Steve McQueen e Le Mans, la più grande delusione della sua vita
di Roberto Nepoti , di Roberto NepotiMalgrado il titolo italiano riprenda, un po' goffamente, il verso della canzone di Vasco Rossi, Steve McQueen una vita spericolata non è l'ennesimo documentario sul "re del cool" e il suo mito. Quello originale, più proprio, suona The Man & Le Mans: infatti il film (ora sul nuovo canale Sky Documentaries) è focalizzato sulla travagliata lavorazione del kolossal Le 24 ore di Le Mans, che costò all'attore la più grande delusione della sua vita e - forse - la salute. All'inizio sentiamo la voce di McQueen cinquantenne, in cura per il cancro che lo aveva colpito. I motivi della malattia - dice - sono due: le tute di amianto indossate durante le corse automobilistiche e l'enorme pressione subìta durante la preparazione e il tournage del film.
Malgrado il titolo italiano riprenda, un po' goffamente, il verso della canzone di Vasco Rossi, Steve McQueen una vita spericolata non è l'ennesimo documentario sul "re del cool" e il suo mito. Quello originale, più proprio, suona The Man & Le Mans: infatti il film (ora sul nuovo canale Sky Documentaries) è focalizzato sulla travagliata lavorazione del kolossal Le 24 ore di Le Mans, che costò all'attore la più grande delusione della sua vita e - forse - la salute. All'inizio sentiamo la voce di McQueen cinquantenne, in cura per il cancro che lo aveva colpito. I motivi della malattia - dice - sono due: le tute di amianto indossate durante le corse automobilistiche e l'enorme pressione subìta durante la preparazione e il tournage del film.
Era il 1970 e, nel frattempo, la sorte sembrava accanirsi in ogni modo contro l'osannata star: fine del matrimonio con la prima moglie Neile Adams, per le continue infedeltà di Steve; lo sfiorato pericolo di finire vittima della setta di Charlie Manson, che lo rese paranoico; un incidente d'auto mentre era in compagnia di una giovane attrice, accuratamente nascosto per non nuocere al film. Alla fine Le 24 ore di Le Mans gli fu tolto di mano e McQueen dovette adattarsi alle esigenze della produzione, preoccupata di salvaguardare un prodotto da molti milioni di dollari.
Il film, nonostante tutto, vide la luce, ma fu accolto tiepidamente dai più: vuoi per i suoi difetti, vuoi per l'eccentricità rispetto agli standard hollywoodiani, che esigevano intrecci complicati e storie d'amore. Benché la sua carriera come star proseguisse, Steve non si riprese mai dalla delusione. Carattere di per sé adrenalinico e competitivo, circondato da un'aura di pericolo e reso incline dal successo a sentirsi onnipotente, l'uomo fu piegato da quel fallimento, che non riuscì mai a tollerare. E colpisce, nel documentario, il contrasto tra le note immagini di lui al volante di una Porsche o a cavallo di una moto e quelle, malinconiche, degli anni successivi allo scacco di Le Mans. Quando, appena cinquantenne, se ne andò dal mondo con la frase " ho solo finito la benzina".