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Da quello d'autore al blockbuster, il cinema (a casa propria) aumenta la sua offerta

Complice il lockdown sono aumentate a dismisura le offerte per godersi i film (e non solo) tra le pareti di casa propria. Scegliendo tra tantissime piattaforme in streaming che, oltre agli abbonamenti, offrono anche visioni singole o titoli rari. Ecco come orientarsi
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Il lockdown ha portato molti di noi ad avere un rapporto più stretto, diremmo 'familiare' con il cinema, che ha ormai conquistato definitivamente una dimensione 'casalinga' con le piattaforme di streaming, i televisori sempre più piatti e grandi, addirittura in alcuni casi i proiettori che hanno portato letteralmente il cinema nel nostro soggiorno. Ma ci hanno anche messo davanti ad una chiara realtà: le piattaforme di streaming, o almeno le principali, quelle più popolari, quelle alle quali la maggioranza delle persone si abbonano, concentrano la loro attenzione sui blockbuster, sui film di recente produzione, sui titoli più popolari, o sulle novità da loro stesse prodotte. Il che è normale, è esattamente quello che accade al cinema, dove si va per vedere le novità o i titoli di maggiore successo. Quindi nelle grandi piattaforme, spesso per scelte editoriali, o molto più spesso per problemi contratt…

Il lockdown ha portato molti di noi ad avere un rapporto più stretto, diremmo 'familiare' con il cinema, che ha ormai conquistato definitivamente una dimensione 'casalinga' con le piattaforme di streaming, i televisori sempre più piatti e grandi, addirittura in alcuni casi i proiettori che hanno portato letteralmente il cinema nel nostro soggiorno. Ma ci hanno anche messo davanti ad una chiara realtà: le piattaforme di streaming, o almeno le principali, quelle più popolari, quelle alle quali la maggioranza delle persone si abbonano, concentrano la loro attenzione sui blockbuster, sui film di recente produzione, sui titoli più popolari, o sulle novità da loro stesse prodotte. Il che è normale, è esattamente quello che accade al cinema, dove si va per vedere le novità o i titoli di maggiore successo. Quindi nelle grandi piattaforme, spesso per scelte editoriali, o molto più spesso per problemi contrattuali (tra i diritti previsti nei contratti non c’era ovviamente nessuna opzione che riguardasse lo streaming), non si trovano alcuni dei film che hanno fatto la storia del cinema o i lavori di registi dei quali francamente non si può fare a meno.

Un esempio? Attualmente non è possibile vedere Effetto notte di Truffaut, o Professione reporter di Antonioni, e stiamo citando solo due delle migliaia di titoli mancanti all’appello. E non è nemmeno facile trovare quello che c’è, perché alcune piattaforme hanno qualcosa e altre hanno altro e bisognerebbe essere abbonati a tutto per poter avere, in alcuni casi, delle filmografie complete. Quella del 'solo grandi successi' è un''abitudine', che diventata norma dagli anni Novanta in poi, quando pian piano è andata via via scomparendo una tipologia di sala che invece per tantissimi anni ha permesso a generazioni intere di spettatori di costruirsi una cultura cinematografica, rivedendo grandi film del passato filmografie complete di autori importanti, o capolavori di cinematografie minori, il buon, vecchio, caro, insostituibile cineclub. Solo alcuni resistono, per fortuna, anche nelle difficilissime condizioni attuali, come l’ormai leggendario Azzurro Scipioni di Silvano Agosti a Roma o il 'Cinemino' a via Seneca a Milano. Ma per chi non abita nelle città dove appassionati e studiosi tengono in vita sale dedicate al grande cinema, quali alternative ci sono?

Il lockdown in questo caso ha giocato a favore di alternative interessanti per gli appassionati di cinema, servizi streaming che erano già operativi da anni e che hanno trovato un nuovo pubblico e una nuova attenzione, o offerte completamente nuove che si sono andate ad affiancare a quelle in abbonamento o su singola visione, Now Tv, Apple+, Google Play, Timvision, Microsoft Store, Playstation Store, Chili e Rakuten Tv, YouTube, Netflix, Amazon Prime, Infinity, Disney+, RaiPlay. Questi servizi in realtà molti titoli 'cult' già li offrono ma per chi è in cerca di film d’autore o cose particolari le cose sono molto migliorate recentemente e anche per i “cinemaniaci” le offerte si sono moltiplicate. Ancora non c’è 'tutto', come è accaduto per la musica, ancora la frammentazione regna sovrana e quindi un appassionato di cinema è costretto ad avere più abbonamenti e a spendere molto di più mensilmente, per avere a disposizione davvero un catalogo sufficientemente completo. Ma almeno oggi una possibilità di scelta e nel muro dei blockbuster si sono aperte delle interessanti e necessarie crepe.


Il servizio più 'antico' e interessante per chi cerca cinema d’autore internazionale è Mubi, che da qualche tempo è diventato accessibile anche come 'canale' all’interno dell’offerta di Amazon Prime Video, con un sovrapprezzo ovviamente. Mubi è un vero e proprio cineclub, attivo dal 2007, con una programmazione davvero molto ricca e internazionale di cinema d’autore. Moltissimi, anche su Mubi, i film nuovi, ma in questo caso irreperibili sulle piattaforme mainstream, ma è molto ricca e interessante la programmazione di titoli famosi di grandi autori, per riscoprire capolavori altrimenti irraggiungibili in streaming. Quella di Mubi è anche una attiva comunità di cinefili, 11 milioni di iscritti, quanto basta per animare interessanti discussioni sui film in programma, uno nuovo ogni giorno, tra titoli storici e film inediti.


Mubi ha una lunga storia alle spalle, ma negli ultimi tempi nel mercato dello streaming le offerte di “nicchia” per appassionati di cinema si sono moltiplicate. Tra i 'nuovi arrivati' c’è RaroVideo, che offre titoli di registi come Bunuel, Takeshi Kitano, Derek Jarman, Andy Warhol, Claude Chabrol, Jean-Luc Godard, Kim Ki Duk, John Cassavetes, ma anche capolavori italiani di Bellocchio, Bertolucci, Pasolini, Carmelo Bene, in una selezione quanto mai originale e interessante. RaroVideo è uno dei canali di Amazon Prime Video, come I WonderFull, che offrono, per abbonamenti mensili a costi contenuti, selezioni di film che nelle grandi piattaforme non ci sono e probabilmente non arriveranno mai. Canali che arricchiscono in maniera 'approfondita' è verticale l’offerta orizzontale, per quanto molto ricca, delle piattaforme mainstream. Dei 'cineclub', insomma, che si affiancano ai grandi 'multisala' digitali che offrono titoli di grande richiamo. Minerva Pictures, ad esempio, ha aperto il suo club per cinefili su Apple+, ma anche su Rakuten propone altri due canali particolari, 'Bizzarro Movies' e 'Cinema segreto', e ha anche una sua ulteriore programmazione sul sito 'The FilmClub'.


MyMovies invece ha una ricchissima programmazione di cinema d’autore introvabile altrove, legata ad alcuni festival (Il cinema ritrovato, Far East Film Festival, Biografilm Festival, Trieste Science + Fiction Festival e altri) e ad alcuni canali come Is Real e Cine Ubu, con molte opzioni on demand. Accanto a questi ci sono molti altri cineclub digitali da frequentare per trovare titoli rari o storici come Indiecinema, o come MioCinema che ha una bella programmazione di rassegne tematiche.

Le cose, comunque, stanno migliorando rispetto a qualche anno fa, quando era letteralmente impossibile trovare molti dei titoli d’autore. Difficile, comunque + ancora trovare i titoli 'storici', perché il grande cinema italiano o internazionale in bianco e nero non ha un grande pubblico, i costi per digitalizzare le pellicole e poterle distribuire in streaming restano ancora abbastanza elevati e sono in pochi quelli che affrontano la spesa viste le poche possibilità di rientrare dei costi. Del resto accadde lo stesso quando arrivarono i primi film in vhs e la storia ebbe un replay con l’avvento dei dvd, ci vorrà tempo insomma per riuscire a trovare in streaming i film italiani più 'antichi'. Per chi conosce l’inglese e ama soprattutto i B movie invece ci sono molte alternative gratuite internazionali, che però non offrono il cinema di Serie A se non in rarissimi casi, La complessità del mondo dei diritti internazionali fa si che alcuni titoli di culto, soprattutto quelli americani, sulle grandi piattaforme di streaming in realtà ci siano già arrivati, ma non sono visibili dall’Italia, sono accessibili solo agli utenti statunitensi.