Oliver Stone e il doc su 'JFK': "Troppe verità ancora nascoste"
di Silvia Bizio , di Silvia BizioA Ischia per ricevere il premio alla carriera Ischia Film Festival (un piccolo e prestigioso festival cinematografico diretto da Michelangelo Messina che si svolge in questi giorni nel Castello Aragonese dell’isola campana), il regista Oliver Stone ci parla dei progetti che lo hanno portato in Europa: il documentario Through the looking glass, che rivisita i fatti esplorati nel suo film JFK del 1991, protagonista Kevin Costner, e il documentario Qazak History of the Golden Man, un’intervista condotta da Stone con l’ex presidente del Kazakistan Nursultan Äbishuly Nazarbayev, diretto da Igor Lopatonok, che verrà proiettato ad Astana, in Kazakistan, il 6 luglio. Through the looking glass, con le voci narranti di Donald Sutherland e Whoopi Goldberg, verrà presentato a Cannes l’11 e 12 luglio e lo stesso film JFK verrà proiettato sulla spiaggia del festival francese. Nella sua suite dell’hotel Excelsior di Ischia, al riparo dal …
A Ischia per ricevere il premio alla carriera Ischia Film Festival (un piccolo e prestigioso festival cinematografico diretto da Michelangelo Messina che si svolge in questi giorni nel Castello Aragonese dell’isola campana), il regista Oliver Stone ci parla dei progetti che lo hanno portato in Europa: il documentario Through the looking glass, che rivisita i fatti esplorati nel suo film JFK del 1991, protagonista Kevin Costner, e il documentario Qazak History of the Golden Man, un’intervista condotta da Stone con l’ex presidente del Kazakistan Nursultan Äbishuly Nazarbayev, diretto da Igor Lopatonok, che verrà proiettato ad Astana, in Kazakistan, il 6 luglio. Through the looking glass, con le voci narranti di Donald Sutherland e Whoopi Goldberg, verrà presentato a Cannes l’11 e 12 luglio e lo stesso film JFK verrà proiettato sulla spiaggia del festival francese. Nella sua suite dell’hotel Excelsior di Ischia, al riparo dal gran caldo umido di questi giorni, Oliver Stone è prodigo di dettagli nel raccontare il grande lavoro di ricerca svolto negli ultimi anni per fare ancora più luce sull’assassinio che sconvolse il mondo nel 1963.
Signor Stone, lei ha detto che con questo documentario fornisce nuove prove mai viste prima sulla teoria della cospirazione. È cosi'?
"Mi lasci essere preciso, perché non voglio leggere titoli del tipo “Abbiamo trovato l'assassino di Kennedy”, cosa che noi non abbiamo. La domanda su chi ha ucciso Kennedy deve essere centrata sul perché. Ed è sul perché che abbiamo cercato risposte in questo documentario".
Dunque?
"Ho realizzato JFK esattamente 30 anni fa, nel 1991. 28 anni prima Kennedy venne assassinato a Dallas, ovvero 58 anni fa. La memoria collettiva è caduta in un buco nero. Ci sono state tre indagini ufficiali, e il mio film ha portato alla terza indagine. L'Assassination Records Review Board (il Consiglio di revisione sugli atti di omicidio), ha operato tra il 1994 e il 1998, ma ad esso era consentita solo la declassificazione delle prove, non l'investigazione stessa. Hanno declassificato molti documenti, ma non tutti, molti erano stati tenuti da parte. Per esempio il Secret Service (la guardia segreta presidenziale) distrusse tutti i suoi fascicoli, illegalmente, e il Records Review Board lo ha condannato".
Quindi lei presenta nel suo documentario nuove prove?
"Io inizio dalla Warren Commission, la prima che investigò sull'assassinio, che avevo raccontato nel film. Abbiamo scoperto che la Warren Commission era ancora più corrotta di quanto credessimo 30 anni fa. Il punto è che l'allora presidente Lyndon Johnson nominò Alan Dulles come membro della commissione. Dulles controllava tutto, e non lasciava trapelare niente dalla CIA che non fosse importante. Gli stessi membri della commissione non sapevano che la CIA aveva commesso assassinii esteri in vari Paesi nel mondo. Non sapevano che mentre Kennedy era presidente la CIA stava cercando di assassinare Fidel Castro, e che lo stesso Kennedy non ne era informato. Eisenhower forse lo sapeva, ma non Kennedy".
Si parlava allora del coinvolgimento della mafia: ci spiega?
"Dulles, con la Cia, stava cercando di eliminare Castro in vari modi. Usarono i primi cubani espatriati a Miami, usarono la mafia, usarono tutto per far fuori il leader cubano. Erano parte del colpo di stato contro DeGaulle nel 1961, quando l'OAS cercò di far fuori DeGaulle - se lei si ricorda, ci furono ben 12 tentativi di assassinio contro DeGaulle. Avevano ammazzato Lomumba in Congo, e Dulles, che era stato licenziato da Kennedy, viene messo da Johnson a far parte – dominante – del Board per indagare sul suo assassinio! Questa era l'atmosfera allora, in quel frangente. L'indagine di Dulles non fu affatto onesta".
Il Congresso americano non intervenne in nessun modo?
"Molti non concordavano col Records Review Board (l'agenzia incaricata di raccogliere tutto il materiale racconto dalle varie agenzie governative sull'omicidio di JFK, ndr); Richard Russell, Senatore della Georgia, ebbe una lunga conversazione con Lyndon Johnson, di cui abbiamo ottenuto una registrazione. Ed è chiaro che Russell dice al Presidente che non era affatto d'accordo, che non capiva e così via. Russell mettava in dubbio tutto quello che il Board stava facendo. Tutto viene stenografato, poi sparisce, poi riappare".
E l'FBI che faceva allora?
"E’ tutta una matassa pericolosa. L'FBI era una delle fonti di intelligence per il Board, e quindi molte cose vennero condivise col Board, per esempio che Oswald aveva agito da solo. Insomma, la testimonianza era contaminata. Facciamo l'esempio di due agenti dell'FBI, Sylbert e O’Neal, due figure importanti in questo documentario; abbiamo scoperto che loro due avevano analizzato tutto quanto, ma che non avevano avuto la possibilità di seguire l'autopsia di JFK a Bethesda, né di vedere le ferite sul corpo del Presidente assassinato. Quell’autopsia è stata una farsa, come una soap opera comica; è triste, ma qui abbiamo tre medici che non sanno quello che fanno, che non hanno esperienza con ferite di arma da fuoco, a fare l’autopsia. Potevano prendere i migliori esperti di medicina legale, ma non li hanno chiamati: hanno usato militari sotto il loro controllo. Abbiamo ora prove definitive che l’autopsia è stata controllata dall’Esercito. Un’autopsia distorta. 40 persone avevano visto il corpo di Kennedy nell’ospedale di Dallas, medici in un rapporto separato citavano un’enorme ferita sul retro della testa, il che indica un foro di entrata davanti, e quel foro di entrata non è mai stato riportato nell’autopsia, perché volevano raccontarci che i colpi erano venuti solo da dietro e non da davanti, dalla famosa siepe sul Grassy Knoll. Quell’autopsia fu un disastro. Nel documentario parlo anche di come il cervello di Kennedy, che si era disperso con il colpo ricevuto, venne sostituito con il cervello di un altro defunto e il cranio richiuso!".
Il documentario esplora a fondo la figura di Oswald, ce ne parla?
"Oswald non era conosciuto a questi commissari, che seppero di lui solo in seguito. Oswald lavorava davvero per la CIA? Chi era, un agente? O solo un informatore, qualcuno che si poteva usare? Si va indietro al 1958, prima che Oswald andasse in Russia, e lo seguiamo fino al 1963. Oswald dopo la Russia si trasferisce a New Orleans, poi va a Dallas circa un mese prima dell'assassinio, dove trova un lavoro al tristemente famoso Book Depository da dove avrebbe sparato a JFK. Tutto su Oswald è oscuro. Non c'è un fotogramma chiaro sulla sua vicenda. Per questo bisogna far luce".
Nel documentario si dice anche che Robert Kennedy sapesse molto. Cosa?
R.: Robert Kennedy chiamo' subito dopo l'assissinio di suo fratello la CIA, e chiese: lo avete fatto voi? Una storia interessante. La ragione era che JFK voleva ritirare gli USA dal Vietnman, cosa per cui gli storici mi hanno sempre attaccato. Abbiamo trovato un rapporto declassificato che il Generale McNamara era stato alle Hawaii per un incontro segreto circa il ritiro delle truppe. Kennedy non voleva l'intervento in Vietnam. Diceva: se non attacchiamo Cuba, perche' dobbiamo attaccare il Vietnam? Una pazzia. E’ importante che gli storici lo capiscano, quando attaccano Kennedy dicendo che è lui che ha cominciato la Guerra in Vietnam! Kennedy non voleva il Vietnam. Eisenhower l’aveva cominciata, Kennedy voleva rovesciare quella politica, e Johnson, appena assunta la presidenza in seguito all'assassinio, ribaltò la politica di JFK sulla guerra in Vietnam, con buona pace di CIA e FBI e commissioni varie. Kennedy odiava la CIA, aveva promesso di smantellarla, voleva che tutti gli uffici della CIA sparsi nel mondo dessero conto agli ambasciatori americani nei vari paesi, in modo da poter venir controllati dalla presidenza. Kennedy stava scuotendo le cose, voleva cambiarle, e quella era la motivazione, non potevano permetterglielo!"
Montagne di evidenza..
"26 volumi della Warren Commission, gran parte contaminati, rilasciati nel 1964 in cui dicevano che Oswald era l’unico assassino, e nessuno ha rivisto quei volume, anche perché la stampa non ha la pazienza di farlo. Oswald, gli altri assassini pronti a intervenire a Chicago e Tampa, dove Kennedy sarebbe andato dopo Dallas, in caso il primo assassinio non fosse riuscito. Lo avrebbero fatto fuori, prima o poi, nel Sud o a Chicago. Non gli avrebbero permesso di presentarsi di nuovo alle elezioni perché era pericoloso. Era su un cammino di disgelo con Khrushchev, era chiaro che voleva uscire dal Vietnam, aveva fatto un discorso incendiario nel 1957 contro la guerra in Algeria, era un presidente popolare e suo fratello Robert avrebbe preso in mano il paese nel 1968 e ci sarebbe stata la possibilità di una dinastia Kennedy per 16 anni, e ne avevano paura! Non solo, ma Robert Kennedy aveva detto che appena eletto nel 1968 avrebbe riaperto il caso dell’assassinio del fratello, che era ancora caldo: è il secondo assassinio Kennedy! Con la dinastia Kennedy l’America avrebbe avuto un completo Rinascimento, un completo cambiamento di strategia perché la politica di Roosevelt era piuttosto buona, lui non avrebbe mai bombardato il Giappone! E alla fine il paese è andato verso un periodo di Guerra fredda e enormi spese militari. Al Pentagono sono stati molto felici quando Kennedy è morto, perché per quanto li riguardava JFK era un traditore: Questo è un processo di pensiero molto americano, se sei morbido sul Comunismo sei un traditore".
Come sarà la distribuzione del documentario?
"La versione di 4 ore che avevo fatto a quanto pare è stata rifiutata da Netflix e National Geographic, dicono che non c’e’ “fact checking” (controllo dei fatti). Non a caso ogni documentario che National Geographic ha fatto su Kennedy ha sempre presentato la versione ufficiale. Ma nessuno ha visto la versione di due ore che sarà a Cannes. Abbiamo un buon distributore inglese per l’Inghilterra e credo sia già stato venduto in Italia e Spagna. Penso che le vendite andranno bene per la versione di due ore, ma il mercato americano non l’ha ancora vista. Ma con la tendenza dei media americani a diventare sempre più conservatori è capace che pure quella sparisca".
L’arringa finale di Kevin Costner nel film, in cui parla del pericolo alla democrazia in un mondo di cover up, e’ ancora valida nel mondo in cui viviamo oggi...
"Viviamo in questo mondo che è imprigionato dalla nostra cosiddetta sicurezza e la nostra lotta contro nemici. Nemici che continuano a essere Russia e Cina, Iran, Corea del Nord, e non dimentichi che Cuba è ancora su quella lista. Dal 1963 le agenzie dell’intelligence e i militari hanno preso il sopravvento sul governo ed è ancora così. Nessun Presidente è mai andato contro di loro, Trump ha detto che lo avrebbe fatto ma non lo ha fatto, Clinton ha cominciato e si è tirato indietro, Obama certamente si è tirato indietro. E di fatto noi siamo diventati una dittatura militare industriale".
Alcuni di questi documenti sono stati declassificati per via degli anni trascorsi?
"No, lo sono stati grazie al mio film del 1991. Molti si erano arrabbiati quando alla fine del film si diceva che non sarebbero stati aperti fino al 2029, così il Congresso ha approvato l’atto per declassificarli entro il 2017. Ma comunque tanti fascicoli non sono usciti, la CIA gli ha concesso quello che voleva, e ha continuato a nascondere un sacco di roba. A un certo punto Trump era andato in televisione a dire che avrebbe aperto tutto, ma non è successo. E Biden certamente non farà nulla. Il Servizio Segreto ha fatto un sacco di casini, erano addormentati, e di conseguenza quando nel 1996 il Board ha insistito, hanno stracciato tutti i documenti. E invece questa era un’indagine che doveva andare avanti! Tutta la roba che avevo rivelato nel film non è stata riportata dalla stampa, non c’è mai stato desiderio di sfidare la versione ufficiale. Ho fatto un’intervista di due ore con Tom Brokaw in cui sono entrato in tantissimi dettagli, e hanno mandato in onda due frasette! I media americani sono ancora sotto il controllo e l’influenza della CIA. Non è un mistero che nel 1993, dopo l’uscita del mio film JFK, la CIA ha aperto un ufficio ad Hollywood, e da allora più di 1000 serie TV e centinaia di film, da Alias a Argo a Homeland, sono passati sotto il loro scrutinio e gli agenti della CIA sono visti come eroi!".
Un’ultima domanda: il suo prossimo film?
R: Co"Sto lavorando su un progetto sul futuro e sull’energia pulita, che è assolutamente necessaria: dobbiamo liberarci del diossido di carbonio che ci sta ammazzando. È un soggetto fondafondamentale per il nostro pianeta".