Spettacoli

Ultim'ora

Sgarbi, il bollettino del Gemelli: “Condizioni critiche ma stabili”

Filmmaker, online il festival sui nuovi linguaggi del cinema e incontri con il teatro

Ermanna Montanari in 'Er' di Marco Martinelli 
Fino al 6 dicembre la rassegna in streaming su MyMovies. In programma 'City Hall' di Wiseman, 'Fiori fiori fiori' di Guadagnino e il doc 'Er' di Marco Martinelli su Ermanna Montanari e il teatro delle Albe di Ravenna
2 minuti di lettura
È da 40 anni, da quando nacque a Milano ponendosi programmaticamente fuori dal mainstream, che il festival Filmmaker guarda al cinema come nuova frontiera, territorio di nuovi linguaggi e ricerca visiva, che sia con il lavoro di uno dei massimi cineasti viventi come Frederick Wiseman di cui si vedrà City Hall, un film che dal municipio di Boston racconta le istituzioni democratiche americane, o del grande del cinema cinese di Jia Zhangke, o attraverso il "nostro" Luca Guadagnino con il suo autobiografico viaggio in Sicilia durante il lockdown, intitolato Fiori, fiori, fiori! presentato in anteprima alla Mostra di Venezia. Sono alcuni degli autori e dei titoli di Filmmaker 2020, che inizia il 26 novembre e fino al 6 dicembre si può seguire in streaming su MyMovies: "un festival di resistenza", dice il direttore Luca Mosso, "perché è come se non fosse online, abbiamo forzato volutamente soluzioni che sulle piattoforme del web di solito non vanno, a cominciare da un film fluviale, ben quattro ore, come El año del descubrimiento di Luis López Carrasco".

Venezia 77, Guadagnino: "Porto alla Mostra i fiori, il ricordo di mio padre e una primavera mancata"


Molte le scoperte negli oltre 60 film provenienti da 20 Paesi divisi in sette sezioni, a partire dal Concorso internazionale. Una novità interessante di quest'anno è Teatro sconfinato, una sezione che sta proprio sull'intersezione tra teatro e cinema a partire da una produzione del festival, il progetto Transfert per Kamera dove cinque registi hanno documentato cinque spettacoli del festival di Santarcangelo 2020. Decisamente una sorpresa, nelle prospettive di questo incontro teatro-cinema, è Er il documentario che è un omaggio e insieme un atto d'amore del regista Marco Martinelli all'arte di Ermanna Montanari, pilastro e fondatrice con lui del Teatro delle Albe di Ravenna. "Il film nasce dal desiderio di ricambiare il dono che Ermanna mi ha fatto in quarant'anni di vita e teatro insieme", dice Martinelli al suo terzo lavoro nel cinema dove è arrivato nella maturità artistica per "affrontare un linguaggio nuovo ma col bagaglio del teatro".

Ermanna Montanari in 'Er' di Marco Martinelli 

Er raccoglie una serie di flash degli spettacoli delle Albe di cui Ermanna Montanari è stata protagonista dai lontanissimi Ippolito e Cenci dei primi anni Novanta al più recente Pantani, ma ricostruiti in una nuova storia che ha come contrappunto le immagini di Ermanna in marcia nella campagna romagnola mentre si esercita sul testo del Macbeth shakespeariano, "un allenamento che faccio ancora oggi quando preparo uno spettacolo", spiega l'attrice che appena riapriranno i teatri sarà in scena con i due nuovi lavori Madre e l'applaudito Fedeli d'amore e che si dice sorpresa e ammirata di questo omaggio.
"Quella camminata è un'eco del personaggio Er dal mito di Platone come spiego all'inizio del film" aggiunge Martinelli "Er non è solo il modo in cui Ermanna si firma, ma è il guerriero di Platone che scende agli inferi e che tornerà alla vita, racconterà agli uomini quello che ha visto e il destino che li attende. Ecco a me è sembrato che quel mito sia un simbolo del lavoro di Ermanna, il suo errare sempre cercando, quel fare e disfare che è la base del suo lavoro di attrice e che col cinema sono riuscito a documentare".