✕

'Ritorno al crimine', ovvero: quando la realtà supera (e blocca) la fiction

Una scena di 'Ritorno al crimine', da sinistra a destra: Tognazzi, Gialli e Gassmann 
Esce su Sky il film con Giallini, Tognazzi e Gassmann bloccato per due volte dal lockdown. Il regista e attore Massimiliano Bruno: "Era indispensabile che venisse trasmesso, stiamo montando il terzo capitolo della serie"
3 minuti di lettura

Prendi tre amici (molto) sfigati, (Gianmarco Tognazzi, Marco Giallini e Alessandro Gassmann), mettili in un tunnel spazio-temporale, falli viaggiare indietro nel tempo e dal 2018 li fai arrivare nel 1982. Mentre l'Italia è incollata alla tv per assistere al Mundial, i tre riescono addirittura a mettere a segno il colpo più audace di sempre: derubare del loro tesoro criminali all'epoca molto potenti, come erano quelli della Banda della Magliana.

I tre amici riescono poi a tornare ai nostri tempi, ma qui ad attenderli (nella realtà e non più nella fiction), invece di esserci il boss Renatino De Pedis (Edoardo Leo) e soci che rivogliono i loro soldi e relativa vendetta (come da copione), c'è invece la realtà del Covid che, al di là di ogni immaginazione, blocca per mesi l'Italia e per oltre un anno tutto il settore dello spettacolo, compreso Ritorno al crimine, atteso sequel di Non ci resta che il crimine, film annunciato …

Prendi tre amici (molto) sfigati, (Gianmarco Tognazzi, Marco Giallini e Alessandro Gassmann), mettili in un tunnel spazio-temporale, falli viaggiare indietro nel tempo e dal 2018 li fai arrivare nel 1982. Mentre l'Italia è incollata alla tv per assistere al Mundial, i tre riescono addirittura a mettere a segno il colpo più audace di sempre: derubare del loro tesoro criminali all'epoca molto potenti, come erano quelli della Banda della Magliana.

I tre amici riescono poi a tornare ai nostri tempi, ma qui ad attenderli (nella realtà e non più nella fiction), invece di esserci il boss Renatino De Pedis (Edoardo Leo) e soci che rivogliono i loro soldi e relativa vendetta (come da copione), c'è invece la realtà del Covid che, al di là di ogni immaginazione, blocca per mesi l'Italia e per oltre un anno tutto il settore dello spettacolo, compreso Ritorno al crimine, atteso sequel di Non ci resta che il crimine, film annunciato e rimandato per ben due volte e che ora sta per vedere la luce grazie a Sky che trasmetterà il film in anteprima lunedì 12 luglio.

'Ritorno al crimine', una nuova avventura per i banditi da strapazzo

"Inizialmente non uscire in sala mi ha pesato molto - racconta Massimiliano Bruno, che il film lo ha scritto, diretto ed è anche uno degli attori - perché io scrivo e faccio film per il cinema. Purtroppo ho avuto una sfortuna particolare: non siamo usciti dopo il primo lockdown, eravamo programmati il giorno in cui è stata chiusa l'Italia. Poi ci hanno messi in un'altra data, ma c'è stato il secondo lockdown. Nel frattempo l'Italia aveva prodotto altri film, il nostro era stato pubblicizzato, c'era il rischio che invecchiasse, e io stavo andando sul set per girare il terzo film".

E che sensazione le dà uscire in prima su Sky?

"È ovvio che io vorrei vedere i miei film al cinema e poi, in seconda battuta, su una piattaforma. Però devo riconoscere che Sky ci ha dato la possibilità di salvare la trilogia e di uscire fra pochi mesi con il terzo film evitandoci di far invecchiare un film girato in primavera e che ha bisogno di uscire".  

Il primo film è ambientato nel 1982, perché proprio quella data?

"Nel 1982 avevo 12 anni ed è l'anno che più mi è rimasto impresso nella mia vita. Ad un ragazzino gli fai vincere un mondiale... Ricordo tutto di quell'estate. Quello è stato un anno particolare e anche il Campionato del mondo ha assunto molti significati: il presidente partigiano Sandro Pertini seduto in tribuna a fianco del cancelliere tedesco Helmut Schmidt".

Poi c'erano le storie personali dei calciatori...

"Paolo Rossi, il golden boy del calcio italiano, che era caduto in disgrazia con lo scandalo scommesse. Era stato fermato, non giocava da due anni. Era rientrato in gioco ma aveva molti detrattori, Antonio Cabrini che aveva lo stesso appeal del Brad Pitt di dieci anni fa. Dino Zoff era al capolinea della sua carriera...".

C'era Bruno Conti...

"Il mito della Roma e della capitale. Era un outsider che si è rivelato decisivo. E poi Zico, Maradona... Era tutto molto fico!".

Cabrini e Bruno Conti che lei ha portato davanti alla macchina da presa in Ritorno al crimine...

"Un cameo delizioso. Il nostro Edoardo Leo / 'Renatino' De Pedis è un pesce fuor d'acqua. Stavolta viene lui nel futuro. Un delinquente dei primi anni 80 alle prese con una società totalmente cambiata: si deve misurare con internet, Whatsapp e il sushi. E si ritrova davanti due suoi eroi dell'82 che però sono invecchiati di 35 anni e allibito gli chiede: 'Ma che avete fatto?'. E a Bruno Conti dice: 'Ma tu ancora 'sti capelli c'hai?'".

E per uno strano scherzo del destino il film uscirà il giorno dopo la finale. Che effetto le fa?

"È una coincidenza incredibile: ci è capitata la stessa data della finale dell'82, l'11 luglio!".

Ma le avventure dei nostri non finiscono qui...

"Il terzo capitolo C'era una volta il crimine lo abbiamo già girato e lo stiamo montando. Dovrebbe uscire quest'inverno. Nel primo film abbiamo voluto scherzare sull'eccessiva serietà con cui vengono raccontati i delinquenti di Romanzo criminale e Suburra. Nel secondo sfottiamo sia i camorristi che i 'gomorristi'. Un modo per dire: gli eroi delinquenti non ci piacciono".

E nel terzo?

"Andiamo nel 1943 e la Banda della Magliana sconfigge sonoramente i nazisti. Un trittico straordinario. È la chiusura di trilogia più spettacolare che potessi desiderare anche grazie allo sforzo della mia casa di produzione (Iif e Rai cinema)".

'Ritorno al crimine' lancia il tormentone: "Dov'è Isernia?"

Riprendendo una battuta del film: rivelerete dove si trova Isernia?

"Non solo, ma ci abbiamo 'addirittura' girato una scena - conclude ridendo - Amici molisani state pronti, stiamo arrivando".