Spettacoli

Cinema, il paradosso dei ristori: aiuti a chi ha già incassato, piccoli distributori in sofferenza

Una scena del film 'Rosa Pietra Stella' 
Il decreto firmato da Franceschini prevede che tra i film usciti in sala possano usufruire del contributo solo quelli che abbiamo incassato almeno 10 mila euro
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Con i cinema chiusi non è a rischio solo la sopravvivenza di molte sale, ma anche di numerose imprese di distribuzione che negli ultimi quattro mesi hanno visto completamente azzerare gli incassi. Proprio per evitare il peggio e sostenere anche il comparto distribuzione, tramite un apposito decreto ministeriale, firmato dal titolare del dicastero dei Beni culturali Dario Franceschini, è stato previsto un apposto fondo con una dotazione di 25 milioni di euro.

Le risorse sono destinate a coprire i danni subiti dalle singole imprese sia per i film già in programmazione che non siano riusciti a completare il proprio sfruttamento sul mercato sala, sia per i film annunciati in uscita che non hanno avuto possibilità di essere proiettati per il forzato spegnimento degli schermi. I contributi previsti per ogni singolo film vengono conteggiati in proporzione alle spese sostenute dalle aziende per il lanciamento, come si dice in gergo, ovvero i costi di doppiaggio, edizione, promozione. Spetterà al ministero verificare la correttezza di conti e procedure.

La filosofia del provvedimento è chiara: indipendentemente dalle dimensioni delle imprese, il solo fatto di essere stati danneggiati dall’emergenza Covid-19 dovrebbe essere l’unico criterio per avere diritto ad un sostegno-ristoro. In realtà non è così: il decreto prevede, infatti, che per i film usciti in sala possano usufruire del contributo solo i titoli che abbiamo incassato una cifra pari ad almeno 10mila euro. Così una serie di film, usciti con un numero limitato di copie che hanno potuto usufruire di una programmazione brevissima a causa del lockdown, risultano conseguentemente esclusi.

Si tratta spesso di film di qualità, apprezzati dalla critica e distribuiti da piccole società, come Vitalina Varela di Pedro Costa, Pardo d’oro al Festival di Locarno 2019, distribuito da Zomia; Sola al mio matrimonio di Marta Bergman, nel listino di Cineclub International; L’apprendistato di Davide Maldi, distribuito da Movieday; Rosa Pietra Stella di Marcello Sannino, distribuito da PFA Films. Nei casi citati, il traguardo dei 10 mila euro non è stato raggiunto proprio a causa della situazione emergenziale, ma le spese sostenute sono state le stesse del livello pre-covid e, di conseguenza, le perdite sono state notevoli in relazione alla dimensione aziendale delle imprese penalizzate.

Questi piccoli distributori finiscono vittime della propria generosità: venendo incontro alle richieste degli esercenti a corto di prodotto, sono usciti con i propri film in un momento complicato, mentre se non fossero approdati in sala potrebbero ora usufruire del ristoro/contributo. Il paradosso è evidente e andrebbe sanato, per evitare che il sostegno previsto finisca per essere appannaggio esclusivamente delle aziende maggiormente consolidate.