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Nastri d'argento, la corsa di Greta: "Anche da giovanissimi si possono scrivere cose eterne"

La 19enne ha ricevuto una nomination per la migliore canzone originale, la stessa categoria di Laura Pausini, Pacifico, Tiromancino. "Grata e onorata ma con i piedi per terra: ci sarà sempre qualcuno più bravo di me"
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Tra le nomination ai Nastri D’Argento 2021 per la miglior canzone originale c’è quella di una giovanissima artista romana, Greta, un EP e molti concerti alle spalle. E’ una nomination importante, perché il suo nome compare accanto a quello di Laura Pausini, di Pacifico, di Tiromancino, artisti affermati ed esperti, mentre lei rappresenta la generazione nuova, quella che sta rivoluzionando la canzone italiana. Ha iniziato presto a vivere nella musica Greta Elizabeth Mariani, figlia di un musicista e produttore, Roberto Mariani: a 14 anni la prima cover, con un video inviato agli Akademia Music Awards di Los Angeles, dove ha vinto. L’anno dopo era sul palco del Troubadour di Londra e l’anno seguente in tour, ad aprire le date di Marina Rei e dei Tiromancino. Il primo EP è uscito nel 2018, prodotto a Londra da David Ezra, Wonderful, poi nel 2019 è arrivata la collaborazione con i produttori inglesi Boe Weaver, prima di vincere il …

Tra le nomination ai Nastri D’Argento 2021 per la miglior canzone originale c’è quella di una giovanissima artista romana, Greta, un EP e molti concerti alle spalle. E’ una nomination importante, perché il suo nome compare accanto a quello di Laura Pausini, di Pacifico, di Tiromancino, artisti affermati ed esperti, mentre lei rappresenta la generazione nuova, quella che sta rivoluzionando la canzone italiana. Ha iniziato presto a vivere nella musica Greta Elizabeth Mariani, figlia di un musicista e produttore, Roberto Mariani: a 14 anni la prima cover, con un video inviato agli Akademia Music Awards di Los Angeles, dove ha vinto. L’anno dopo era sul palco del Troubadour di Londra e l’anno seguente in tour, ad aprire le date di Marina Rei e dei Tiromancino. Il primo EP è uscito nel 2018, prodotto a Londra da David Ezra, Wonderful, poi nel 2019 è arrivata la collaborazione con i produttori inglesi Boe Weaver, prima di vincere il premio MEI per il miglior video di un’artista emergente con Mrs. Ayala. Una strada che l’ha portata fino alla collaborazione con Apolloni e alla nomination ai Nastri D’argento per la migliore canzone con Magic, per il film Addio al nubilato.

Partiamo dalla fine. Com’è nata “Magic” e la collaborazione con Francesco Apolloni?

“Grazie a un incontro e una collaborazione precedente, quella con il maestro Alessandro Molinari. Alessandro mi ha notata per i due singoli usciti un paio di anni fa, Young e Mrs. Ayala. Ha deciso di rendermi partecipe di questo bellissimo progetto facendomi entrare nell’ambito delle colonne sonore e per me è stata la prima volta. Francesco Apolloni ha apprezzato moltissimo la mia musica e il progetto con Molinari”. 

Si aspettava una nomination per la miglior canzone? Che effetto le fa?

“Beh, aspettarmelo assolutamente no, è stato un fulmine a ciel sereno, in senso positivo, un fulmine buono. Non me l’aspettavo non perché non credessi abbastanza nel progetto ma semplicemente perché tengo molto i piedi per terra, ci sarà sempre qualcuno molto più bravo di me e questo principio può essere applicato a ogni ambito. È un effetto molto strano, tendo a non realizzare subito, ci metto un po‘ ma sono molto felice e grata di quanto sta accadendo”.

Premi ne ha già vinti, soddisfazioni se n’è già tolte molte. In questo caso ha la nomination accanto a Laura Pausini, Pacifico, Zampaglione. Siamo pronti a montarci la testa?

“Montarci la testa mai. Potrebbe sembrare una frase fatta ma è così, non sono capace a montarmi la testa. Anzi il fatto di essere associata a nomi ed artisti di questa portata mi fa molto ridere”.

C’è un grande cambiamento in atto nella canzone italiana. Sente di farne parte?

“Sì, credo di essere nella nuova onda di musica italiana, anche se di italiano la mia musica ha ben poco”.

Scrivere canzoni così giovane cosa significa, c'è una quota “generazionale”? Si sente “diversa” dalle sue amiche e amici? Fa di lei un “essere speciale”?

“Non mi sento diversa ma più sensibile, ogni forma di arte rende sensibili. Ognuno di noi ha qualcosa da dire ma con una forma di linguaggio diversa. Credo anche che non conti molto l’età, puoi avere 18 anni e scrivere cose eterne, senza tempo, o averne 40 e non avere niente di concreto da dire”. 

Italiano e inglese. Italiano o inglese. La lingua conta. Qual è quella in cui si sente a suo agio? E lo sa che in Italia le canzoni in inglese non arrivano a tutti…

“Mi sento più a mio agio in inglese, è la mia seconda lingua madre. Ma non escludo di cantare in italiano, prima o poi. La lingua a mio parere non è strettamente collegata a quanto arrivi o meno una canzone. Prendiamo i Sigur Ros, per esempio: in un album cantano in una lingua totalmente inventata eppure emozionano, comunicano. Capire il testo è importante ma non è tutto. Negli anni mi hanno sempre chiesto perché non cantassi in Italiano, a tratti mi hanno criticata, ma ho sempre continuato per la mia strada”.

Che tipo di musica ascolta e cosa la emoziona?

“Ascolto dai Radiohead a Nora Jones, Joss Stone, i Soundgarden. Una canzone che mi emoziona particolarmente è Daily Battles di Thom Yorke”.

Lavorare per il cinema non è come scrivere per proprio conto. Cos’è importante in un lavoro del genere?

“Mettere del proprio, ovviamente, ma anche distaccarsi dal proprio stile immedesimandosi nella trama del film, nelle emozioni necessarie a una determinata scena. Collaborare anche con grandi artisti, nel mio caso Alessandro Molinari, è fondamentale come esercizio per abbandonare il giusto ego che possiede ogni artista, per diventare un tutt’uno con l’altro per creare una fusione di generi e intenzioni”. 

Cantautrice, musicista, performer, altro? Chi è, davvero, Greta?

“Greta, parlo di me in terza persona per questa domanda, è una ragazza molto sensibile, che cerca di trasformare le brutture del mondo in bellezza. Mi piace molto fare foto, collage, creare con ogni oggetto, strumento possibile. La musica però è il tramite perfetto. Riesco a trasformare idee, pensieri e sensazioni in suono, e questo mi rende estremamente felice. Greta è arte, quindi”.