesco sono su CHILI

I lungometraggi più amati - e di culto - del regista tedesco dal 14 aprile sulla piattaforma di film in streaming e download a 2,99 euro a titolo

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Toh, chi si rivede: Wim Wenders. Regista di culto per due generazioni di cinefili Wilhelm Wenders, in arte Wim, era – ingiustamente – un po’ dimenticato dal grande pubblico; ma ora lo streaming on demand provvedere a recuperarne alcune delle opere migliori: che, come si conviene a un rappresentante del cinema moderno per eccellenza, non hanno perduto affatto di attualità.

Dopo averci proposto alcune novità 'slittate' dallo schermo collettivo a quello domestico, la piattaforma CHILI mette a disposizione una fetta consistente della filmografia wendersiana alla cifra, decisamente ragionevole, di 2,99 euro a titolo.

'Paris, Texas' 

Magari si può cominciare ad assaggiarne qualcuno dei più celebri – come L’amico americano, Alice nelle città o Paris, Texas – per poi lasciarsi tentare da dagli altri: in particolare dai documentari, 'genere' trasversale di cui il regista tedesco è maestro, come attestano il mitico Nick’s Movie, Tokyo-Ga o i musicali Lisbon Story e Buena Vista Social Club. Vediamoli un po’ più da vicino. In ordine cronologico, i primi appartengono al periodo del Nuovo Cinema Tedesco, la 'nouvelle vague' teutonica che, negli anni Settanta, rivoluzionò il modo di fare cinema grazie a registi come Werner Herzog, Rainer Werner Fassbinder e – appunto – Wenders con un approccio alle immagini riflessivo e metacinematografico (film che erano riflessioni sul cinema): La paura del portiere prima del calcio di rigore, eccentrico poliziesco basato sul romanzo di Peter Handke (che poi sarà più volte collaboratore del regista); l’on-the-road europeo Alice nelle città; Falso movimento, libero adattamento da Goethe; Nel corso del tempo, omaggio al cinema del passato (e, insieme, sua celebrazione 'postuma') centrata sui luoghi topici della letteratura americana.

'Tokyo-Ga' 

Il tedesco Wenders, infatti, era letteralmente innamorato dell’America e proprio vedendo un numero spropositato di film made in Usa egli, prima avviato alla carriera ecclesiastica, poi studente di medicina e di filosofia, aveva deciso di dedicarsi al cinema. Alla passione per l’America avrebbe potuto dare sfogo, negli anni successivi al Nuovo Cinema, con un film diventato di culto come L’amico americano, crime-movie interpretato da Dennis 'Easy Rider' Hopper nel quale compaiono in divertenti cammei registi della Hollywood classica come Samuel Fuller e Nicholas Ray. Ma anche con altri: Lo stato delle cose o Paris, Texas, insolita storia d’amore piena di riferimenti ai suoi film preferiti per cui Wenders vinse la Palma d’Oro a Cannes nel 1984.

Fatta la conoscenza con queste opere (e con gli attori-feticcio del regista: Bruno Ganz e Rudiger Vogler, suo alter ego), lo spettatore sarà pronto per incontrare i grandi documentari wendersiani. Innanzitutto Nick’s Movie (Lampi sull’acqua), co-realizzato col grande regista di Gioventù bruciata ormai giunto al capolinea della vita. Nick’s Movie, del 1980, è un altro cult certificato; però non sono meno interessanti titoli realizzati in seguito, ai quali l’etichetta di documentario va troppo stretta. Tokyo-Ga è un’acuta riflessione sulla cultura giapponese tra passato e presente, sotto il patrocinio del maestro del cinema nipponico Yasujiro Ozu.

'Lisbon Story' 

Lisbon Story, del 1994, un semi-documentario sulla terra del 'fado' intrecciato con una storia d’amore. Buena Vista Social Club presenta l’affettuoso ritratto di un gruppo di anziani musicisti cubani riuniti per una tournée americana da Ry Cooder. Più recenti Pina, un eccezionale spettacolo sull’arte della grande coreografa Pina Bausch con cui Wenders sperimentò il cinema 3D, e Il sale della terra (2014), dedicato al fotografo Juliano Salgado.

Dalla selezione, disponibile sulla piattaforma dal 14 aprile, non poteva mancare una coppia di film come Il cielo sopra Berlino e Così lontano così vicino: forse non il meglio (almeno il secondo) della produzione di Wenders, però esempi-limite del suo “cinema di poesia”. Sceneggiato da Handke, il primo racconta la storia di Damien (Ganz), angelo innamorato di una trapezista che desidera diventare mortale. Nell’altro l’angelo Cassiel si fa uomo per salvare una ragazzina. E incontra l’ex-angelo Damien.