Per il Festival di Locarno, la cui massima attrattiva sono sempre state le proiezioni in Piazza Grande davanti a 8.000 spettatori, la pausa pandemica è risultata particolarmente frustrante. Così il ritorno in presenza (pur con tutte le precauzioni) è stato salutato con enfasi dal presidente Marco Solari, durante la conferenza stampa di presentazione del programma tenutasi questa mattina in streaming da Berna.
La 74ma edizione si svolgerà dal 4 al 14 agosto. Esprimendosi in tre lingue, Solari ha affermato che il Festival esce addirittura rafforzato dalla prova del Covid (sono arrivate proposte di film da località remote, come la Nuova Guinea e la Siberia) e ha presentato la nuova crew della manifestazione: il direttore artistico Giona A. Nazzaro (definito “cinefilo, competente, entusiasta”) e il direttore operativo Rafael Brunschwig; ai quali si aggiunge Simona Gamba per le - ormai imprescindibili - competenze digitali. Annunciate anche le giurie delle sezioni competitive (della principale fa parte Isabella Ferrari) e gli ospiti d’onore, cui saranno assegnati i premi del Festival: l’attrice Laetitia Casta, il regista John Landis, il direttore della fotografia Dante Spinotti.
Come in passato, le sezioni sono numerose: da Piazza Grande, la più spettacolare, a Cineasti del Presente, dai Pardi di Domani alla vasta retrospettiva dedicata al cinema di Alberto Lattuada. Alle proiezioni si potrà accedere soltanto prenotandosi online, tramite sito o apposita app. Poiché i titoli in programma sono tanti (17 in Concorso, 14 in Piazza Grande, 6 Fuori Concorso, varie decine disseminate nelle altre sezioni), e nell’impossibilità di dare conto di tutti, ci limiteremo segnalarne alcuni tra i più promettenti, con un occhio particolare per gli italiani.
L’inaugurazione, mercoledì 4 agosto, è riservata a Beckett, primo film in lingua inglese le nostro Ferdinando Cito Filomarino, prodotto da Luca Guadagnino e interpretato da John David Washington e Alicia Vikander. Sul gigantesco schermo della Piazza si potrà vedere (oltre a classici rieditati come Terminator, Heat-La sfida, Animal House) il nuovo film dello 'scandaloso' regista francese Gaspar Noé, che nel cast annovera il suo collega Dario Argento. E inoltre il film di animazione italiano Yaya e Lennie - The Walking Liberty di Alessandro Rak.
Non mancano gli italiani nella sezione Fuori Concorso, la più anticonformista del Festival: Dal pianeta degli umani di Giovanni Cioni e la commedia horror di Daniele Misishia Il mostro della cripta, con Lillo Petrolo. Nel Concorso Internazionale, quello che assegnerà il Pardo per il miglior film, varrà la pena di tenere d’occhio I giganti del sassarese Bonifacio Angius; e potrebbe riservare sorprese la coproduzione Zero e uno, diretta dal sulfureo Abel Ferrara con cast italo (Valerio Mastandrea) americano (Ethan Hawke, ospite di Locarno 2018). Però il festival ticinese si è sempre contraddistinto per la vocazione a scoprire talenti inediti, anche appartenenti a cinematografie più ‘esotiche’ e sconosciute. E le sorprese, ancora una volta, potrebbero venire proprio da lì.