Al Pacino, 80 anni di cinema tra Padrino, Serpico e Shakespeare
Roberto Nepoti
Nato in America da genitori di origini siciliane, ha dato vita a personaggi celebri tra gangster e poliziotti ma anche giornalisti, uomini innamorati, ufficiali. L'Oscar per ' Scent of a woman'
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Quando, nel 1969, Al Pacino debutta con un piccolo ruolo nel film Me, Natalie ha ventinove anni: non è bello, non è alto (un metro e settanta scarso), ma ha carisma da vendere. Non passa molto tempo prima che i registi se ne accorgano. Nel 1971 è già protagonista di Panico a Needle Park di Jarry Schatzberg, dove interpreta il tossicodipendente Bobby Axel; l'anno dopo Francis Coppola gli affida il personaggio di Michael Corleone nel Padrino, malgrado il parere contrario dei produttori. Perché il giovanotto è bravo e perché, secondo Francis, ha tratti "siciliani". Siciliane, di Corleone e della provincia di Messina, sono comunque le origini dei suoi genitori; anche se Al è nato e cresciuto in America, dove gli hanno dato i soprannomi di Sonny e dell'Attore, per via del temperamento istrionico.
Al Pacino, gli 80 anni di un grande attore
Il 25 aprile si festeggia a casa di Alfredo James Pacino, un compleanno importante che segna anche più di cinquant'anni di cinema, teatro e televisione. Tanti ruoli memorabili, nei panni di gangster ma non solo e anche interessanti prove di regia. Che effetto gli fa il compleanno? "Tutti vedranno gli 80 come un grande traguardo, soprattutto i miei amici, ma io l'ho vissuto vent'anni fa. Li lascio fare, spero che si divertano"
Nel mezzo secolo successivo Pacino, che il 25 aprile taglia il traguardo degli ottant'anni, darà vita a personaggi divenuti celebri: guardie e ladri principalmente, ma anche giornalisti, uomini innamorati, ufficiali e perfino Satanasso in persona (nell'Avvocato del diavolo, del 1997). Le sue interpretazioni animeranno i palcoscenici teatrali, con rappresentazioni del prediletto Shakespeare, le serie televisive (fino a Hunters del 2020, dove è Meyer Offerman, capo di una task force che scova i criminali nazisti), i telefilm, fruttandogli una quantità di premi: nove nomination agli Oscar, tra cui quella per Scent of a Woman-Profumo di donna (in un ruolo che era stato di Vittorio Gassman nel film omonimo di Dino Risi), che gli fruttò la statuetta come migliore attore protagonista.
Dopo aver fatto anni di anticamera per entrare all'Actors Studio, diventerà uno dei più ammirati attori del "metodo"; finché, nel 1982, vi succederà al suo maestro Lee Strasberg come direttore artistico. I suoi personaggi più famosi (iconici si dice con un termine in voga) sono quelli di gangster. Nei tre film della saga Il padrino (1972-1974-1990), che gli valse la prima candidatura agli Oscar come attore non protagonista (ma Al si offese, perché si riteneva "più protagonista" lui di Marlon Brando). Forse ancor più in Scarface di Brian DePalma, in cui era il debordante Tony Montana fra stragi, regolamenti di conti tra gang, montagne di cocaina. Altre notevoli performance di Pacino nel crime-movie sono Carlito Brigante in Carlito's Way, ancora per la regia di DePalma, Benjamin "Lefty" Ruggiero in Donnie Brasco e, di recente, il sindacalista colluso con la mafia Jimmy Hoffa in The Irishman di Martin Scorsese.
Al Pacino per 'The Irishman': "Per Scorsese sono Jimmy Hoffa, sindacalista con luci e ombre"
La carriera di Al ha conosciuto molte fasi al top, dandogli la fama di attore tra i migliori di sempre. Non è stata, però, tutta all'insegna del successo, traversando anche fasi calanti (l'inizio degli anni Ottanta, a più riprese negli anni 90), durante in quali, dopo il flop di alcuni film scelti male, preferì ritirarsi dallo schermo per tornare al teatro. A volte gli capitò anche (e dovette essere uno smacco per lui, habitué degli Oscar, dei Golden Globe, degli Emmy, Leone d'oro alla carriera nel 1994) ricevere alcune nomination ai Razzle Awards: per il thriller 88 minuti e per Sfida senza regole, rispettivamente nel 2007 e nel 2008 o quale peggior attore protagonista in Jack e Jill. Sono celebri le sue partnership con il nemico-amico Robert DeNiro (soprattutto nell'eccellente noir Heat - La sfida di Michael Mann, dove lui è la guardia e Bob il ladro) e con Michelle Pfeiffer, sofisticata amante del bandito in Scarface, oggetto del suo timido desiderio nel film sentimentale Paura d'amare, dove l'attrice è una cameriera, Al un cuoco di tavola calda.
Con Michelle Pfeiffer in 'Paura d'amare'
Non avremmo scusanti se dimenticassimo di citare interpretazioni magistrali come quelle degli anni Settanta per il regista Sidney Lumet: il poliziotto italo-americano di Serpico, che rischia la pelle denunciando i colleghi corrotti, o il rapinatore di banche (altro "carattere" preso dalla vita come Serpico) John Wojtowicz in Quel pomeriggio di un giorno da cani. E ancora Jack Kevorkian nel film per la tv You Don't Know Jack - Il dottor morte, che nel 2010 gli fece fare l'en-plein di premi e riconoscimenti. E naturalmente lo shakespeariano Shylock del Mercante di Venezia, che impersonò nel film di Michael Radford (2004) e sui palcoscenici teatrali nel 2011. Il suo amore per il principe dei drammaturghi è testimoniato anche dal bel documentario (uno dei quattro film da lui diretti in prima persona) Riccardo III - Un uomo, un re, autentica lezione di messa in scena e interpretazione teatrale. Malgrado la sua eccezionale carriera, Pacino non è stato sempre ispirato nella selezione dei film da interpretare. Tra i tanti ruoli rifiutò, per esempio, quello di Ian Solo in Guerre stellari e le parti di protagonista in C'era una volta in America, Taxi Driver, Incontri ravvicinati del terzo tipo, Apocalypse Now, Blade Runner, Pretty Woman. Alla vigilia dei suoi ottant'anni lo abbiamo rivisto in due tra i migliori titoli della scorsa stagione: C'era una volta a... Hollywood di Tarantino e The Irishman di Scorsese.
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