✕

Libero De Rienzo, Massimiliano Bruno: "Picchio era uno graffiato dalla vita"

Massimiliano Bruno 
L'attore e regista parla dell'amico e collega morto a 44 anni: "Una persona molto combattuta, con un gran senso dell'umorismo"
2 minuti di lettura

"Libero De Rienzo lo conoscevo da quando aveva 20 anni. Era il tecnico che seguiva i miei spettacoli a teatro. Faceva il fonico, andava sempre in giro con un martello attaccato alla cintura: costruiva anche le quinte. Insieme a me e a Paola Cortellesi ha fatto due spettacoli fra il 1997 e il 2000. Allora studiava già per diventare attore e per arrotondare faceva quello. Era un ragazzetto...". È il primo ricordo dell'attore e regista Massimiliano Bruno, che parla con grande affetto dell'amico e collega trovato morto ieri nella sua casa di Roma.

Come se lo ricorda?

"Era tormentatissimo. Aveva perso la madre e viveva da solo da quando aveva sedici anni. Ci siamo voluti un sacco bene. Poi lui fu preso per un paio di film ed esplose con Santa Maradona, ma siamo rimasti sempre in contatto".

Quando è stata l'ultima volta che vi siete visti?

"Io stavo mettendo su il cast di Non ci resta che il crimine (film uscito nel 2019 ndr) e p…

"Libero De Rienzo lo conoscevo da quando aveva 20 anni. Era il tecnico che seguiva i miei spettacoli a teatro. Faceva il fonico, andava sempre in giro con un martello attaccato alla cintura: costruiva anche le quinte. Insieme a me e a Paola Cortellesi ha fatto due spettacoli fra il 1997 e il 2000. Allora studiava già per diventare attore e per arrotondare faceva quello. Era un ragazzetto...". È il primo ricordo dell'attore e regista Massimiliano Bruno, che parla con grande affetto dell'amico e collega trovato morto ieri nella sua casa di Roma.

Come se lo ricorda?

"Era tormentatissimo. Aveva perso la madre e viveva da solo da quando aveva sedici anni. Ci siamo voluti un sacco bene. Poi lui fu preso per un paio di film ed esplose con Santa Maradona, ma siamo rimasti sempre in contatto".

Quando è stata l'ultima volta che vi siete visti?

"Io stavo mettendo su il cast di Non ci resta che il crimine (film uscito nel 2019 ndr) e pensavo di farlo con interpreti più giovani, intorno ai 35 o 40 anni e ho incontrato vari attori tra i quali anche Libero De Rienzo. Poi alla fine ho deciso di farlo con una generazione di artisti più grandi, cinquantenni, per cui scelsi Gianmarco Tognazzi, Marco Giallini e Alessandro Gassmann".

Ma quel tratto di sofferenza ha continuato ad accompagnarlo?

"Era una persona molto combattuta. 'Picchio' era uno graffiato dalla vita. Un ragazzo impegnato politicamente e socialmente, che soffriva le sofferenze del mondo, degli altri. E che ha sempre lottato con parte di se stesso. Allo stesso tempo era una delle persone che mi facevano più ridere. Era simpaticissimo. Aveva delle battute cattive straordinarie".

Un esempio?

"Parlando delle persone aveva un modo di scherzare ribaltando il senso delle frasi. Se passava una ragazza molto bella diceva: 'Ammazza che brutta questa! Ma quanto è brutta?'. Una volta andammo insieme a vedere un brutto spettacolo a teatro e lui uscendo disse: 'Aó, capolavoro eh?'. Aveva quel modo di scherzare e una parlata molto da romano, nonostante lui fosse originario di Napoli. Ci siamo voluti bene e ci siamo molto rispettati. Era un bravo ragazzo".

Lei prima diceva che De Rienzo era stato 'graffiato dalla vita', ci spieghi meglio.

"Era rimasto senza la mamma quando era molto giovane, quindi aveva sviluppato il senso di auto sufficienza che però gli ha dato un peso addosso da ragazzo. Si manteneva da solo da quando aveva 18-20 anni. Era una persona che lavorava, ma che sentiva anche il peso di non essere il classico ragazzetto che andava a ridere e scherzare in vacanza perché gli pagavano tutto. La vita se l'è sudata e si era sobbarcato la sofferenza della pardita della madre da adolescente. Io ho 50 anni, ho perso mio padre quest'anno e ancora ci sto male...".

E per quanto riguarda l'indagine della Procura di Roma, sulla morte come conseguenza dell'uso di droga che idea s'è fatto?

"Non ho idea se usasse sostanze e non mi interessa. Penso che in questo momento sarebbe meglio parlare della persona e dell'artista che è stato. Mi sento più di citare il suo straordinario Siani in Fortapàsc, il personaggio di Santa Maradona o il 'paraculo' di Smetto quando voglio".