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'Air conditioner', la rivolta dei climatizzatori in una torrida estate africana

Sulla piattaforma MUBI il film angolano diretto da Fradique. Una metafora di un paese poverissimo e in lotta per le risorse
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Tra gli effetti del moltiplicarsi dei film in streaming, quello più virtuoso è la diversificazione dell’offerta. A fronte di Disney o Netflix, intente a farsi concorrenza con prodotti spettacolari, c’è MUBI, ad esempio, che propone classici della cinefilia e nuove curiosità cui sarebbe difficile trovare accesso alle sale. Appartiene a questa categoria Air Conditioner, film targato Angola presentato in anteprima al Festival di Rotterdam e in questi giorni visibile sulla piattaforma.

La premessa è surreale. A Luanda, capitale della ex-colonia portoghese, i climatizzatori si staccano, uno dopo l’altro, dai muri dei palazzi ferendo o uccidendo i cittadini. Altri ci lasciano la pelle per il caldo torrido cui li espone la rivolta delle macchine. Attraverso l’insolita distopia ci guida il personaggio di Matacedo, custode di uno stabile alla ricerca dell’ultimo condizionatore ancora funzionante per conto dell’amica Zezinh…

Tra gli effetti del moltiplicarsi dei film in streaming, quello più virtuoso è la diversificazione dell’offerta. A fronte di Disney o Netflix, intente a farsi concorrenza con prodotti spettacolari, c’è MUBI, ad esempio, che propone classici della cinefilia e nuove curiosità cui sarebbe difficile trovare accesso alle sale. Appartiene a questa categoria Air Conditioner, film targato Angola presentato in anteprima al Festival di Rotterdam e in questi giorni visibile sulla piattaforma.

La premessa è surreale. A Luanda, capitale della ex-colonia portoghese, i climatizzatori si staccano, uno dopo l’altro, dai muri dei palazzi ferendo o uccidendo i cittadini. Altri ci lasciano la pelle per il caldo torrido cui li espone la rivolta delle macchine. Attraverso l’insolita distopia ci guida il personaggio di Matacedo, custode di uno stabile alla ricerca dell’ultimo condizionatore ancora funzionante per conto dell’amica Zezinha, domestica di un padrone prepotente che pretende a ogni costo l’aria refrigerata. La quest porta Matacedo nel negozio di articoli elettrici del signor Mino, inventore e profeta il quale afferma che i condizionatori cadono come i frutti dagli alberi, quando sono maturi.

Una scena del film 

Iniziato su toni realistici, con la steadicam che tallona il protagonista per le vie cittadine popolate di povera gente, il film del giovane regista angolano Fradique (pseudonimo di Mario Bastos) si trasfigura via via in uno stile quasi onirico: luci al neon, sequenze sognanti, il tutto punteggiato dalle musiche della giovane e bravissima cantante e compositrice Aline Frazao, originaria di Luanda e già nota ai più attenti appassionati per le sue particolari sonorità, tra jazz e percussioni capoverdiane.

Air Conditioner alterna spunti da sci-fi (Matacedo comunica con alcuni concittadini per via telepatica) con gag ironiche da commedia dell’assurdo (si celebrano veglie funebri per i condizionatori “morti”); però lascia intravedere anche intenzioni di ordine politico. Paese poverissimo, prostrato da un passato coloniale e da lunghe guerre – prima quella d’indipendenza dal Portogallo, poi la guerra civile – l’Angola è in preda a una gigantesca crisi ecologica e a una lotta per le risorse essenziali, inegualmente spartite tra pochi privilegiati e moltissimi miserabili, disposti a battersi tra loro per una mancia di venti centesimi. Una radio diffonde messaggi su un presunto complotto dei mercati dopo l’accordo commerciale con la Cina, mentre il film declina in una versione “etnica” ignota alle nostre latitudini temi che ci riguardano tutti, dai cambiamenti climatici alla globalizzazione, dall’emarginazione sociale al consumismo dei poveri.

Non tutti gli umiliati e offesi si mostrano rassegnati alla loro sorte: come Zezinha, che ha rischiato di “affogare nei propri sogni” ma aspira ancora a una vita vicino al mare e alla natura. Air Conditioner è un film idiosincratico, destinato a innescare risposte diverse nei diversi spettatori. Però, uscendo per un momento dalla propria zona di comfort, vale la pena di farne la conoscenza.