Indiana Jones, i 40 anni dell'antieroe pop che ha rivoluzionato i generi
di Roberto Nepoti , di Roberto NepotiNei primi tre minuti dei Predatori dell'Arca perduta lo si vede, con mirabile effetto ritardato, soltanto di spalle: giacca di pelle, cappello fedora, frusta appesa al fianco. Poi, minacciato da una pistola, fa scoccare la frusta e avanza alla luce, fino al primo piano del viso di Harrison Ford. Mai entrata in scena fu più efficace: un mito era nato. Né varrà a demolirlo la strampalata accusa di pedofilia (fonte huffpost.com del 9 giugno), basata su una frase del personaggio di Marian e da qualcuno presa alla lettera con scarso senso del ridicolo: "Ero una bambina! Ero innamorata! Era sbagliato e tu lo sapevi".
Nei primi tre minuti dei Predatori dell'Arca perduta lo si vede, con mirabile effetto ritardato, soltanto di spalle: giacca di pelle, cappello fedora, frusta appesa al fianco. Poi, minacciato da una pistola, fa scoccare la frusta e avanza alla luce, fino al primo piano del viso di Harrison Ford. Mai entrata in scena fu più efficace: un mito era nato. Né varrà a demolirlo la strampalata accusa di pedofilia (fonte huffpost.com del 9 giugno), basata su una frase del personaggio di Marian e da qualcuno presa alla lettera con scarso senso del ridicolo: "Ero una bambina! Ero innamorata! Era sbagliato e tu lo sapevi".
Prima di esso i kolossal appartenevano ancora a un "genere" ed erano destinati a pubblici differenziati secondo l'età. Indy, invece, teneva incollato un mix di generi diversi: dalle avventure esotiche, incluse quelle disegnate da Carl Barks per Paperino, al film di guerra (l'archeologo con la frusta è nemico acerrimo dei nazisti), dal romanzo sentimentale all'horror (gli episodi con i ragni letali, gli ossari, le cripte, le mummie...). Discorso analogo per il tono narrativo, che alterna disinvoltamente dramma, suspense e humour come mai era successo prima. Insomma Steven Spielberg, sagace uomo d'affari oltreché ottimo regista, mira ad acchiappare quanti più pubblici sia possibile: e ci riesce. La saga di Indiana Jones si propone come trasversale alle età degli spettatori, facendo contenti (magari con qualche piccolo brivido per i più giovani) un po' tutti. L'altra fondamentale innovazione sono gli effetti speciali che - piacciano o meno - diventano la garanzia di spettacolarità conclamata per i decenni a venire. Anche quelli esistevano già, come è ovvio; a partire dalle Guerre stellari di George Lucas, amico e sodale di Spielberg e vero ispiratore, produttore e sceneggiatore della saga di Indy, di cui lasciò la regia a Steven.