Candice Bergen: "Improvvisare sul set è la mia nuova sfida"
di Silvia Bizio , di Silvia BizioAi tempi della nuova Hollywood, all'alba degli anni 70, era una autentica diva grazie soprattutto a un western cult come Soldato blu. A 75 anni, Candice Bergen torna al cinema con Let Them All Talk (Lasciali parlare) di Steven Soderbergh, appena uscito sulle piattaforme. Recita il ruolo di Roberta, amica e “confidente” del personaggio recitato da Meryl Streep durante il viaggio che tre amiche (l'altra è Dianne Wiest) intraprendono sul transatlantico Queen Mary II da New York in Inghilterra. Un viaggio affrontato su una vera nave transoceanica, sulla quale Soderbergh ha realizzato il film utilizzando i passeggeri “regolari” come comparse, figuranti, sfondi.
Ai tempi della nuova Hollywood, all'alba degli anni 70, era una autentica diva grazie soprattutto a un western cult come Soldato blu. A 75 anni, Candice Bergen torna al cinema con Let Them All Talk (Lasciali parlare) di Steven Soderbergh, appena uscito sulle piattaforme. Recita il ruolo di Roberta, amica e “confidente” del personaggio recitato da Meryl Streep durante il viaggio che tre amiche (l'altra è Dianne Wiest) intraprendono sul transatlantico Queen Mary II da New York in Inghilterra. Un viaggio affrontato su una vera nave transoceanica, sulla quale Soderbergh ha realizzato il film utilizzando i passeggeri “regolari” come comparse, figuranti, sfondi.
Nata a Los Angeles nel 1946, ex modella, celebre al cinema soprattutto negli anni 70 (tra i suoi film più celebri Conoscenza carnale e Starting Over), Candice Bergen ha conosciuto una stagione di enorme successo in tv tra il 1988 e il 1998 grazie alla premiatissima serie Murphy Brown, in cui vestiva i panni dell'omonima giornalista televisiva smaliziata e molto poco politically correct. E' figlia d'arte: il padre era il ventriloquo Edgar Bergen, che agli albori della televisione americana godette di grande popolarità: la madre era invece la modella Frances Bergen. E' stata sposata per 15 anni al regista francese Louis Malle, morto nel 1995. Fu un duro colpo per lei, che poi si è risposata nel 2000 con Marshall Rose. Ha preso parte a Sex and the City, nei panni della direttrice di Vogue, e poi è stata la conduttrice di un talk-show tutto suo su Oxygen intitolato Exhale with Candice Bergen (2000-01). Al cinema ha recitato in Miss Congeniality (2000) accanto a Sandra Bullock, e in altri film di successo come Sweet Home Alabama (2002) con Reese Whiterspoon e A View from the Top (2003), e più recentemente Home Again e Book Club.
Candice, eravate dunque davvero a bordo della Queen Mary II, durante un viaggio vero tra passeggeri paganti. Com'è stato?
"Sì, era un vero transatlantico, una nave meravigliosa, elegantissima, ed era quello il concetto centrale di Soderbergh per il progetto: girare tutto in tempo reale in ambiente reale. E' stato subito prima del lockdown per il Covid. Non è una nave da crociera, di quelle che si fermano da porto a porto con tiki bar e gruppi reggae. Questa è una nave che per sette giorni naviga e basta, da New York all'Inghilterra e viceversa".
La nave, le colleghe Meryl Streep e Dianne Wiest e molti dialoghi improvvisati. Un'avventura nuova per lei?
"Totalmente. Un film quasi sperimentale. La traversata è durata sei giorni, e abbiamo girato due giorni a New York prima di imbarcarci e due giorni in Inghilterra dopo lo sbarco. Dieci giorni in tutto per un lungometraggio. Mai fatta prima una cosa del genere. Una volta sulla nave non abbiamo mai smesso di lavorare, tipo dalle nove del mattino alle dieci di sera non stop. Perché Steven Soderbergh gira con una cinepresa a mano e con steady-cam, e cerca di tirare fuori tutto quello che può e che è disponibile al momento, dalle luci ai rumori alle persone sullo sfondo. Non dovevamo cioè aspettare che piazzassero le luci, era un filmare praticamente costante. Il film è stato praticamente costruito in sala di montaggio. E' stata un'esperienza fantastica. Non credevo di poterla fare a 75 anni suonati!"
Soderbergh le ha chiesto dunque di improvvisare: era abituata a questo tipo di recitazione?
"Per niente. E' stata una sfida. Steven mi aveva mandato un paragrafo sul mio personaggio scritto dalla sceneggiatrice Deborah Eisenberg; nello script si evinceva che era cresciuta in povertà in Texas, suo padre era un operaio ai pozzi di petrolio e vivevano nel Texas del sud-est, e Deborah aveva un serpente come animaletto domestico. Tutto qua. Allora sono andata in Texas dove un mio vecchio amico mi ha portata in giro tra i pozzi di petrolio e così ho imparato qualcosa di quel lavoro pericoloso e della storia dei tanti operai che spesso ci hanno rimesso la vita per la ricchezza altrui. E ho costruito poco a poco il personaggio di Roberta. Soderbergh mi ha dato la libertà di farlo. E l'improvvisazione piano piano è diventata naturale, organica. Se poi “giochi” con due geni come la Streep e la Wiest, tutto diventa più semplice".
Lei ha scritto e pubblicato 'A Fine Romance', un romanzo autobiografico: avrà un seguito?
"No, perché basta cose su di me, è stato fin troppo. Le uniche cose che scrivo adesso sono poesie per bambini: sono diventata nonna lo scorso anno del mio nipotino Arthur Louis, figlio di Chloe (la figlia avuta da Malle, ndr). Ho scritto un poema per lui, su un mostro molto dolce che vive in una laguna sulla mia proprietà. Una specie di piccolo, adorabile Shreck".
Il cinema e la recitazione davvero la stimolano ancora?
"Un film come Let Them All Talk sì, perché è qualcosa che non avevo mai fatto prima, e anche alla mia tenera età le cose nuove non smettono mai di incuriosire".