Spettacoli

Anthony Daniels: "Il mio C-3PO, un tenerone con la corazza"

Fin dall'inizio della saga di 'Guerre Stellari' l'attore ha impersonato il droide. Ora su Disney+ presta la voce alla versione Lego del film
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Non avrà il carisma sensuale del modello Nexus da combattimento di Blade Runner incarnato da Rutger Hauer, ma anche C-3PO con i suoi occhioni tondi ha visto cose stellari. Anthony Daniels è l’unico attore, corpo umano nascosto nel droide dorato, ad aver attraversato tutti i film della saga Star Wars a partire dal 1976. Compresa la voce del personaggio nel film Lego Star Wars - Christmas special appena arrivato su Disney+. Dietro a Daniels, 74enne attore britannico, spicca «il mio pezzo preferito dei gadget di Star Wars, una versione di C-3PO a mattoncini, regalo di Lego ai tempi delle Cronache di Yoda. Nei film Lego mi diverto come un pazzo perché infrangiamo le regole. Possiamo essere sciocchi, cattivi, pazzi, pur con tutto con grande rispetto per l’originale Star Wars. Se ami molto qualcosa, puoi anche prenderlo in giro. In più è molto più leggero e quindi perfetto per le festività natalizie».

Il droide da cerimoniale è decisamente poco coraggioso e più umano degli umani: «In tantissimi mi scrivono, anche in rete, parlandomi di cose molto personali. Mi raccontano che il mio C-3PO li ha aiutati a superare i momenti di nervosismo e insicurezza, quando si sentono incapaci di socializzare. Dice cose imbarazzanti, ha sempre un po’ paura ma è lì e tira fuori la verità. Ed è un eroe insieme al resto della banda. Sul set sono riuscito a esagerare le qualità umane che normalmente dobbiamo nascondere. Dobbiamo fingere di essere coraggiosi e forti per non ferire i nostri sentimenti e sopportare tante cose. Ma C-3PO è così ingenuo e infantile che si esprime senza freni, “ho paura, dovremmo tornare a casa...”, ma nel frattempo però va avanti e ci permette di andare avanti».


Il droide C-3PO in 'Lego Star Wars - Christmas Special', su Disney+ 


Sulle mille avventure della sua carriera da droide Daniels ha scritto un libro, «purtroppo non è ancora uscito in italiano. Si parte dalla mia ritrosia per entrare nella saga per finire in tutti e undici i capitoli. E che viaggio pazzo è stato, con momenti meravigliosi, tristi, stravaganti, pericolosi. Ed è un viaggio della mia vita che ha a che fare con l’industria cinematografica». Quando George Lucas lo chiamò nel 1975 per il primo film, Daniels, attore teatrale e formazione da mimo, non era affatto convinto: «La cosa pazzesca è stata che stavo per rifiutare. Il mio agente mi intimò “non essere stupido, vai a scoprirlo”. Ed è successa questa cosa che ha cambiato la mia vita. Senza Star Wars sarei stato un attore normale, non sarebbe stato tutto così bello, no? Ma non lo sapremo mai».

Del primo set ricorda: «Non avevo mai girato un film e il copione, diciamolo, non era un granché, con Carrie Fisher e Harrison Ford ci scherzavamo, dicevamo le battute senza troppa convinzione. E invece il pubblico s’innamorò». Daniels fotografa così il momento più bello e il peggiore vissuti nella saga: «Il primo giorno in cui sono uscito sul pianeta Tatooine, girato in Tunisia. Due ore di travestimento, sono uscito sulla sabbia e ho visto l’incredibile effetto sull’equipaggio, sono rimasti tutti sbalorditi. Ero un dio. Mi sono sentito benissimo. Il momento peggiore è stato il resto della giornata in cui il costume mi ha faceva malissimo e si è anche sciolto per il caldo, un incubo».