In questi mesi già poco allegri, un “cancer movie” non sembra davvero la prima scelta per un paio d’ore d’intrattenimento. Però si può fare un’eccezione per L’amico del cuore (disponibile su Infinity e Amazon Prime): perché alterna i momenti di commozione con tocchi di humour, funziona dal punto di vista psicologico e può assolvere un ruolo – sì – anche un po’ terapeutico. Ma soprattutto perché ci presenta un personaggio inedito, quello del titolo, che vale la pena di conoscere. Andiamo con ordine.
Matthew Teague (è il nome del vero protagonista della storia, che l’ha raccontata nell’articolo L’amico, pubblicato da Esquire) e sua moglie Nicole sono una giovane coppia affiatata con due figlie piccole. Quando a Nicole viene diagnosticato un tumore incurabile alle ovaie, il tracollo è inevitabile. Nel momento più difficile interviene Dane, amico di entrambi (e forse tacitamente innamorato di lei), che rinuncia alla sua vita privata per stare loro accanto. In modo semplice e discreto ma essenziale: curando le piccole incombenze quotidiane, giocando con le bambine, cucinando. Mentre gli altri amici fanno gradualmente il vuoto intorno alla malata e alla sua famiglia, per non condividerne il dolore. La gente giudica Dane un uomo privo di ambizioni (sogna di fare stand-up comedy ma lavora da commesso, è pigro, non ha legami sentimentali) e si chiede perché mai dedichi un anno intero al servizio di Nicole e Matthew. Però il motivo è semplice: l’amicizia.
Quasi sempre i “film di cancro” sono melodrammi moralistici, a volte fino all’insopportabile, dove il malato è una guida spirituale e il superstite, grazie alla malattia dell’altro, diventa una persona migliore. Il tutto nel tentativo di dare un senso alla disgrazia e far tornare i conti. Non è così nel film di Gabriela Cowperthwaite, brava regista di documentari su temi sociali e ambientalisti. Il che può averla favorita nel presentare i fatti con l’occhio del cronista, insolitamente preciso (per un film del genere) nel cogliere i dettagli: almeno fino alle scene finali, dove scivola un po’ nel patetico. Ma non troppo. E’ vero che il film perde a tratti di ritmo a causa della dislocazione temporale, che alterna momenti precedenti e successivi alla diagnosi. Tuttavia diverse scene si discostano dalle convenzioni del filone: come i momenti d’ira della coppia dovuti allo stress, gli scatti di aggressività di Matthew e Nicole contro l’amico samaritano, o un episodio di infedeltà coniugale.
Però è Dane il vero valore aggiunto. Evitando con cura di ritrarlo come un angelo, L’amico del cuore ne trattegia bene l’umanità sotto le apparenze del maturo bamboccione, rivelandoti poco a poco che è proprio lui il personaggio più dotato di carattere. Deliziose, poi, le scene in cui il giovanottone interagisce con le due bambine. Al risultato contribuisce in modo determinante la scelta di Jason Segel, attore di commedie appartenente alla scuderia di Judd Apatow. Se lo fiancheggiano bene i più noti Dakota Johnson (che prende le distanze dalla serie delle 50 sfumature) e Casey Affleck (recidivo come vedovo inconsolabile da Manchester by the Sea), è lui il protagonista del film.