Peter Jackson riporta i Beatles al cinema: in agosto arriva 'Get Back'
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteLa data ormai è certa: il 27 agosto prossimo, con un ritardo di un anno rispetto alla data originale, il documentario di Peter Jackson The Beatles: Get Back arriverà ufficialmente nelle sale cinematografiche americane e dopo poco in quelle di tutto il mondo. Firmato dal grande regista (tre Oscar nel 2004 per Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re) avrebbe dovuto essere presentato nel settembre del 2020, ma la pandemia ha costretto la Disney, casa di produzione del film, a rivedere i piani e a spostare l’uscita.
Jackson ha lavorato alcuni anni al progetto e ha realizzato, come lui stesso ha sottolineato, “qualcosa di diverso dal classico documentario rock”, con un approccio “da mosca sul muro”, per mostrare quello che nessuno ha mai visto dei Beatles: momenti intimi, musicali, delle session nelle quali John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, nel gennaio del 1969, registravano sostanzialmente due album, Let it b…
La data ormai è certa: il 27 agosto prossimo, con un ritardo di un anno rispetto alla data originale, il documentario di Peter Jackson The Beatles: Get Back arriverà ufficialmente nelle sale cinematografiche americane e dopo poco in quelle di tutto il mondo. Firmato dal grande regista (tre Oscar nel 2004 per Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re) avrebbe dovuto essere presentato nel settembre del 2020, ma la pandemia ha costretto la Disney, casa di produzione del film, a rivedere i piani e a spostare l’uscita.
Jackson ha lavorato alcuni anni al progetto e ha realizzato, come lui stesso ha sottolineato, “qualcosa di diverso dal classico documentario rock”, con un approccio “da mosca sul muro”, per mostrare quello che nessuno ha mai visto dei Beatles: momenti intimi, musicali, delle session nelle quali John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, nel gennaio del 1969, registravano sostanzialmente due album, Let it be e Abbey Road, 14 nuove canzoni che avrebbero segnato la fine della loro leggendaria storia, spezzoni che nelle intenzioni del regista dovrebbero “accendere una nuova luce sulla fase finale dell’avventura dei Fab Four”.
I materiali sono stati tratti non solo da quelli già noti girati da Michael Lindsay-Hogg per il film Let it be (che vinse l’Oscar per la migliore colonna sonora nel 1971), ma da oltre sessanta ore di materiale mai visto prima. Secondo la Disney questo prezioso repertorio, accuratamente restaurato, è stato messo insieme a oltre 150 ore di registrazioni audio, canzoni, conversazioni, prove, improvvisazioni, compresa la registrazione completa (mai vista prima nella sua interezza) del concerto che la band tenne sul tetto degli uffici della Apple in Savile Row a Londra nel gennaio del 1969. Il cosiddetto “Rooftop Concert”, l’ultima esibizione dal vivo del quartetto e la prima dal 1966, quando i quattro decisero di non suonare più in concerto, sarà uno dei punti di forza del film, con le immagini restaurate da Jackson usando le stesse tecnologie che ha sfruttato per il suo documentario They shall not grow old che nel 2018 raccontava i “ragazzi” britannici della Prima guerra mondiale utilizzando filmati vecchi di cento anni trasformati, ricolorati, digitalizzati, convertiti in qualità 4K.
Ma oltre alla musica sarà la storia della fine dei Beatles a rendere il film particolarmente interessante anche perché, come ha detto Jackson in diverse interviste, mentre per anni abbiamo pensato a quei giorni come giorni di tensione e dramma tra i quattro amici, il regista ha trovato nel materiale che ha avuto a disposizione “divertimento, creatività, amicizia, qualche momento di tensione ma nulla che faccia pensare che i Beatles fossero meno che contenti di lavorare insieme, creando canzoni meravigliose partendo dal nulla”.