✕

Kristen Stewart: "Com'è divertente essere gay anche sullo schermo"

L'attrice è protagonista di 'Happiest season', una commedia sentimentale che racconta le vicende di una coppia di ragazze omosessuali
2 minuti di lettura
Kristen Stewart, la celebre Bella Swan della serie Twilight, è protagonista di quella che si candida a diventare la commedia romantica dell'anno, Happiest Season. L'uscita del film era prevista per Natale nei cinema, ma la pandemia ha costretto i distributori ad optare per le piattaforme (presto su Hulu, poi anche in Italia). La particolarità del film, diretto da Clea DuVall, è che si tratta della prima commedia natalizia prodotta da una major (la Sony) imperniata su una coppia di donne gay, o “queer”, come piace dire alla Stewart. E' la storia di Abby (Stewart), laureanda in storia dell'arte, e della sua fidanzata Harper (Mackenzie Davis) che vanno a trascorrere le vacanze di Natale dai genitori di Harper. Abby vuole chiedere in quell'occasione ad Harper di sposarla (contro il parere dell'amico John - il Dan Levy di Schitt's Creek), ma si accorge con orrore che Harper non ha mai fatto coming out coi suoi ricchi genitori, in…
Kristen Stewart, la celebre Bella Swan della serie Twilight, è protagonista di quella che si candida a diventare la commedia romantica dell'anno, Happiest Season. L'uscita del film era prevista per Natale nei cinema, ma la pandemia ha costretto i distributori ad optare per le piattaforme (presto su Hulu, poi anche in Italia). La particolarità del film, diretto da Clea DuVall, è che si tratta della prima commedia natalizia prodotta da una major (la Sony) imperniata su una coppia di donne gay, o “queer”, come piace dire alla Stewart. E' la storia di Abby (Stewart), laureanda in storia dell'arte, e della sua fidanzata Harper (Mackenzie Davis) che vanno a trascorrere le vacanze di Natale dai genitori di Harper. Abby vuole chiedere in quell'occasione ad Harper di sposarla (contro il parere dell'amico John - il Dan Levy di Schitt's Creek), ma si accorge con orrore che Harper non ha mai fatto coming out coi suoi ricchi genitori, interpretati con gusto da Victor Garber e Mary Steenburgen. E non solo: Harper si ostina a far finta che Abby sia semplicemente la sua co-inquilina. La Stewart, dichiaratamente gay, sottolinea con orgoglio il fatto che il film sia stato scritto e diretto da una regista omosessuale, la DuVall, con un attore gay, Levy, e prodotto da una major, la TriStar Pictures, che finalmente abbraccia la sensibilità Lgbtq+, senza costringere  i cineasti a passare per i canali indipendenti. Ne abbiamo parlato con la Stewart, 30 anni compiuto lo scorso aprile, che prossimamente interpreterà la principessa Diana nel film Spencer diretto da Pablo Larrain.

Kristen, com'è riuscita a costruire il personaggio di Abby in maniera così convincente?
"Abby in realtà è Clea, la sua autrice e regista. Clea capisce molto bene sia Abby che Harper, perché in qualche modo le ha vissute tutte e due sulla sua pelle. Ogni volta che sentivo il bisogno di capire qualcosa di più di Abby, non dovevo fare altro che chiedere a lei".

Come pensa reagirà il pubblico di fronte a questa storia d'amore tra due ragazze?
"Bene, non ho dubbi. La ricerca e la realizzazione della propria identità sono temi universali, così come l'accettazione dell'altro. Non solo il coming out, ma anche il Natale e la famiglia tradizionale: tutto converge in questa storia, e l'amore, sinonimo di tolleranza, alla fine vince. Mi fa felice sapere che questi personaggi, dopo tante peripezie, si possano considerare realizzati".


Nel film i genitori vengono descritti come i classici borghesi conformisti che non hanno idea della vera vita della figlia.
"Il bello del nostro film è che è una variazione credibile e commovente della dinamica del coming out, e mostra che ognuno la vive in maniera diversa. Quando io mi sono rivelata ai miei, per esempio, non mi sono affatto preoccupata di come l’avrebbero presa: mi sono inamorata di una ragazza per la prima volta e l’ho detto a tutti. La famiglia di provenienza può pure rappresentare l'archetipo del tradizionalismo, ma questo non significa che non sia capace di comprendere. Non c'è niente di più commovente del padre conservatore che riesce a capire e ad accettare le diverse forme dell'amore. Spero di essere una madre così, quando e se la diventerò".

“Happiest Season” è comunque una commedia: si può affrontare un tema così delicato con toni leggeri?
"Tutto può essere affrontato come commedia. Le cose sono cambiate, e ora possiamo anche ridere sopra quella che fino a pochi decenni fa era una tortura, mi riferisco alla repressione sessuale e all'obbligo di nascondersi".   

Abby propone il matrimonio ad Harper. Le piacerebbe sposarsi?
"Certo. A me piacciono le tradizioni e le dichiarazioni ufficiali di amore, quelle solenni. Allo stesso tempo ho sentimenti ambivalenti sull'ipocrisia del sacramento. Mi sposerei alla mia maniera, senza seguire riti e liturgie. Ma l'impegno di una coppia mi ispira molto".

Il film è ambientato a Natale: come si prepara lei per questa festa?
"Non ho una casa fissa da quando ho 17 anni. Tuttavia vado pazza per l'albero di Natale. Anche se dovessi stare in albergo, a Natale voglio l'albero con palline, lucine e decorazioni. E' l'unico gancio che ho con la mia infanzia. L'albero di Natale mi ricorda chi sono, da dove provengo, tiene insieme tutti i rami della mia esistenza. Quest’anno ovviamente sarà un Natale completamente diverso perché non si può vedere nessuno, ma io andrò a trovare mia mamma. Los Angeles è piena di posti dove poter fare il test per il covid, mi metterò in fila come gli altri e lo farò".