Claudia Gerini: "Non ho ancora fatto il vaccino, non sono contraria ma ho paura"
di Lorenzo Ormando , di Lorenzo OrmandoIn 30 anni di carriera Claudia Gerini si è sempre lanciata, mettendosi alla prova con generi, ruoli e autori diversi. Ma interrogata sulla recente approvazione del Green Pass obbligatorio, che scatterà a partire dal 6 agosto, si mostra esitante: "Non ho ancora deciso se fare il vaccino" dichiara l'attrice, 49 anni, al Forte Village (Cagliari), ospite della quarta edizione del Filming Italy Sardegna Festival. "Non è che sia contraria" spiega, "sono solo molto timorosa perché è un vaccino d'emergenza, come ha dichiarato anche la Food and Drugs Admninistration, che l'ha approvato perché non esiste una cura. Devo fare degli esami per le trombosi, ho un po' paura perché ho avuto dei problemi anche durante la gravidanza. Mia figlia 17enne (Rosa Enginoli, avuta dall'ex marito Alessandro, ndr) l'ha fatto, non sono contraria. Non sono sicura che questa cosa del Green Pass durerà per sempre.…
In 30 anni di carriera Claudia Gerini si è sempre lanciata, mettendosi alla prova con generi, ruoli e autori diversi. Ma interrogata sulla recente approvazione del Green Pass obbligatorio, che scatterà a partire dal 6 agosto, si mostra esitante: "Non ho ancora deciso se fare il vaccino" dichiara l'attrice, 49 anni, al Forte Village (Cagliari), ospite della quarta edizione del Filming Italy Sardegna Festival. "Non è che sia contraria" spiega, "sono solo molto timorosa perché è un vaccino d'emergenza, come ha dichiarato anche la Food and Drugs Admninistration, che l'ha approvato perché non esiste una cura. Devo fare degli esami per le trombosi, ho un po' paura perché ho avuto dei problemi anche durante la gravidanza. Mia figlia 17enne (Rosa Enginoli, avuta dall'ex marito Alessandro, ndr) l'ha fatto, non sono contraria. Non sono sicura che questa cosa del Green Pass durerà per sempre. Cosa devo fare, se ho dei problemi? Vorrà dire che me ne starò a casa e non andrò al cinema o a teatro, oppure che farò dei tamponi. Il che mi va benissimo: nel corso dell'ultimo anno sono stata su tanti set, ormai ci sono abituata e mi piacciono pure (ride, ndr). Quello è un metodo scientifico per capire se sei contagioso o meno, mi va bene. Ma non voglio influenzare nessuno", ci tiene a specificare.
L'attrice ricorda la sua vita sui set, che frequenta da oltre 30 anni: "Ho iniziato a 15 anni perché il mio primo film risale al 1987: in Roba da ricchi interpretavo la figlia di Lino Banfi e Laura Antonelli. Con Sergio Corbucci, che lo diresse, ho iniziato a fare le commedie". Il personaggio che l'ha lanciata sarebbe arrivato qualche anno più tardi, nel 1995: la sua Jessica, orgogliosamente coatta, con l'irrinunciabile gomma da masticare persino davanti al prete che sta celebrando il suo matrimonio, è ancora nel cuore del pubblico. "Il mio primo grande ruolo è stato accanto a Carlo Verdone in Viaggi di Nozze. Avevo 21 anni, ero una ragazzina! Mia figlia mi dice, un po' sorpresa: 'Mamma, perché ti chiedono sempre di Jessica, con tutti i personaggi che hai fatto?'. A lei deve sembrare una roba un po' antica, forse".
"Rischiare fa parte del mio percorso, sono il tipo di persona che si butta senza avere una rete di salvataggio. Cerco di fare delle cose che mi spingano a uscire dalla mia zona di comfort". Un esempio? A fine settembre debutterà da regista con il film Tapis Roulant, di cui sarà anche protagonista nel ruolo di una terapista che lavora da casa e segue online i propri pazienti: "È un piccolissimo film indipendente: mi sono innamorata del soggetto, che abbiamo poi sviluppato con gli sceneggiatori. Quando è arrivato il momento di scegliere il regista mi sono detta che forse avrei potuto occuparmene io. A volte i registi non hanno grandi esperienze sul set, mentre io un paio di film li ho visti girare, nella vita" afferma ironica. Ha deciso di autodirigersi perché il film è, parole sue, difficile e semplice allo stesso tempo: "Sarà girato tutto in un unico ambiente. Se ci fossero stati molti attori e tante location avrei avuto qualche dubbio in più".
Ha chiesto suggerimenti o pareri a qualcuno dei filmmaker con cui ha lavorato negli anni? Scuote la testa: "No, però ho fatto leggere il copione. Edoardo Leo mi ha detto: 'Per qualsiasi cosa, posso darti dei consigli io'. Nella vita bisogna buttarsi, senza avere paura". È proprio Leo ad averla diretta in uno dei suoi prossimi film: in Lasciarsi un giorno a Roma, prossimamente in sala, vestirà i panni della sindaca della capitale. "Che sogno, anche se per finta è stato bellissimo", ride. Sarà una dramedy che racconta l'epilogo delle storie d'amore: "L'ho visto ed è bellissimo, credo che Edoardo sia cresciuto molto come regista. Interpreto una sindaca sposata e con figli che attraversa un momento di impasse nella sua relazione (il marito è Stefano Fresi, ndr) per via dei mille impegni. Non mi sono ispirata a Virginia Raggi, ho pensato solo a una donna molto incasinata che ha un ruolo istituzionale che le porta via tempo ed energie. I problemi di Roma resteranno sullo sfondo" anticipa, spiegando di essere preoccupata per la salute della città dove è nata e cresciuta. "Io cammino tanto e mi chiedo: chi deve venire a vedere le nostre bellezze, le vedrà? Al Gianicolo ci sono cumuli di immondizia. Sono cose che abbiamo detto mille volte, lo so, ma chi deve amministrare Roma la conosce davvero? Se non vai a vedere, non ti rendi conto".
Lei, ad esempio, va spesso a trovare sua nonna, che abita a Tor Bella Monaca: "Vedo in giro tante cose che non funzionano. Roma è una città difficile e molto grande, va bene, ma ci sono altre città che sono complicate e funzionano, come Londra, Parigi e Tokyo". Ci invita a stare attenti ai nostri tesori: "Ho letto vari report sull'impatto delle vibrazioni sul Colosseo, su come la metro e le auto che sfrecciano accanto non gli facciano bene. Non lo dico io, ci sono degli studi sulla conservazione delle nostre incredibili opere d'arte e architettoniche. Non lo so mica se, tra 20 anni, sarà ancora in piedi per essere ammirato dai nostri nipoti. C'è stata da poco una corsa d'auto da rally accanto al Colosseo, ma per fortuna molte erano ibride, perciò hanno avuto un impatto diverso".
I suoi nuovi film, tutti girati uno dopo l'altro l'estate scorsa, sono tantissimi. Per cominciare il 16 dicembre sbarca finalmente in sala l'atteso Diabolik, diretto dai Manetti Bros, con i quali aveva già lavorato in Ammore e Malavita (che le è valso un David di Donatello alla sesta candidatura) e in un episodio ad alto tasso d'azione de L'ispettore Coliandro, in cui era una turca esperta di arti marziali (nella vita Gerini è cintura nera di Taekwondo). "Purtroppo non posso dirvi nulla del mio ruolo in Diabolik. Farò parte della trilogia prevista dai Manetti? Chissà, può darsi".
Diabolik dei Manetti Bros., il trailer ufficiale
Tra i prossimi titoli di cui va fiera c'è anche Mancino naturale, diretto da Salvatore Allocca e incentrato su una donna che vive in una casa popolare di Latina che sogna un riscatto per il figlio, che a 12 anni è una promessa del calcio. "Vuole portarlo via dalla borgata, sogna una vita dove lui possa esprimere i suoi talenti. Adesso la dico grossa, ma per interpretarla mi sono ispirata un po' alla Magnani di Bellissima", confessa. "In Sulla giostra, diretto da Giorgia Cecere, sarò una produttrice cinematografica costretta a tornare in Salento per vendere la casa di famiglia e che si ritroverà a mettere in discussione le proprie certezze, mentre la commedia corale Per tutta la vita (del cui cast fanno parte Paolo Kessisoglu, Luca Bizzarri, Carolina Crescentini, Ambra Angiolini, Claudia Pandolfi, Filippo Nigro e Fabio Volo, ndr) racconterà di tre coppie che scoprono che i loro matrimoni non sono validi perché celebrati da un finto prete". Infine la vedremo in The Tiger's Nest, un film internazionale girato in Nepal, sul viaggio di un bambino che vuole mettere in salvo un cucciolo di tigre che ha perso la madre per colpa dei bracconieri.
Oltre ad essere diventata produttrice con la sua società Attitude, sogna di portare in tv un varietà al femminile, Giraffe, attualmente in stand-by: "Il titolo è un riferimento ai microfoni, che in passato venivano chiamati proprio giraffe. Mi piacerebbe che fosse un evento televisivo, un varietà classico divertente e musicale. Non voglio fare una cosa piccola e di nicchia, sogno un programma nello stile di Milleluci. Vorrei 4 puntate per omaggiare le grandi donne della tv del passato come Franca Valeri, Sandra Mondaini e Raffaella Carrà, che quando se ne è andata ci ha lasciati tutti un po' orfani".