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Anne Hathaway in 'Locked Down': "Un colpo grosso per battere il virus"

L'attrice è protagonista con Chiwetel Ejiofor della prima commedia inglese scritta e girata in pandemia. Dal 16 aprile sulle piattaforme. Vuoi essere ricevere The dreamers, la newsletter dedicata al cinema ogni giovedì nella casella di posta elettronica dei nostri abbonati? Clicca qui
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Un cast di tutto rispetto - Anne Hathaway, Chiwetel Ejiofor, Ben Stiller, Ben Kingsley - un regista dalla carriera fortunata, Doug Liman (The Bourne Supremacy, The Bourne Identity, Mr & Mrs Smith), diciotto giorni di riprese: è il primo film britannico di una certa importanza scritto e girato durante la pandemia. Che proprio di quello racconta, già dal titolo, Locked Down, e poi per la storia, che curiosamente evoca in parte quella di Lockdown all'italiana di Enrico Vanzina, uscito lo scorso anno, in cui due coppie, Martina Stella con Ricky Memphis e Paola Minaccioni con Ezio Greggio, sul punto di separarsi, si vedono costrette alla convivenza forzata dall'incombere delle zone rosse. Qui la coppia è formata da Hathaway e Ejiofor, anche loro stanno per separarsi, l'esplosione del virus li costringe a restare insieme in casa in una Londra deserta. Crisi e dissapori, finché lui non viene ingaggiato dall'azienda di lei che si occupa di trasf…

Un cast di tutto rispetto - Anne Hathaway, Chiwetel Ejiofor, Ben Stiller, Ben Kingsley - un regista dalla carriera fortunata, Doug Liman (The Bourne Supremacy, The Bourne Identity, Mr & Mrs Smith), diciotto giorni di riprese: è il primo film britannico di una certa importanza scritto e girato durante la pandemia. Che proprio di quello racconta, già dal titolo, Locked Down, e poi per la storia, che curiosamente evoca in parte quella di Lockdown all'italiana di Enrico Vanzina, uscito lo scorso anno, in cui due coppie, Martina Stella con Ricky Memphis e Paola Minaccioni con Ezio Greggio, sul punto di separarsi, si vedono costrette alla convivenza forzata dall'incombere delle zone rosse. Qui la coppia è formata da Hathaway e Ejiofor, anche loro stanno per separarsi, l'esplosione del virus li costringe a restare insieme in casa in una Londra deserta. Crisi e dissapori, finché lui non viene ingaggiato dall'azienda di lei che si occupa di trasferimento e consegna di pietre preziose. Ed ecco l'idea: tentare il colpo grosso con una rapina da Harrods. Da venerdì 16 aprile Locked Down sarà su tutte le principali piattaforme.

'Locked Down', commedia e pandemia con Anne Hathaway - trailer


"È il film più bizzarro che abbia mai girato e una sfida, perché ci ha portati sul set in un momento tremendo, all'inizio della pandemia, quando eravamo tutti terrorizzati" racconta Ejiofor, 43 anni, una carriera già lunga e una nomination all'Oscar per 12 anni schiavo; "ci sono due soli personaggi, è girato quasi tutto in una casa, molto teatrale e un po' action, fosse solo per il rischio che si correva: in quei mesi bastava uscire per fare la spesa per sentirsi eroi". La casa della coppia è un appartamento di Clapham, sudovest di Londra, poi ci sono i grandi magazzini Harrods che hanno consentito l'accesso anche ai sotterranei. "Le riprese sono state un po' guerrilla style, meno di tre settimane, questo in parte ha inciso sulla forma del film - continua Ejiofor - quando devi portare a casa pagine e pagine di copione in un solo giorno sei costretto a cambiare stile di regia e recitazione. Ma è stato una boccata d'ossigeno, non uno di quei film che giri con i tempi dilatati: come una rapina, toccata e fuga".

Ejiofor era già a Londra, la sua città, più complicato è stato per Anne Hathaway raggiungere la capitale britannica dalla sua New York. "Il viaggio è stato un'avventura - dice l'attrice, 38 anni, Oscar nel 2013 come migliore non protagonista per I miserabili - ma ero sostenuta dal desiderio di lavorare dopo mesi di inattività. Era settembre, cominciavo a rassegnarmi, ormai il 2020 era andato, non avrei più lavorato. Un giorno giocando con mio figlio lascio il telefono in un'altra stanza, quando lo riprendo trovo diciannove chiamate del mio agente. Mi dice "c'è un progetto buono ma un po' folle, 90 pagine di sceneggiatura, fra nove giorni devi essere a Londra e girare per un mese". Ho letto il copione in un'ora, dopo mezz'ora di colloquio con il regista su Zoom ho accettato la proposta. Nove giorni dopo ero in Inghilterra, sei giorni dopo ero sul set, un mese dopo ero a casa".


Tempi strizzati a causa dell'applicazione dei protocolli Covid, ma non essendo una produzione "major" come quella del nuovo Mission Impossible, girato in parte in Italia la scorsa estate - ostinatamente voluto da Tom Cruise - è stato tutto più semplice. "Pochi ambienti, una troupe ridotta al minimo, niente comparse o figuranti" spiega Hathaway, "credo che il cinema indipendente e a basso budget trarrà giovamento dai nuovi protocolli: verrà data importanza agli autori, al talento, alle idee originali che non richiedono effetti speciali e squadre di tecnici. Un cinema snello, immediato. In questo senso Locked Down è, a suo modo, una piccola avanguardia".