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Kevin Spacey in Italia, il produttore Louis Nero: 'Non sarà un film sulla pedofilia'

L'attore americano arriverà a Torino in questi giorni per le riprese di 'L'uomo che disegnò dio', diretto e interpretato da Franco Nero. È il primo ruolo dal ritiro dell'attore, nel 2017, per le accuse di molestie sessuali
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Kevin Spacey sta arrivando a Torino in questi giorni per girare un film con Franco Nero che, a differenza delle notizie che circolano sui social di tutto il mondo, non riguarderà la pedofilia. Lo smentisce Louis Nero, il produttore del film (finanziato tra gli altri da Piemonte film commission e Mibact). Il film L'uomo che disegnò dio, diretto e interpretato da Franco Nero (con le scenografie di Gianni Quaranta), segnerà il ritorno sul set per l'attore americano, premiato con due Oscar, uscito di scena dal 2017 dopo le accuse di molestie sessuali e vari procedimenti in corso.
 
Qual è la storia del film?
"È tratto da una stora vera, accaduta negli anni 50 a Torino. C'era un insegnante dell'Accademia di Belle Arti che dopo un incidente è diventato cieco, e riusciva semplicemente, sentendo la voce delle persone che aveva davanti, a farne un ritratto con la plastilina. A scoprire la storia &eg…
Kevin Spacey sta arrivando a Torino in questi giorni per girare un film con Franco Nero che, a differenza delle notizie che circolano sui social di tutto il mondo, non riguarderà la pedofilia. Lo smentisce Louis Nero, il produttore del film (finanziato tra gli altri da Piemonte film commission e Mibact). Il film L'uomo che disegnò dio, diretto e interpretato da Franco Nero (con le scenografie di Gianni Quaranta), segnerà il ritorno sul set per l'attore americano, premiato con due Oscar, uscito di scena dal 2017 dopo le accuse di molestie sessuali e vari procedimenti in corso.
 
Qual è la storia del film?
"È tratto da una stora vera, accaduta negli anni 50 a Torino. C'era un insegnante dell'Accademia di Belle Arti che dopo un incidente è diventato cieco, e riusciva semplicemente, sentendo la voce delle persone che aveva davanti, a farne un ritratto con la plastilina. A scoprire la storia è stato, sui giornali d'epoca, l'autore del soggetto, Eugenio Masciari. Il protagonista è Emanuele Assuero, personaggio che ha un nome di tradizione ebraica. Si trova a dover accogliere a casa sua una mamma insieme alla sua piccola, in fuga dalla guerra d'Africa. Nasce un affetto nei confronti delle due donne, specie verso la bimba che considera una nipotina. Questo rapporto cambierà in positivo la sua prospettiva sul mondo. Questo il nucleo della storia. Franco Nero interpreta Emanuele. Il set è pronto, stiamo per iniziare. Gireremo a Torino, fino a fine giugno, inizio luglio. Il film lo giriamo in italiano, per scelta di Franco".
 
Com'è nata l'idea di contattare Spacey?
"Entrambi, Franco e io, lo conosciamo. Kevin ha un grande rispetto per Franco. Gli abbiamo inviato la sceneggiatura e il progetto gli è piaciuto tantissimo, ha detto 'Franco sono a tua disposizione'. Interpreterà il ruolo di un detective - un personaggio che c'è per tutta la durata del film -  che indaga su un caso, una serie di fatti intorno alla famiglia principale. Ma che non hanno nulla a che fare con la pedofilia: chi ha messo in giro queste voci è qualcuno che non ama Spacey, peraltro senza interpellarci prima. Non abbiamo nemmeno fatto in tempo a diramare un comunicato stampa. È un film sull'incontro di anime, tra persone che arrivano da parti del mondo completamente diverse. Un film drammatico con qualche venatura thriller. Ma ci sono anche delle parti comiche, ad esempio un irresistibile duetto fra Franco Nero e Massimo Ranieri, che interpreta un mendicante. Hanno già fatto le prove. Nel cast c'è anche Stefania Rocca, che interpreta Pamela, l'assistente sociale che introduce madre e figlia al personaggio di Emanuele. Poi l'americano Robert Davi. Alcuni attori stanno studiando il doppio copione, in inglese e italiano e magari avremo qualche sorpresa, se il risultato sarà buono anche gli stranieri reciteranno nella nostra lingua".
 
Perché avete contattato Kevin Spacey?
"Semplice, è uno dei più grandi attori del mondo. A parte tutti i problemi di cui non vogliamo discutere perché non ne conosciamo la natura, resta uno dei più grandi attori".
 
Già sui media sono partite le speculazioni. Le avevate messe in conto? 
"Non ci aspettavamo fino a questo punto. Abbiamo pensato solo che è un grandissimo attore conosciuto in tutto il mondo. Sono stati quelli che non gli vogliono bene a fare tutto questo pandemonio. Noi non abbiamo neanche fatto il comunicato stampa. Kevin è felice di lavorare con Franco, si conoscono da anni, spesso Nero andava al teatro Old Vic  a vedere i suoi lavori. Kevin Spacey vive per la recitazione ed è con grandissima gioia che torna sul set, privarlo del suo lavoro è come togliergli la vita. È entusiasta di arrivare  a Torino, lavorare nei luoghi più belli della città.  E come tutti gli americani mi ha chiesto dove andare a mangiare, adora la nostra cucina".
 
Sarà un set sotto assalto, sul fronte mediatico.
"Speriamo di riuscire a blindare le riprese. Prenderemo tutte le cautele necessarie".