Cosa è un Altan? Su Mymovies il Primo maggio un documentario sul disegnatore
Arianna Finos
La Cineteca di Bologna e MyMovies rendono disponibile, tra l'1 e il 4 maggio 'Mi chiamo Altan e faccio vignette' il bel documentario di Stefano Consiglio sul creatore di Cipputi (e tanto altro)
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"Cipputi non è solo un operaio, ma è chi lavora bene e ha piacere delle cose ben fatte", diceva Vittorio Foa. In occasione della Festa del Lavoro, il Primo maggio alle 18.30 la Cineteca di Bologna rende disponibile per quattro giorni sulla piattaforma di Mymovies, oltre a Tempi modernidi Chaplin anche il documentario Mi chiamo Altan e faccio vignette di Stefano Consiglio, già presentato all'ultima edizione del Torino Film Festival.
Mi chiamo Altan e faccio vignette è un ritratto orignale e profondo del narratore "silenzioso" di Aquileia, 75 minuti di umorismo, riflessioni e ricordi. Altan si racconta, pudico e sincero, dallo studio del suo casale di famiglia, o a tavola in giardino affiancato dalla moglie Mara e dall'amico Giorgio Poppi. Ad accompagnare la storia le testimonianze di Ezio Mauro, Michele Serra, Paolo Rumiz.
La vita e la storia artistica di Francesco Saverio Altan, 77 anni, sono scandite da frammenti di un monologo di Stefano Benni (Che cos'è un Altan), dalle folgoranti vignette di Altan in versione cartacea o animata dagli attori (Stefania Sandrelli, Angela Finocchiaro, Paolo Rossi). E con lui anche quarant'anni di storia d'Italia, dagli anni Settanta a oggi. "Ho vissuto in campagna fino a sette anni, poi sono andato in una grande città, a Bologna. Ma questo pezzo di vita, le mie letture della Susanna mi sono rimaste dentro e quei colori sono finiti nella Pimpa", racconta il disegnatore. E poi il rapporto con il padre antropologo e quello con l'amico Giorgio ai tempi goliardici dell'università, il viaggio in Brasile per fare un film (Tropici) è la svolta della vita: incontrerà Mara Chaves, che diverrà la sua compagna e madre di sua figlia Francesca (per farla divertire Altan ha inventato la Pimpa).
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La loro unione dura ancora oggi, 47 anni dopo "Lo spirito di molti personaggi femminili delle mie vignette arrivano dal vissuto insieme a lei", dice Altan. Paolo Rumiz racconta: "Una sera a tavola chiesero a tutti noi maschi: che fareste se la vostra compagna vi lasciasse? Noi fingemmo di scherzare, Checco rispose: morirei". Ma il film girato in Brasile ha permesso ad Altan di scoprire la povertà di larga parte della popolazione, segando la sua appartenenza politica. E poi la nascita di Cipputi, L'Espresso e la grande svolta della carriera. Altan: "Cipputi ha preso vita e se ne è andato da solo. Come sinonimo di classe operaia. È una strada che ha fatto lui".