Se bastasse un solo aggettivo a descrivere Alida Valli, di cui il 31 maggio cade il centenario della nascita, sarebbe "inconfondibile". Inconfondibili i suoi grandi occhi chiari, inconfondibile il suo sorriso venato di malinconia, inconfondibile perfino la voce. Eppure in sessantacinque anni di carriera Alida Maria Altenburger von Marckenstein und Frauenberg, in arte Alida Valli, ha dato vita al più vario e versatile dei repertori d'attrice: aristocratiche e popolane, eroine da romanzo, donne buone e donne cattive, vittime e carnefici. Per semplicità, si possono distinguere tre fasi cronologiche. Esordiente a quindici anni, nei cinque che seguirono Alida partecipò, spesso da protagonista, a una decina di film autarchici di successo popolare. La svolta arrivò nel 1941 con Piccolo mondo antico; dove, appena ventenne, interpretò un personaggio più grande della sua età. Nella seconda fase della carriera, la bellezza misteriosa e un po' altera la consegnò anzitempo a character di donna "adulta": nel periodo hollywoodiano (Il caso Paradine) come nel capolavoro di Luchino Visconti Senso. Comincerà a essere contesa dai più grandi registi italiani del dopoguerra: Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci. Passata la boa della cinquantina, Alida vestì spesso ruoli materni e spaziò dal cinema horror (con Mario Bava e Dario Argento) al comico (Berlinguer ti voglio bene), alternati a commedie e lussuose apparizioni brevi in film d'autore (Novecento). Chi voglia sapere di più della sua carriera e della sua (spesso travagliata) vita privata può guardarsi il bel documentario di Mimmo Verdesca Alida, selezionato l'anno scorso dal Festival di Cannes, presentato in anteprima alla Festa di Roma e disponibile su RaiPlay. Di seguito proponiamo una selezione di 10 film scelti tra gli imperdibili e i più significativi della grande attrice.
Alla Festa di Roma il doc su Alida Valli: dai diari dell'attrice il ritratto di un'antidiva
ORE 9: LEZIONE DI CHIMICA (1941) di Mario Mattoli
Successo della "commedia collegiale", filone collaterale del cosiddetto cinema dei telefoni bianchi, dove Alida è Anna, studentessa del collegio femminile di Valfiorita innamorata (come tutte le compagne) del professore di chimica. Intonato a una trasgressività all'acqua di rose, con un sottotesto sessuale più ardito di quanto usasse all'epoca.
PICCOLO MONDO ANTICO (1941) di Mario Soldati
Nello stesso anno l'attrice interpreta un personaggio di tutt'altro tenore nell'adattamento del romanzo di Fogazzaro, tra i film di punta della tendenza "calligrafica" del cinema di regime. Moglie di un nobile osteggiata dalla famiglia del marito per motivi di classe, Luisa perde la figlioletta Ombretta e, sentendosene colpevole, cade nella disperazione. L'interpretazione della giovanissima attrice è già di alto livello.
IL CASO PARADINE (1947) di Alfred Hitchcock
Il film migliore interpretato dalla Valli a Hollywood, dove era sotto contratto col tirannico produttore Selznick (e dove diventò semplicemente "Valli"). Accusata dell'omicidio del marito, Maddalena Paradine è una sfinge imperscrutabile e affascinante, di cui l'avvocato difensore Gregory Peck s'innamora senza scampo.
IL TERZO UOMO (1949) di Carol Reed
Ancora un ritratto di donna infelice in un classico del cinema noir, dove ebbe come partner Orson Welles e Joseph Cotten. Nella Vienna del secondo dopoguerra, Anna Schmidt è l'amante di un trafficante di medicinali (il primo) della quale s'innamora il protagonista (il secondo). Celebre la scena d'epilogo, con la Valli che percorre tristemente un lungo viale alberato.
SIAMO DONNE (1953) episodio di Gianni Franciolini
In questo film corale, con quattro star italiane nella parte di sé stesse, Alida interpreta il secondo episodio. Diva annoiata, è tentata di far innamorare di sé il fidanzato della sua cameriera, conducente di treni. Ma rinuncia e torna alla propria solitudine dorata, col rimpianto di non aver scelto una vita più semplice.
Alida Valli, immagini di una grande carriera
Dagli esordi a 'Senso' di Luchino Visconti e 'Strategia del ragno' di Bernardo Bertolucci fino al teatro, alcuni scatti dei lavori dell'attrice (1921-2006), che il 31 maggio avrebbe compiuto 100 anni
SENSO (1954) di Luchino Visconti
Al culmine della bellezza e del talento, Alida impersona l'indimenticabile Livia Serpieri, nobile veneziana che s'innamora perdutamente dell'arrogante tenente austriaco Franz Mahler: abbassandosi a tradire prima la causa dell'indipendenza italiana poi, per gelosia, a denunciare l'amante. Nella ricostruzione storica di Visconti è fondamentale il colore; che, nelle vesti di Livia, ne echeggia gli stati d'animo.
IL GRIDO (1957) di Michelangelo Antonioni
Con perfetta naturalezza, la Valli passa a un ruolo di donna del popolo (come pure nella Grande strada azzurra, dello stesso anno): Irma, che lascia il compagno, l'operaio Aldo, per un altro uomo. Centrale la scena in cui Aldo la prende a schiaffi in pubblico: lei reagisce con fierezza e dignità, comunicandogli che la sua decisione è irreversibile. A soli trentasei anni, Alida interpreta una donna attraente ma già segnata dalla vita.
L'INVERNO TI FARA' TORNARE (1961) di Henri Colpi
Benché sceneggiato da Marguerite Duras e vincitore della Palma d'oro a Cannes, uno dei film meno noti dell'attrice; la quale, però, lo valorizza con una delle sue più grandi interpretazioni. Padrona di un bar, Thérèse Langlois si convince che un vagabondo senza memoria sia il marito dato per disperso in Germania.
Alida Valli, dieci anni senza la malinconica diva di Visconti e Soldati
Dal 22 al 24 aprile una retrospettiva organizzata dalla Cineteca nazionale con i film di Soldati, Antonioni Visconti, i fratelli Bertolucci, Pasolini e Giordana. A dieci anni esatti dalla scomparsa della diva bellissima e malinconica un'occasione per rivedere alcuni dei suoi indimenticabili film: 'Piccolo mondo antico' di Mario Soldati, 'Eugenia Grandet' di Mario Soldati, 'Il terzo uomo' di Carol Reed, 'Senso' di Luchino Visconti, 'Il grido' di Michelangelo Antonioni, 'Edipo re' di Pier Paolo Pasolini, 'La strategia del ragno' di Bernardo Bertolucci, 'Berlinguer ti voglio bene' di Giuseppe Bertolucci, 'La caduta degli angeli ribelli' di Marco Tullio Giordana. Classe 1921, Alida Maria Laura Altenburger, baronessa von Marckenstein und Frauenberg, in arte Alida Valli, è nata a Pola. Dopo aver frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia, esordisce ancora adolescente nel cinema dei "telefoni bianchi", con lo pseudonimo di Alida Valli. Pare che il nome sia stato scelto consultando a caso l'elenco telefonico. Il grande successo di critica arriva con la trasposizione cinematografica di Mario Soldati del celebre romanzo di Antonio Fogazzaro. Nel dopoguerra tenta la strada del divismo internazionale: viene diretta da Alfred Hitchcock per 'Il caso Paradine' (1947) e da Carol Reed per 'Il terzo uomo' (1949). Altera, dai modi aristocratici, dotata di una notevole sensibilità interpretativa e di una bellezza malinconica e sofisticata, Alida Valli ci regala una sofferta e indimenticabile interpretazione della contessa Serpieri in 'Senso' (1954) di Luchino Visconti, elegante e cupo melodramma in costume che rappresenta un'occasione fondamentale per la sua carriera artistica. Dopo Senso, l'attrice avrà modo di essere diretta da grandi maestri del cinema italiano, come Michelangelo Antonioni, Gillo Pontecorvo, Franco Brusati, Pier Paolo Pasolini, Valerio Zurlini, Bernardo Bertolucci. Contestualmente affianca alla sua intensa attività cinematografica il teatro, che le dà modo di raffinare le notevoli capacità espressive. Nel 1997 riceve un Leone d'oro al Festival di Venezia, meritato riconoscimento per un'attrice dotata di uno straordinario talento e di una qualità davvero rara nelle dive nostrane: la classe.
STRATEGIA DEL RAGNO (1970) di Bernardo Bertolucci
Altro personaggio indimenticabile quello di Draifa, nel film che Bertolucci trasse da un racconto di Borges. Il figlio di un presunto eroe della Resistenza arriva in un paese della Bassa padana per indagare sulla fine del padre. Ma la donna, che ne era stata l'amante, mette in crisi le sue convinzioni.
BERLINGUER TI VOGLIO BENE (1976) di Giuseppe Bertolucci
Se mai un'attrice abbia recitato a contro-ruolo in un film, questa è Alida Valli. Che qui interpreta l'ingombrante mamma dell'edipico e complessato Mario Cioni (Roberto Benigni), scompigliando i tratti aristocratici con un trucco da vecchia befana. E, in una scena intrascrivibile, racconta al rampollo una "fiaba" che è un capolavoro di oscenità e turpiloquio.