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Cannes, 'Futura', gli occhi e le voci dei giovani italiani per immaginare il futuro del Paese

Il doc di Francesco Munzi, Alice Rohrwacher e Pietro Marcello racconta le vite e le ambizioni dei ragazzi del nostro Paese e arriverà prima andrà in sala e poi in tv
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L'Italia dei ragazzi. A cavallo o in fabbrica, nelle scuole di danza e in quelle da estetista, a coltivare i campi, combattere sul ring, truccare i motori delle 'apette', nelle accademie di cucina aspiranti Cannavacciuolo, nel nord e al sud, in una Venezia deserta senza turisti e nella periferia di Palermo con sogni grandi e piccoli, contesti difficili e privilegi. Sguardi puliti, silenzi, risate, timidezze e spavalderia. L'immaginario inquinato dai media, ma anche l'energia e la speranza del futuro.

Futura - titolo di una meravigliosa canzone di Lucio Dalla - è l'inchiesta collettiva di tre notevoli autori italiani: Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher - tutti genitori di figli adolescenti - che portano il film alla Quinzaine des Réalisateurs: "Ci siamo incontrati a fine 2019 - dice Pietro Marcello - con la voglia di realizzare un film insieme: non episodi, ma una condivisione vera. Per raccontare i giovani italiani - tra i q…

L'Italia dei ragazzi. A cavallo o in fabbrica, nelle scuole di danza e in quelle da estetista, a coltivare i campi, combattere sul ring, truccare i motori delle 'apette', nelle accademie di cucina aspiranti Cannavacciuolo, nel nord e al sud, in una Venezia deserta senza turisti e nella periferia di Palermo con sogni grandi e piccoli, contesti difficili e privilegi. Sguardi puliti, silenzi, risate, timidezze e spavalderia. L'immaginario inquinato dai media, ma anche l'energia e la speranza del futuro.

Futura - titolo di una meravigliosa canzone di Lucio Dalla - è l'inchiesta collettiva di tre notevoli autori italiani: Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher - tutti genitori di figli adolescenti - che portano il film alla Quinzaine des Réalisateurs: "Ci siamo incontrati a fine 2019 - dice Pietro Marcello - con la voglia di realizzare un film insieme: non episodi, ma una condivisione vera. Per raccontare i giovani italiani - tra i quindici e i vent'anni - e tratteggiare, attraverso i loro occhi e le loro voci, un affresco del Paese. Il risultato è un archivio comune che resterà". Alice Rohrwacher, spiega: "Non volevamo esprimere la nostra visione ma raccogliere quelle dei giovani, il loro immaginario". Le riprese si sono intrecciate con la clausura della pandemia: "Abbiamo dovuto selezionare i gruppi tra chi aveva la necessità di condividere lo stesso ambiente: classi, comitive di amici, familiari", dice ancora Rohrwacher. "È diventato strano parlare di futuro in un momento in cui tv e Rete ripetevano che non c'era, immaginarsi un futuro in un mondo bloccato", racconta Munzi.

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Ovviamente lo stato attuali delle cose dipende dal contesto sociale e geografico: "Ognuno - dice Rohrwacher - è in grado di pensare al futuro che desidera, anche in base a come è stato allevato. Se da una parte questi ragazzi sono molto più liberi rispetto alle regole che la nostra generazione ha dovuto rispettare, dall'altra subiscono un grande condizionamento".

"Noi - ragiona Marcello - avevamo più spazio per perderci nelle visioni, oggi tutto è controllato dai social network, ognuno a guardare l'altro". Munzi: "Vivono un tempo complicato, la pandemia li ha resi più fragili. Tutto questo toglie loro slancio, capacità di costruzione. Emergono pressioni, inquietudini e anche un po' di inerzia. Entra in gioco la responsabilità di noi adulti nella semina di questo terreno in cui stanno crescendo loro". Il film è un reportage "nel senso più nobile - dice Marcello - il nostro riferimento sono state le inchieste anni Sessanta e Settanta di registi come Soldati, Comencini, Rossellini, Pasolini".

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Futura, prodotto da Avventurosa e Rai Cinema, andrà in sala e poi in tv. È un bel momento di ascolto dei giovani, in un contesto storico che non li vuole protagonisti. Rohrwacher: "Il passato è presente, il futuro è volatile ma un desiderio emerge con forza: dovrà essere diverso da questo. Pur non riuscendo ancora a immaginarlo, i ragazzi hanno la possibilità di sentirlo".