Spettacoli

La caduta di Johnny Depp, il divo cacciato da Hollywood

(afp)
L'attore licenziato dal set di 'Animali fantastici', tra le proteste dei fan. C'è chi teme un nuovo caso Kevin Spacey
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"Per noi Grindelwald sei solo tu" scrivono i fan sui social, e trionfa l'hashtag #JusticeForJohnnyDepp. Già. Perché mentre la giustizia deve fare il suo corso - in tribunale la guerra con l'ex moglie Amber Heard continua - le major non aspettano: "Desidero farvi sapere che mi è stato chiesto di dimettermi dalla Warner Bros. dal mio ruolo di Grindelwald in Animali fantastici" ha annunciato Depp "e ho deciso di rispettare e accettare la richiesta".

La Warner Bros. lo liquida spiegando che sarà rimpiazzato: "Ringraziamo Johnny per il suo lavoro sui film fino a oggi". In questo momento è in produzione il terzo capitolo della saga che arriverà nelle sale nel 2022. Heard accusa l'attore di averla umiliata, ha elencato violenze fisiche e psicologiche, abuso di droghe e alcol, lui si è difeso replicando di essere la vittima. Ha perso la causa contro il Sun che l'aveva definito "picchiatore della moglie" e farà ricorso. "Intendo provare la falsità delle accuse contro di me. La mia vita e la mia carriera non verranno definite da questo momento buio".

C'è chi teme che altre major seguiranno le orme della Warner e che la brillante carriera del divo potrebbe subire una battuta d'arresto, come è successo a Kevin Spacey. Con la differenza che tre anni fa, quando scoppiò lo scandalo delle molestie, Hollywood decise di cancellare il premio Oscar per I soliti sospetti e American beauty: in Tutti i soldi del mondo, a riprese concluse, Christopher Plummer rigirò le scene di Spacey. Mentre per Depp - per ora - è partita una campagna di solidarietà, con i fan promettono di boicottare Animali fantastici. Ma la guerra dei Roses che lo vede protagonista in aula continua in America, ancora provata dal caso Weinstein, e il finale è aperto. Intanto si sono perse le tracce di Spacey, a cui nessun produttore ha più teso la mano (alcune accuse sono state archiviate, altri procedimenti sono in corso). Riapparve a Roma nell'agosto del 2019, a sorpresa, nel museo di Palazzo Massimo per leggere la poesia The boxer di Gabriele Tinti accanto alla statua bronzea del pugile a riposo attribuita a Lisippo. "D'altronde la vita non è uno spavento/per chi non l'ha mai rischiata" recita un verso.