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Festival di Giffoni, si riparte: "I ragazzini salveranno il cinema"

Parla Claudio Gubitosi, fondatore e direttore della manifestazione dedicata ai giovanissimi. Un successo che va avanti da cinquant'anni
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I ragazzi di Giffoni ripartono da Bergamo. La presentazione della rassegna di cinema che mette al centro i piccoli giurati sarà, l'8 luglio, nella città simbolo della pandemia. "Avevo dapprima deciso Pompei, per far immergere in un viaggio nel tempo i giffoners, ma d'un tratto ho capito che dovevamo essere a Bergamo" racconta il direttore e fondatore del festival Claudio Gubitosi. "Conosco bene il sindaco Giorgi Gori, ho tanti amici in città e una nostra ambasciatrice. Non ci può essere ripartenza migliore, dell'Italia e della cultura, che in una città e una regione divenuti simbolo di un Paese pronto a condividere dolori e gioie".

Lo slogan di quest'anno sarà "Un grido di felicità", "sperando l'anno prossimo di fare "Un grido di libertà". Porteremo venti ragazzi, uno per ogni regione, a rappresentare il nostro abbraccio a Bergamo". Con questa edizione (21-31 …

I ragazzi di Giffoni ripartono da Bergamo. La presentazione della rassegna di cinema che mette al centro i piccoli giurati sarà, l'8 luglio, nella città simbolo della pandemia. "Avevo dapprima deciso Pompei, per far immergere in un viaggio nel tempo i giffoners, ma d'un tratto ho capito che dovevamo essere a Bergamo" racconta il direttore e fondatore del festival Claudio Gubitosi. "Conosco bene il sindaco Giorgi Gori, ho tanti amici in città e una nostra ambasciatrice. Non ci può essere ripartenza migliore, dell'Italia e della cultura, che in una città e una regione divenuti simbolo di un Paese pronto a condividere dolori e gioie".

Lo slogan di quest'anno sarà "Un grido di felicità", "sperando l'anno prossimo di fare "Un grido di libertà". Porteremo venti ragazzi, uno per ogni regione, a rappresentare il nostro abbraccio a Bergamo". Con questa edizione (21-31 luglio) il festival compie 51 anni ma si chiama Giffoni 50 Plus, perché il mezzo secolo lo scorso anno non si è potuto festeggiare davvero, anche se Giffoni è stato tra i primi eventi a svolgersi in persona. Da 50 anni i ragazzini di tutto il mondo si radunano, a migliaia, nella cittadina campana per nutrirsi di cinema e incontri con registi, autori, attori. Proiezioni e dibattiti, conferenze, recensioni, un'educazione alla cultura del grande schermo che si apre alla musica e alle altre forme d'arte.

Richard Gere premiato al Festival lo scorso anno 

Ci sono tantissime generazioni di giovani che si sono formate a Giffoni, tornando anno dopo anno, ritrovando i compagni. E molti ospiti si sono alternati sul palco, a partire da Francois Truffaut per il quale "di tutti i festival di cinema, Giffoni è il più necessario". L'edizione 50 Plus segna un ritorno alla normalità "con tutte le misure di sicurezza possibili, certo, ma ci saranno di nuovo i concerti ed è prevista la presenza di 70 artisti e 150 film. È presto per fare nomi ma mi piace dire che torneranno Ferzan Ozpetek e Erri De Luca. L'idea è che ci si possa tornare a riappropriare dei propri spazi e della propria vita".

Quest'anno i ragazzi saranno 2500, dall'Italia e dall'Europa, altri 200 seguiranno in collegamento grazie a 50 hub nazionali e 20 internazionali. Sale ampliate e più tecnologiche, anche sul fronte della sicurezza sanitaria. "A ottobre compio settant'anni e non potrei festeggiarli in modo più felice. Ho immaginato il festival che non ne avevo venti. Sembrava un'impresa impossibile, siamo andati avanti e cresciuti con la volontà e l'amore. Ho incontrato i 200 rappresentanti di 100 festival d'Italia che sono venuti qui a Giffoni, una comunità che ha avuto l'occasione di riunirsi e scambiarsi sogni e difficoltà. È la vittoria delle periferie. Anche le grandi città avranno bisogno di attingere a queste forze. Una rivoluzione culturale che parte dal basso: le realtà locali meritano di emergere per diventare nazionali e internazionali".

Susan Sarandon con i ragazzi di Giffoni nel 2010 

 

Tra i film annunciati Dragon Girl di Katarina Launing, su una ragazzina senza famiglia che incontra un piccolo drago, Sihja the rebel fair di Marja Pycco racconta di una fata non convenzionale e un ragazzo eccentrico che si uniscono per salvare la natura, l'indiano Come come rain di Shafaq Khan ambientato nel villaggio di Islampura dove non piove da anni: toccherà ai bimbi risollevare le sorti della comunità. My dad is a sausage mette al centro un padre che si licenzia dalla banca per fare l'attore, sostenuto solo dalla figlia.
"La pandemia, il lockdown hanno avuto un impatto tremendo sulle generazioni più giovani - spiega Gubitosi - in questa edizione, pur non tralasciando i problemi e la realtà dell'infanzia, abbiamo privilegliato storie piene di coraggio, fantasia, allegria: ne abbiamo tutti bisogno".