Kevin Costner: "Brusco ma grandissimo, era il vero intoccabile"
di Silvia Bizio , di Silvia BizioL'attore aveva recitato con Sean Connery in "The untouchables" di Brian De Palma
Los Angeles - "Ho saputo della morte di Sean pochi minuti fa, mi hanno mandato un messaggio. L'ho detto spesso: è la star più grande con cui abbia lavorato". Kevin Costner ci parla via Zoom dal Montana dove sta girando la nuova stagione della serie Yellowstone. Aveva 32 anni quando Brian De Palma lo chiamò per il ruolo di Eliot Ness in Gli intoccabili, il film del 1987 con un cast stellare che avrebbe portato a Sean Connery un Oscar come migliore attore non protagonista grazie all'interpretazione di un duro poliziotto irlandese nella Chicago della Depressione.
Costner, come andò sul set con lui?
"Quando girammo Gli intoccabili ero già un suo grande ammiratore, rispose esattamente all'idea che m'ero fatto di lui. L'ho sempre giudicato la più grande star del mondo, mi sentivo come uno studente universitario al primo anno di fronte a un altro che si sta laureando. Non pensavo che avrei mai raggiunto i suoi live…
Costner, come andò sul set con lui?
"Quando girammo Gli intoccabili ero già un suo grande ammiratore, rispose esattamente all'idea che m'ero fatto di lui. L'ho sempre giudicato la più grande star del mondo, mi sentivo come uno studente universitario al primo anno di fronte a un altro che si sta laureando. Non pensavo che avrei mai raggiunto i suoi live…
Los Angeles - "Ho saputo della morte di Sean pochi minuti fa, mi hanno mandato un messaggio. L'ho detto spesso: è la star più grande con cui abbia lavorato". Kevin Costner ci parla via Zoom dal Montana dove sta girando la nuova stagione della serie Yellowstone. Aveva 32 anni quando Brian De Palma lo chiamò per il ruolo di Eliot Ness in Gli intoccabili, il film del 1987 con un cast stellare che avrebbe portato a Sean Connery un Oscar come migliore attore non protagonista grazie all'interpretazione di un duro poliziotto irlandese nella Chicago della Depressione.
Costner, come andò sul set con lui?
"Quando girammo Gli intoccabili ero già un suo grande ammiratore, rispose esattamente all'idea che m'ero fatto di lui. L'ho sempre giudicato la più grande star del mondo, mi sentivo come uno studente universitario al primo anno di fronte a un altro che si sta laureando. Non pensavo che avrei mai raggiunto i suoi livelli ma mi ha guidato il desiderio di avvicinarmi almeno un po'".
C'è qualche aneddoto che ricorda in particolare?
"Ce ne sarebbero tantissimi... Dovevamo girare una scena in cui saremmo stati tutto il giorno nel mio ufficio. Lui è entrato, si è seduto, ha preso un giornale e mi ha strizzato l'occhio: "So benissimo che staremo qui tutto il giorno, mi organizzo per non stancarmi troppo. E qui, seduto, non mi stancherò affatto". Diciamo che è stata una lezione di recitazione".
Che attore era?
"Preciso e tecnico, poteva anche essere molto brusco ma con me non lo è mai stato, mi coinvolgeva con attenzione e gliene sarò sempre grato. Non ci sentivamo regolarmente ma posso dire che eravamo amici, seguivo sempre quello che faceva. Era fiero delle sue radici teatrali, evidentissime quando esce dai panni di Bond".
Quando vi siete visti per l'ultima volta?
"Un paio di anni fa alle Bahamas. Ero andato a trovarlo a Nassau, dove viveva. La sua salute era già cagionevole, stava già male, siamo stati un po' insieme e andando via gli ho dato un abbraccio. Poi ci ho ripensato: ho fatto tre o quattro passi e sono tornato indietro per dargliene un altro. Quella è stata l'ultima volta che l'ho visto".
Costner, come andò sul set con lui?
"Quando girammo Gli intoccabili ero già un suo grande ammiratore, rispose esattamente all'idea che m'ero fatto di lui. L'ho sempre giudicato la più grande star del mondo, mi sentivo come uno studente universitario al primo anno di fronte a un altro che si sta laureando. Non pensavo che avrei mai raggiunto i suoi livelli ma mi ha guidato il desiderio di avvicinarmi almeno un po'".
C'è qualche aneddoto che ricorda in particolare?
"Ce ne sarebbero tantissimi... Dovevamo girare una scena in cui saremmo stati tutto il giorno nel mio ufficio. Lui è entrato, si è seduto, ha preso un giornale e mi ha strizzato l'occhio: "So benissimo che staremo qui tutto il giorno, mi organizzo per non stancarmi troppo. E qui, seduto, non mi stancherò affatto". Diciamo che è stata una lezione di recitazione".
Che attore era?
"Preciso e tecnico, poteva anche essere molto brusco ma con me non lo è mai stato, mi coinvolgeva con attenzione e gliene sarò sempre grato. Non ci sentivamo regolarmente ma posso dire che eravamo amici, seguivo sempre quello che faceva. Era fiero delle sue radici teatrali, evidentissime quando esce dai panni di Bond".
Quando vi siete visti per l'ultima volta?
"Un paio di anni fa alle Bahamas. Ero andato a trovarlo a Nassau, dove viveva. La sua salute era già cagionevole, stava già male, siamo stati un po' insieme e andando via gli ho dato un abbraccio. Poi ci ho ripensato: ho fatto tre o quattro passi e sono tornato indietro per dargliene un altro. Quella è stata l'ultima volta che l'ho visto".