✕

Rutelli: "L'Anica più aperta e digitale, con noi anche Netflix e gli youtuber"

Francesco Rutelli (agf)
Intervista al presidente dell'associazione che da decenni è la casa del cinema italiano: porte aperte a decine di aziende innovative che producono prodotti visuali d’avanguardia dialoghando con la realtà aumentata, il videogioco, l’intelligenza artificiale applicata all'audiovisivo, i social media. "Totale supporto alle sale"
3 minuti di lettura

ROMA - A 76 anni dalla fondazione l'Anica, la casa del cinema italiano, cambia la sua natura e la sua missione. Dal Dopoguerra a oggi, le innovazioni non sono certo mancate, dalla nascita della tv, all'home video, allo streaming e l'Anica le ha colte. In quest'estate del 2021, però, i cambiamenti si fanno profondi. "Finora - racconta Francesco Rutelli, presidente dell'Anica - eravamo come un edificio a tre piani che ospitava i produttori di opere audiovisive, i distributori cinematografici, infine i tecnici di queste straordinarie industrie".

Adesso i piani raddoppiano, diventano sei. Anica apre le porte e le stanze a decine di aziende innovative che producono e vendono prodotti visuali d'avanguardia. Così, le nostre storiche imprese del settore e le nuove si incammineranno insieme in ambiti ormai centrali, appassionanti e redditizi: dialogheranno con la realtà aumentata, il videogioco, l'intelligenza artificiale applicata al…

ROMA - A 76 anni dalla fondazione l'Anica, la casa del cinema italiano, cambia la sua natura e la sua missione. Dal Dopoguerra a oggi, le innovazioni non sono certo mancate, dalla nascita della tv, all'home video, allo streaming e l'Anica le ha colte. In quest'estate del 2021, però, i cambiamenti si fanno profondi. "Finora - racconta Francesco Rutelli, presidente dell'Anica - eravamo come un edificio a tre piani che ospitava i produttori di opere audiovisive, i distributori cinematografici, infine i tecnici di queste straordinarie industrie".

Adesso i piani raddoppiano, diventano sei. Anica apre le porte e le stanze a decine di aziende innovative che producono e vendono prodotti visuali d'avanguardia. Così, le nostre storiche imprese del settore e le nuove si incammineranno insieme in ambiti ormai centrali, appassionanti e redditizi: dialogheranno con la realtà aumentata, il videogioco, l'intelligenza artificiale applicata all'audiovisivo, i social media.

Nel nuovo scenario l'Anica - che pure conferma il suo sostegno ai cinema e alle sale - prova a trasformarsi in una piattaforma integrata. Capace di imporre il made in Italy dell'audiovisivo nei mercati internazionali. E capace di conservare, anzi di aumentare, i posti di lavoro del settore.

Rutelli, ci guidi nella nuova casa dell'Anica. Al quarto piano chi troviamo?
"Soggetti come Netflix, TIMvision, il colosso americano ViacomCBS, ma anche l'italiana Chili. Questi editori media AV integrati, così li definiamo, parteciperanno alla nostra quarta Unione di imprese. Quinto aggregato - importante, strategico -  sarà quello degli esportatori. Il sesto aggregato comprende editori digitali e creator. Sono i produttori di contenuti audiovisivi per la Rete, ma anche dei contenuti branded, sponsorizzati. Sono i produttori di opere in realtà aumentata, sono aziende che gestiscono allegre e colorate scuderie di youtuber".

Anica correggerà anche il suo nome?
"Il nostro acronimo, che nasce nel 1944, oggi stava per Associazione nazionale Industrie cinematografiche audiovisive multimediali. Quest'ultima parola, multimediali, diceva tutto e niente. Viene sostituita con digitali. Sotto questa nuova insegna si svilupperà un'industria moderna dell'audiovisivo con un forte radicamento in Italia e una vocazione internazionale".

Perché le americane ViacomCBS o Netflix dovrebbero aiutare l'industria italiana?
"Queste aziende non si limitano a contare quanti ricavi o nuovi abbonati hanno fatto in un Paese. Sarebbe un approccio miope. Entrano nel suo tessuto editoriale e produttivo: amano interagire dunque con la terra di Fellini, Rossellini, della Grande Bellezza. Come, concretamente? Netflix, ad esempio, è uno dei soci fondatori della nostra Academy. Per la struttura che formerà i nuovi professionisti dell'audiovisivo, ha dato un contributo economico importante. Sono nell'Academy anche la Rai, Medusa, Vision, oltre a ViacomCBS".

Il nostro cinema, le nostre fiction possono contribuire al rilancio economico e psicologico dell'Italia, dopo la pandemia?
"Il Covid-19 ha messo all'angolo il nostro Paese. Alla fine della Seconda Guerra mondiale fu il Neorealismo a raccontare l'Italia dopo il fascismo e i bombardamenti, la faticosissima ricostruzione, con toni autentici che hanno conquistato il mondo. Oggi le imprese dell'audiovisivo e i nuovi creativi racconteranno, anche con strumenti sperimentali, questo momento unico nella storia della umanità, le macerie che il coronavirus ha creato, gli slanci verso un mondo nuovo".

L'Anica si apre al futuro. In questo modo, però, finirete con il trascurare le sale cinematografiche.
"Trascurarle? Lo escludo categoricamente, in ballo è l'identità stessa di Anica. Continueremo a supportare le sale con tutte le nostre energie. I film sono fatti per essere visti prima di tutto nei cinema e la visione collettiva di un'opera ha implicazioni sociali importanti. Le sale devono diventare sempre più comode e moderne, e già propongono prodotti nuovi. I ragazzi, per esempio, ci vanno per i blockbuster e l'animazione, e per conoscere meglio gli youtuber, i loro idoli".

Aiuterete le sale, dunque. Come in concreto?
"La distribuzione resterà centrale nella catena del valore. Poi moltiplicheremo le iniziative di sostegno. come le Notti bianche del cinema del prossimo 2, 3 e 4 luglio: alcune sale ci faranno fare una scorpacciata di film, dopo l'astinenza dei mesi della pandemia. L'anno prima del Covid-19 sono stati staccati 100 milioni di biglietti in Italia. Un numero ragguardevole, che vogliamo migliorare in futuro".

In questo suo impegno, avverte la vicinanza e il sostegno del governo?
"Assolutamente sì. Questa settimana l'Italia celebrava il via libera dell'Ue al nostro Pnrr. E il premier Draghi, per dare una simbologia potente all'evento, ha scelto Cinecittà. Struttura che i nuovi investimenti potranno rendere forte quanto i mitici studios Pinewood di Londra, quelli di 007. E mentre Marco Bellocchio vince la Palma d'Oro a Cannes, il governo conferma una politica di incentivi al settore, con un'aliquota di tax credit molto competitiva. Il suo supporto economico ha aiutato a fronteggiare la pandemia, e i set non si sono mai fermati: lo si vedrà con grandi film italiani nei Festival e in uscita nei prossimi mesi".