'Summer of soul', un doc sulla Woodstock nera del 1969
di Andrea Silenzi , di Andrea SilenziPiù che un semplice documentario (premiato tra l'altro al Sundance), Summer of soul è la tardiva riparazione a una storica ingiustizia. Nel 1969, distribuito in sei weekend, andò in scena a New York l'Harlem Cultural Festival, un evento fondante per tutta la black culture degli anni a venire cui presero parte, tra gli altri, Stevie Wonder, Nina Simone, Gladys Knight, Sly & Family Stone, Mahalia Jackson, The 5th Dimension, Chuck Johnson e tanti altri ancora. Un evento epocale che oggi viene definito "la Woodstock nera" ma che fino a poco tempo era stato ignorato dalle cronache musicali.
A incaricarsi del recupero di questo festival è stato Ahmir 'Questlove' Dinerstein, batterista dei Roots e bandleader del Tonight show oltre che regista e documentarista e, soprattutto, studioso e profondo conoscitore della cultura afroamericana. "Quando nel 2017 sono entrato in contatto con i produttori per il doc - ha raccontato l'art…
Più che un semplice documentario (premiato tra l'altro al Sundance), Summer of soul è la tardiva riparazione a una storica ingiustizia. Nel 1969, distribuito in sei weekend, andò in scena a New York l'Harlem Cultural Festival, un evento fondante per tutta la black culture degli anni a venire cui presero parte, tra gli altri, Stevie Wonder, Nina Simone, Gladys Knight, Sly & Family Stone, Mahalia Jackson, The 5th Dimension, Chuck Johnson e tanti altri ancora. Un evento epocale che oggi viene definito "la Woodstock nera" ma che fino a poco tempo era stato ignorato dalle cronache musicali.
A incaricarsi del recupero di questo festival è stato Ahmir 'Questlove' Dinerstein, batterista dei Roots e bandleader del Tonight show oltre che regista e documentarista e, soprattutto, studioso e profondo conoscitore della cultura afroamericana. "Quando nel 2017 sono entrato in contatto con i produttori per il doc - ha raccontato l'artista - non riuscivo a credere che non avessero mai sentito parlare di quell'evento. È increbile che a quelle giornate abbiano assistito 300 mila persone e che nessuno conosca questa storia". Il film ha vinto il gran premio della giuria e quello del pubblico all'ultimo Sundance e verrà ora presentato a Cannes. Dal 2 luglio sarà nelle sale americane e su Hulu: in Italia dovrebbe arrivare nei prossimi mesi su Disney+.
Il festival si svolse al Mount Morris Park nell'estate del 1969, nella stessa estate di Woodstock: fu messo in piedi dal promoter Tony Lawrence e incoraggiato dal sindaco John Lindsay, convinto che un simile evento avrebbe smorzato le tensioni razziali nate dopo l'omicidio di Martin Luther King avvenuto l'anno precedente. I concerti vennero filmati da Hal Tuchin, che li inviò alle emittenti con il titolo di Black Woodstock senza ottenere alcuna risposta. E la cosa sorprendente fu che anche quando l'America fu travolta dalla blaxploitation, segnata da trasmissioni come Soul train, film come Shaft il detective, Superfly e da megaeventi live come Wattstax, le immagini dell'Harlem Cultural Festival rimasero nei cassetti.
Parlando con la stampa, Questlove ha dichiarato di aver preso alla fine "la decisione di fare il film che avrei voluto realmente vedere". Utilizzando come sottotitolo la frase di Gil Scott-Heron "The revolution could not be televised", il regista ha messo insieme con un lavoro durato mesi le immagini dei concerti miscelandole alle voci dei protagonisti di quel particolare periodo storico, segnato dalle Black Panther, dal diffondersi dell'eroina, dal dramma dell'apartheid, dallo sbarco sulla Luna (che coincise con l'esibizione di Stevie Wonder). Questlove ha dichiarato di aver voluto raccontare questo epocale passaggio culturale nel contesto più appropriato.